La Processione del Venerdì Santo in Pianella

Vittorio Morelli / Giov 14 aprile, 2022 /

  Nel XVIII-XIX secolo l'Amministrazione Comunale comincia a sostenere alcune spese per lo svolgimento dei riti legati alla Passione di Cristo.

  Parallelamente, nelle campagne, fin dal giorno delle Ceneri, alcuni cantori facevano il giro dei casolari per cantare La passejone de Jasù Creste, un canto lento, modulato, quasi una nenia:

Jasù Creste granne granne

s'à morte a trendatrè anne;

nghe tre chjuve fu nghjuvate,

nghe tre lange fu langettate.

“Me te' sonne, me te' sonne”

Arespunne a cche te chjame,

te chjame la Matalene

c'à patute tande pene,

tande pene e dulore

t'à scarpurete lu core.

La sanda cumbagneje,

feje de Vergene e Marije.

   Al cantore della Passione venivano fatti doni in natura: olio, formaggio, vino, salsicce, farina; era un modo, per lui fare la provvista che poteva bastare a tutta la famiglia fino alla coste de Maje, la costa di Maggio, quando si esaurivano tutte le scorte alimentari e si preparavano con i rimasugli della madia e del cassone le Virtù.

  Le spese, a cui doveva far fronte il decurionato, riguardavano il Predicatore quaresimale, la cera, il campanaro, il tamburiere e le sacre rappresentazioni della Passione, che iniziarono a svolgersi fin dal secolo XVI.

   Nel 1799 vengono pagati sette ducati per la solita recita del Passio da maggio a tutto settembre nella Collegiata di S. Antonio Abate; quindici carlini per la messa parata nel dì 29 settembre nella chiesa di S. Michele Arcangelo, e ducati nove per il  Passio da maggio a tutto settembre 1802.

   Nel 1802 il cassiere comunale rimborsa a Luigi Volpe per botte da spari ducati  02:00,

a Domenico Monticelli per chiodi  1:84,

a Biase Cutilli per il premio della caccia del Toro per il suo cane 02:00,

a Salvatore di Rocco per quadrini della corsa 01:50,

a Nicola Antrodicchia per i guardiani della corsa 01:00,

all'organaro Pompa per l'accommodo dell'organo di S. Domenico 02:00,

totale    10 :34

   Nel 1803 il Decurionato, segretario in Publico Parlamento il Magnifico Giovanni Angelo Garofalo, delibera di rimborsare al cassiere la spesa di 20 ducati per la Festa di Pasqua e cioé  un libra e ½ di polvere =:45

4 libre di piombo =:40

per l'accommodo di otto schioppi al fucilaro di Fazio  = 01.80

totale 2.65

  Sempre nell'aprile del 1803 vengono pagati venticinque carlini ai tamburieri, trentatre carlini per trecentoventi botte da sparo, per dolci e rosolio carlini due.

  Per lezione della Giurisdizione nella solennizzazione della S. Festa di Pasqua del corrente anno 1803, giusta l'antico solito, a Provisjoni di Reg.a Camera, e Stato discusso, che con ricevuta, Pianella, li 9 Aprile 1803, vengono pagati dal cassiere comunale al regio governatore don Nicola Caranci venti carlini.

*(Delibera del 30 maggio 1803, Ascpian, in Registro de' Conti, aa 1800-1803)

  Anche in pieno periodo francese a Pianella si svolgono i riti pasquali; nel 1804 all'organista Giuseppe di Rocco viene dato un compenso, così pure all'organista Giuseppe di Tocco; a Rosario Porcelli, corriere, viene dato un compenso  per essere andato in Teramo a chiamare il Tamburiere per sonare alla processione del Venerdì Santo dell'aprile 1804; nel 1805 al predicatore quaresimale con “aleggio” vengono pagati ducati 0041:00; per la formazione del palco della quaresima per le predicazioni ed esercizi nel 1808 l'Università paga ducati 000:32; al Predicatore Conventuale  Z. Luigi  Maria Tabacchi viene liquidato il compenso per le prediche quaresimali del corrente anno 1808 e vengono liquidati nove ducati per la recita del Passio da maggio a tutto settembre di ciascun anno in data 22 aprile 1808.

*Ascpian, Registro de' Conti, aa.1804-1808.

  Nel 1833 il Decurionato delibera sulla terna dei predicatori quaresimali: d. Nicola canonico de Andrea di Pianella, d. Alesio d'Espinosa, parroco a Calascio, padre Andrea Castellucci de' Minori Riformati in Solmona.

   Il 5 marzo 1837 il Decurionato recupera 20:00 ducati, fissati nell'art. 38 dello Stato med.mo pel Predicatore Quaresimale, che trovansi in questo anno risparmiati, non avendo il Sig. Canonico (Camillo) Mapei accettato l'Apostolico Ministero al quale venne prescelto.

   Don Camillo (Nocciano 1809-Dublino 1852), dopo i trascorsi mazziniani, divenne il maggiore innografo della chiesa evangelica.

   Nel mese di marzo il Decurionato è chiamato ad adempiere la terna del predicatore quaresimale pel venturo anno 1835.

Il decurionato confidando che la somma di ducati 20.00 apposta nello stato discusso art 38 non sia affatto bastevole alle fatighe del predicatore quaresimale, e se ciò sia così si è veduto che nel corso di anni quattro...si ha voluto assumere tale peso.

Considerando che la riduzione delle fatiche quaresimali potrìa nel rincontro, che qualcuno de ternali tale fatiga indossare potesse.

A voti unanimi ha risoluto, che chiunque sia nominato dall'Ordinario è nel dovere di adempire 1° Alla predica del Purgatorio. 2° Agli otto giorni di esercizij spirituali, 3° Alla Predica del Venerdì Santo. 4° a quella di Risurrezione; e finalmente nel secondo giorno di Pasqua a quella di Benedizione; ed all'oggetto propone in terna per la ventura Quaresima del 1835:

          Il Sig. Can.co   D. Michelangelo Crognale di Pianella

           Il Sig. Parroco D. Andrea De Felici

          Il Sig. D. Raffaele Ortenzii (ambi di Cepagatti)

   durante la quaresima si svolgevano le quaranta ore, ovvero preghiere e riti a partire dal mercoledì delle Ceneri; preghiere, momenti di meditazione, ascolto della parola di Dio, canti che si svolgevano dal giovedì al sabato delle Ceneri.

  Devozione consistente nell'adorazione del S. Sepolcro e poi del Ss. Sacramento, esposto nell'ostensorio per quaranta ore continue o suddivise in più giorni, in memoria del periodo in cui il corpo di Gesù giacque morto nel sepolcro.

  Il giovedì santo le famiglie e i sagrestani approntavano i sepolcri ed esponevano vasi di frumento germogliato, come segno di resurrezione.

  Il pomeriggio del venerdì santo, il tamburiere, preceduto dai suonatori di Kirri-kirri, faceva il giro del paese annunciando con il rullio la passione e i sacri riti della sera.

  La sera del venerdì, i portatori del Cristo Morto si riunivano nella sede della Confraternita del Purgatorio per indossare le toghe da incappucciati di colore nero; gli inservienti preparavano gli strumenti della passione da esporre durante la processione.

   Gli strumenti, esposti in modo perenne, anche sulle croci dei crocicchi del paese: la croce, il gallo, la corona di ferro spinato, la spugna, la lancia, la veste, etc, venivano scoperti e ripuliti della polvere per essere assegnati ai portatori.

  I portatori erano nobili e benestanti, abili a svolgere il compito del telamonio, molto faticoso perché la processione, oltre a fare il giro nel centro storico, doveva affrontare la salita del Torrione, molto ripida.

    I portatori venivano sostituiti a tempo da persone di rango di loro fiducia.

   Il corpo bandistico, all'uscita dell'urna del Cristo Morto dalla Chiesa Madre di S. Antonio, cominciava ad accennare alla musica del Miserere di Selecchy, compositore chietino del '700; poi, nei primi del '900, il maestro Luigi Marchetti, direttore della Banda Musicale, I Diavoli Rossi, compose una sua versione del Miserere, che viene suonato tuttora in tutti i venerdì santi e nei funerali cittadini.

    Il 13 aprile 1873 il Corpo Bandistico è chiamato a dare la sua prestazione nella Pasqua di Resurrezione per un compenso di £ 170; il 3 aprile per il Venerdì Santo con un compenso di £ 100; il 10 aprile 1874 per £ 180 sempre nella festività di Pasqua; nel 1875, il 27-28-29-30 marzo, con un compenso di £ 180; il 15- 16- 17-18 aprile 1876 per £ 170.

  L'amministrazione comunale continua a sostenere i riti e la festività pasquale con contributi finanziari fino agli anni del primo '900; oggi un comitato cittadino provvede a raccogliere fondi da destinare alla banda musicale e alle spese relative all'organizzazione dei riti e della processione.

   L'attenzione e la sensibilità della comunità pianellese si avvertono anche dopo l'esito della prima guerra mondiale, sia nella cura degli strumenti della passione, sia nello svolgimento della processione passionale, sia nella parte musicale eseguita dalla banda cittadina e nella partecipazione massiccia da parte della popolazione e sia quando, nel 1929,  R. Pavoni di Penne viene chiamato a stuccare e decorare l'urna del Cristo Morto per £ 800 circa, allo scopo di rendere la sacra teca più preziosa.

Nota: La tradizione religiosa abruzzese ha mutuato da quella umbro-marchigiana la poesia religiosa in volgare e in dialetto, raccontata dai Cantastorie e dai Sandandugnari, che giravano nelle contrade alla ricerca di cibo e di qualche soldo. Quella dei cantastorie era una vera professione, intesa a sopravvivere e a resistere in tempi difficili.

Bibliografia generale

Ascpian, Registri dei Conti, XIX secolo.

Ascpian, Deliberazioni del Camorlengato, secc, XVI-XVII.

V. Morelli, Racconti popolari pianellesi, Pescara, anno

S. Fiinocchio-V. Morelli, La vuccacce nnall’Abbruzze, Officine Deltalito Pescara, 1999.

Vedi, Il Ciclo della Passione pasquale nelle Regioni Italiane, nella Letteratura popolare regionale.

Vedi, Le laudationes e le lamentationes Beate Virginis, in Letteratura Medievale religiosa Italiana.

Jacopone da Todi, Pianto della Madonna, XIII secolo.

Jacopone da Todi, Stabat Mater, XIII secolo.

Jacopone da Todi, Donna de Paradiso, XIII secolo.

G. Porto, Lauda drammatica del Venerdì santo, Del Romano, L’Aquila 1974.

R. di Leonardo - Vittorio Morelli - Antonio D’Urbano - Giuseppe Antonelli, Via Crucis (Le Vvja Cruce), Tip. Di Virgilio, Chieti Scalo (Ch). a.1981.

Foto : Redazione

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