Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroCultura e spettacoliSportSegnalazioni

LA  POESIA “PESCARESE”  DI GIUSEPPE TONTODONATI  

DANIELA D'ALIMONTE.

Tra le figure di poeti che contribuirono a delineare lo scenario culturale abruzzese dello scorso secolo vi è sicuramente quella di Giuseppe Tontodonati.  Nato a Scafa nel 1917, allora frazione di San Valentino, in provincia di Pescara, è stato uno scrittore vivace e prolifico, legato all’idioma materno che riscoprì profondamente nell’età adulta facendone lo strumento principale della sua esperienza poetica. Tontodonati compose anche in lingua italiana ma la sua originalità e il suo estro trovano la migliore espressione proprio nella poesia dialettale.  Da ragazzo lasciò presto il paese e si trasferì nel capoluogo abruzzese per il lavoro del padre. Pescara diventa la città dove egli vive una giovinezza esuberante e piena di stimoli culturali; già appassionato di poesia ed arte, entra in contatto con l’entourage della pittrice Isabella Ardente che divenne tra l’altro la sua prima moglie. Lo studio di lei, situato in via Ponterosso (oggi via Ravenna), era il punto di ritrovo di diverse personalità della vita culturale pescarese del tempo.  Questi intellettuali si riunivano anche altrove, per esempio da Tommaso Cascella, così come il poeta stesso ci testimonia con un sonetto: 

 A Porta Nove, mbacc-i-a ll’ Unijóne,/tené lu stúdie Tumasse Casscèlle./Ce se ngundré: Di Prìnzeje,/ Burchièlle, Pumárece, D’Albènzie, Mestecóne,/De Sándese, Giammàrche de Sulmóne,/li Siggismúnde, Fébbe, Tendarèlle,/Mecchèle, Giuvacchìne, Jisabbèlle,/Dom Basìlie, ch’li bbaff’ e muschettóne,/Verdècchie, Polce, Dande Fraddijàne,/Pasquá’ Mechette e Lujiggì’ D’Amiche,/Spuldóre, Pive edd Enneje Flajàne,/Andrèje, Piètre, Pe’ Di Fidiriche,/Palóssce, lu pohète Lucijàne,/e jji’, che ppàrle sembre gne nna piche.  

Anche in altri componimenti riportati nel volume “Recurde piscarise” recentemente pubblicato, curato da Raffaello Tontodonati figlio del poeta per le edizioni Menabò, compaiono gli uomini di cultura che si muovevano a Pescara in quel tempo ed erano amici e conoscenti del poeta; troviamo così il sonetto dedicato a Francesco Desiderio o quello ad Ernesto Giammarco o ancora ad Alfredo Luciani o a Luigi Illuminati.  Il capoluogo adriatico resterà impresso nei ricordi del poeta anche quando egli andrà via per trasferirsi, questa volta per il suo lavoro, a Bologna. Dal ricordo conservato nel cuore alla poesia il passo è breve e, sono tanti componimenti offerti da Tontodonati alla città; si può dire senza rischio di essere smentiti che non vi sono altri poeti che hanno scritto un numero così ampio di poesie dedicate a Pescara, è una delle poche volte che il centro adriatico viene reso protagonista, in maniera così ampia, di testi poetici.  Tontodonati attraverso le poesie riporta alla luce, fa rivivere, una Pescara che non c'è più.  Una città che finalmente può testimoniare il suo passato non sempre riconosciutogli. Una città senza storia si è spesso scritto, la “città che non ha rughe” la definì lo scrittore e giornalista Giorgio Manganelli negli anni ’80;  attraversole poesie di Tontodonati rivive invece una Pescara del secondo Novecento fatta di immagini, di strade, di panorami, di luoghi che il poeta ben conosceva e che frequentava e che sono la storia, il trascorso della città. E allora le poesie assumono il valore di documento, di fonte; diventano esse stesse la memoria del luogo.  Affiorano abitudini oggi scomparse, rivivono le strade e i rioni, rivivono i personaggi, nomi, cognomi e soprannomi di gente che qui ha lavorato, vissuto, condiviso un’epoca.  Ecco:

Necole Manze, ch’ li pit’ a ppiattìne, /à state lu strellóne de Pescare/ che facé lu Corz’ Umberte cende vote/purtènne li ggiurnàle su nu vracce… 

Ecco il cinema Olimpia in Via Milano:

L’Ulìmbie, de don Carle e donna Rose, /tené l’entràte da vija Melane

Ecco ancora la celebre farmacia Marcheggiàne o ancora:

 lu chiósche de dom Beppe Mammarèlle che statté piandàte come nu castelle/a ppiazza Sacrecóre, mbacc-i-a ssole. 

Rivivono poi le feste, come quella di San Cetteo con i lumini trasportati dall’acqua del fiume (…su la Pescare/l’acque purté na folle de luminemendre la ggende sté spettá lu spare) o le gare della Coppa Acerbo con Nuvolari tra i concorrenti.

Ma Pescara è anche la bellezza dei paesaggi, la grazia della marina al tramonto, la veduta che spazia fino al Gran Sasso di là, di qua alla Maiella:

Che bbunàzze jinnótte ’mmezz’ a mmare..! /Na luna piene fère tra le stelle/sopr’ a le cóppie de le paranzèlle/che ttìrene allu larghe de Pescare. /Da grèche na fluttìjje de lambare/abbàlle sopr’ all’onda tremarèlle…/

lundane, azzúrre, dorme la Majelle/a lu chiarore pàllede… lunare.

Sopra ogni cosa lo sguardo innamorato e nostalgico del poeta verso la sua terra; lo stesso sguardo che rivolse a San Valentino o a Scafa, che lo accolsero piccolo, rivolge a Pescara città della gioventù e della età adulta. Anche per questo luogo vale il discorso che è stato più volte fatto in merito alla poetica dell’autore: è proprio la lontananza dalla sua terra, una volta trasferitosi a Bologna, è quel sentimento di nostalgia che avverte, a muovergli il desiderio di scrivere dei suoi posti, è proprio il non essere lì che crea il bisogno urgente di parlarne, quasi a voler ripristinare così un legame, una corrispondenza  “di amorosi sensi”.  La lontananza, cioè, rievoca il ricordo e la poesia lenisce la malinconia.

Un accenno anche alla resa grafica del codice linguistico dialettale. Tontodonati decide di scrivere nella cosiddetta coinè pescarese o anzi, più correttamente, nel ‘superdialetto’ dell’area pescarese e medioadriatica che raccoglie ciò che di comune vi è con la molteplicità dei sottodialetti di questa area urbana e di buona parte della vallata del Pescara. Si tratta di un codice che si è riplasmato eliminando le parti più marcate, strettamente locali e che ha scelto gli elementi più condivisi. La scelta di Tontodonati è orientata, per intenderci, verso quello stesso tipo di dialetto propugnato dal poeta e amico Alfredo Luciani che ambiva a creare una vera e propria lingua letteraria dialettale abruzzese.   

DAL CATALOGO DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA "GIUSEPPE PORTO" E DI LETTERE, ARTE E SCIENZE "CITTA' DI PIANELLA" , EDIZIONE DICEMBRE 2022.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
info@parolmente.it
Donazioni
Copyright © 2024 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu