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"La tragica storia di Raffaele De Amicis" da Vicoli alla Pennsylvania

2 Febbraio 2024

GEREMIA MANCINI - Raffaele DE AMICIS nacque a Vicoli (PE) in contrada “Le Pietre”, il 14 novembre del 1883, da Giovanni (ventiquattrenne “contadino” figlio di Domenicantonio e Maria Carmina Di Matteo) e Maria Vincenza Taricani (venticinquenne “contadina” figlia di Angelo e Giacinta Di Matteo). I genitori di Raffaele si erano sposati a Vicoli il 25 maggio del 1882. Insieme ad altri amici decise di tentare il “sogno americano”. Giunsero negli Stati Uniti intorno nel 1910. Trovarono tutti lavoro nelle miniere della Pennsylvania. L’esperienza maturata da Raffaele a Vicoli, dove badava a mucche e cavalli, gli fece assegnare, all’interno della miniera, il ruolo di responsabile dei carrelli trascinati da grossi cavalli da tiro. Poi il 27 gennaio del 1917 la tragedia. Uno di quei cavalli da tiro, probabilmente, lo colpì violentemente al capo. Le sue condizioni apparvero subito gravissime. Trasportato a “Chester Country Hospital” vi morì poco dopo il suo arrivo. Il referto medico: “causa della morte: frattura del cranio, delle ossa ed emorragia per calcio ricevuto da un cavallo”. Fu Orazio De Amicis, forse un parente, a denunciarne la morte e fornirne le esatte generalità al “Regio Consolato d’Italia” di Philadelphia . Infatti sul primo referto veniva riportato un improbabile nome: “Raffaelo Demicio”. A Vicoli solo il 22 febbraio del 1921, quattro anni dopo la tragedia, fu Giovanni De Amicis, il padre, a recarsi in comune per denunciarne la morte. Si infrangeva così il “sogno americano” di Raffaele De Amicis.

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