La Madonna della Misericordia a Tortoreto (Te)

16 Maggio 2022

Antonio Mezzanotte / Lun 16 maggio, 2022 /

Davvero, siate sinceri: ci siete mai stati nella chiesa della Madonna della Misericordia a Tortoreto alto, in provincia di Teramo?
No? Possibile? E che aspettate ancora?

L'edificio risale al 1348, l'anno della peste nera; si dice e si racconta che il paese di Tortoreto fu liberato dall'epidemia grazie all'intervento prodigioso della Madonna della Misericordia. Lo stile architettonico è asciutto, privo di fronzoli e decorazioni, inutili, del resto, perché appena si entra..... meraviglia! Un tripudio di colori, di armonia di forme e nitidezza di linee...
Le pareti, l'abside, la controfacciata della chiesa sono tutte affrescate con scene della Passione di Cristo (con una bella riproduzione del paese che fa da sfondo alla Crocifissione), mentre sulla volta sono raffigurati gli Evangelisti, la sibilla Europa ed il Cristo risorto.
Tra tutti gli affreschi ne segnalo almeno due: quello della Madonna della Misericordia (nella foto), dal disegno raffinatissimo, fresco e leggero (con gli angeli a sollevare il mantello in modo da proteggere tutta l'umanità e, in basso, la schiera di incappucciati dell'omonima Confraternita), e, nella parete opposta, quello della Natività.
Posso dire stupendi? Lo dico convintamente!

Piero della Francesca o Puntiricchio sembrano essere scesi dalle nostre parti, invece no, nossignore: l'autore di tutto questo è Giacomo Bonfini da Patrignone (frazione di Montalto delle Marche - AP), un marchigiano quindi, nato nel 1470, forse allievo di Cola dell'Amatrice o addirittura collaboratore di Raffaello nelle Stanze vaticane, che non solo ha avuto la buona idea di lasciarci l'autografo nella lunetta della controfacciata, ma anche la data 16 settembre 1526 (in cifre romane) riferita probabilmente alla conclusione dei lavori.

Sembra che il toponimo Tortoreto derivi dalle tortore, uccelli simbolo dell'amore e di fedeltà. Allora bisogna proprio fare un giro per queste viuzze nelle quali il mattone a vista la fa da padrone, con l'antica cinta muraria, le torri, la porta d'accesso all'apice di una imponente scalinata, il misurato sviluppo urbanistico dei due antichi castelli di Terravecchia e di Terranova, con lo sguardo che spazia dal Gran Sasso ai Sibillini fino alla linea verderame dell'Adriatico.

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