La Madonna delle Piane a Chieti

Antonio Mezzanotte

Enrico II di Baviera, imperatore del Sacro Romano Impero, era l'ultimo esponente della dinastia degli Ottoni. Un sovrano del suo tempo, ma sufficientemente pio e devoto da meritare la canonizzazione nel 1146.Durante la sua terza discesa in Italia, nel biennio 1021-1022, quindi proprio mille anni fa, mentre era in atto uno scontro armato con i romano-bizantini di Puglia, si fermò presso "Le Piane" di Chieti per tenervi un placito (una sorta di assise pubblica presieduta dall'imperatore stesso per risolvere questioni politiche e giurisdizionali locali). In seguito, il primo documento in cui si nomina la chiesa delle Piane è una Bolla di papa Bonifacio VIII, che in occasione del primo Giubileo nel febbraio del 1300 avrebbe concesso l'Indulgenza Plenaria a coloro che l'avessero visitata nei venerdì del mese di Marzo. La località aveva una importanza di rilievo: essa si trovava lungo la direttrice che dall'area vestina, attraverso la scafa di Villanova (la c.d. "barca da Piedi", per distinguerla dalla "barca da Capo", che coincideva con l'attuale Ponte delle Fascine, prossima al Tratturo che scendeva da Rosciano), attraversava il fiume Pescara, toccava il molino già presente fin dalla metà del Quattrocento, si inerpicava verso il Tricalle e, quindi, Chieti. Il primo insediamento abitato dopo il fiume, posto a circa 40 mt s.l.m. alla convergenza dell'antica fondovalle (la medievale via Salara) con la strada per Chieti, era questo de Le Piane e la collinetta su cui è stata edificata la chiesa fino a tempi non molto remoti aveva anche compiti di sorveglianza di genti e merci che transitavano per l'importante quadrivio. L'attuale chiesa, dedicata alla Madonna della Catena, dall'interno barocco a navata unica, presenta facciata in laterizio a vista ed è preceduta da una gradinata e porticato basso; sulla fiancata la caratteristica torre campanaria con orologio completata alla fine dell'ultima Guerra. L'impianto architettonico è medievale (come ricorda l'arco a sesto acuto del portoncino laterale), ma rimaneggiato in età barocca (sul portale principale vi è incisa la data 1610, in cifre romane), sebbene non è da escludere che l'originaria chiesa (probabilmente intitolata a San Giovanni) sia stata edificata sulle rovine di un tempio pagano intorno al IV sec. d.C. Si dice e si racconta che il dipinto della Vergine Santa, la quale reca nella mano destra una catena (simbolo di riscatto dalla prigionia, materiale e spirituale), collocato in una edicola al di sopra del tabernacolo, fu trasportato per mare e le onde facevano a gara per sorreggerlo. Secondo lo storico Girolamo Nicolino, che ne parla a metà del Seicento, tale era la bellezza della sacra immagine che alcun pittore, per quanto valente, riuscì mai a riprodurla esattamente. La leggenda vuole infatti che fu dipinta dagli Angeli. Mi sembra di ricordare, però, che Francesco Verlengia la datava nella seconda metà del Cinquecento, attribuendola al maestro Luca Fornaci, che egli reputava teatino, mentre recenti studi lo vogliono originario della Valle Siciliana, nel teramano.Essa viene ritenuta miracolosa non solo dagli abitanti del luogo, ma anche dai tanti devoti sparsi nei paesi limitrofi, pure del pescarese.La statua processionale è molto bella, adornata di un abito bianco con variegati ricami dorati. La chiesa della Madonna delle Piane (come essa è universalmente conosciuta), pertanto, è una testimonianza di sicuro pregio storico, artistico e devozionale, la più antica della parte bassa della città e, in ogni caso, una delle più rilevanti dell'intera Val Pescara, di cui, purtroppo, non ha tenuto conto lo sviluppo urbanistico, viario ed edilizio della seconda metà del Novecento, che di certo non ha contribuito e non contribuisce alla dovuta valorizzazione di questo prezioso ed unico bene monumentale.

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