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LA MADONNA DEL SUDORE A RIPA TEATINA (CH)

ANTONIO MEZZANOTTE.

SI DICE E SI RACCONTA che nei pressi del fiume Alento, in territorio di Ripa Teatina (CH), era stata edificata una chiesetta dedicata a S.Maria dell’Alento, già citata nelle Rationes decimarum del 1300. In quella chiesa era conservata una tela raffigurante la Madonna con il Bambino tra San Giustino di Chieti, San Tommaso e San Vito, opera che la tradizione attribuisce ad Antonio Solario, pittore che si vorrebbe originario di Ripa Teatina, detto lo Zingaro per il suo continuo peregrinare tra luoghi diversi, vissuto a cavallo del 1400 (in verità, sul profilo biografico del pittore vi sono numerose incertezze e discordanze, ma tant'è, in questa sede mi limito a riportare il racconto popolare).

Il 19 settembre 1685 forti piogge causarono un’alluvione, che stava per portarsi via la chiesa ormai già malridotta. Accadde allora che due giovani sposi, Vincenzo Valente e Lucrezia Ambrosini, che abitavano nelle vicinanze, rendendosi conto dell’imminente catastrofe salvarono la tela della Madonna dell’Alento e la portarono al parroco, su in paese, affinché fosse custodita in chiesa. Questa, però, era temporaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione, pertanto tale Antonio Briganti, uomo di specchiata onestà e fervida virtù, propose di collocare il dipinto nel salotto della propria abitazione, limitrofa alla chiesa. Così avvenne e di questo fatto ne abbiamo testimonianza nei registri parrocchiali.

Il 22 marzo 1728 (era il lunedì della Settimana Santa), poco dopo il tramonto, mentre tutto il popolo era radunato per ascoltare il predicatore quaresimale, la domestica della famiglia Briganti corse in chiesa trafelata, gridando in preda ad una incontenibile agitazione: “Sacri ministri, fedeli tutti, gran miracolo della Gran Madre in casa nostra!” e corse via rientrando nel vicino palazzo (probabilmente non disse proprio così, ma il racconto orale tramanda queste esatte parole). Poi, accorgendosi che nessuno l’aveva notata e seguita, tornò di nuovo in chiesa e la scena si ripetè.

A quel punto, anche i più distratti o i più attenti alle parole del Predicatore dovettero voltarsi e, probabilmente, un “cà successe?” lo esclamarono.

Corsero, quindi, in casa Briganti e videro il miracolo: la tela della Madonna dell’Alento brillava di un insolito chiarore, gocce di sangue scendevano dalla fronte della Madonna, scivolando sul Bambino, sulle vesti e, addirittura, finivano sul tavolo sottostante.

Ammutoliti, tutti si inginocchiarono coprendosi il volto con le mani.

Da allora la Madonna del Sudore, come venne ribattezzata la tela, poiché sudò sangue, ha sempre protetto i ripesi, come avvenne nel 1944 durante la seconda guerra mondiale, quando alcuni sfollati da Chieti, sfidando mille pericoli, tornarono in paese per salvare la tela della Madonna e trasportarla, illesi sotto le bombe, nella cattedrale di San Giustino.

La bella tela della Madonna del Sudore fa tutt’oggi mostra di sé nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, nel centro storico di Ripa Teatina, di antica origine ma restaurata nella seconda metà del 1600, quando, appunto, la sacra immagine della Madonna dell’Alento fu traslata in paese. Il campanile cuspidato, punto identitario nel paesaggio delle colline teatine, in realtà è la trasformazione di una torre di avvistamento, collocata nel punto più alto e strategico del colle sul quale si adagia il paese.

In contrada Alento, presso l’omonimo fiume, poco prima del bivio per Castelferrato, alcuni anni fa è stata realizzata una edicola votiva riproducente la tela della Madonna del Sudore o dell’Alento, in ceramica, in ricordo dell'antica chiesa travolta dalle acque, ove il dipinto era collocato in origine (l'ho trovata dopo una breve ricerca e grazie alle indicazioni di una anziana referente del luogo, che mi ha raccontato questa storia).

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