LA MADONNA DELLE GRAZIE A CHIETI

ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che un tempo, lungo la strada che da Chieti scende verso il Tricalle, sorgeva un’edicola votiva, nella quale era dipinta l’immagine della Madonna col Bambino.

Accadde che forti piogge avevano lasciato ovunque fango e pozzanghere: si trovò a passare per quella strada un carrettiere col suo carro trainato da cavalli, ma, giunto presso l’edicola, il carro s’impantanò nel fango. Il carrettiere spronò più volte invano i suoi cavalli; poi, spazientito, pieno d’ira, raccolse un sasso e lo scagliò contro l’immagine della Madonna che aveva di fronte. Colpita sul viso, l’immagine rimase sfregiata, mentre dal taglio cominciò a sgorgare sangue vivo. Il carrettiere si fermò a guardare sbigottito, ma ecco che, proprio in quel momento, sotto di lui si formò una voragine che lo inghiottì con tutto il carro e i cavalli. Era il 2 luglio.

Dopo il fatto, molta gente accorse sul posto; l'immagine della Madonna fu ricoperta di doni, mentre l’edicola venne ingrandita sino a divenire una chiesa. Sul luogo della voragine che inghiottì il carrettiere si formò col tempo un leggero ripiano e il 2 luglio di ogni anno dal fondo della terra pare che riecheggino i rumori del carro inabissato e le bestemmie del carrettiere, che sprona sempre invano i suoi cavalli.

Questa storia fu raccolta da Francesco Verlengia, che ne trasse un bell’articolo sulla Rivista Abruzzese nel 1964. Tuttavia, il primo autore a riportare il fatto fu l’avvocato teatino Girolamo Nicolino, che ne diede rilievo sulla sua “Historia della Città di Chieti” del 1657. La versione di Nicolino presenta alcuni particolari differenti: verso l’anno 1550 un mulattiere passava per il rione Terranova, fuori Porta Pescara, nei pressi dell’edicola votiva della Madonna delle Grazie e accadde che il mulo scivolò e rovinò a terra. Allora, il malvagio mulattiere scagliò un sasso contro l’immagine della Beata Vergine, dalla cui fronte fuoriuscì tanto sangue da macchiare anche il collo e la veste dell’icona.

Il mulattiere proseguì per la propria strada, ma al guado del fiume Pescara annegò insieme al mulo e di lui furono perse le tracce. Nel 1624 venne edificata la chiesa su progetto e direzione dell’arch. Giovanni Andrea Scarcia di Chieti e la Sacra Immagine fu collocata sull’altare da monsignor Marsilio Peruzzi, che fu arcivescovo di Chieti dal 1618 al 1631.

L’odierno edificio è simile nelle tipologie architettoniche ad altre chiese rurali che fanno da corona alla città: pianta rettangolare, facciata a capanna preceduta da un portico con ingresso e aperture laterali ad arco. Il portale è in pietra con timpano spezzato edicolato, decorato con raccordi a volute e bassorilievo a figura d’angelo; un piccolo rosone e una nicchia con statuina della Madonna completano la facciata. L’altare centrale è sormontato da un’edicola contenente l’affresco della Madonna delle Grazie, risalente al XV sec. La torretta campanaria emerge dall’angolo posteriore sinistro.

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