La Madonna del Sabato Santo a Corropoli (Te)

ANTONIO MEZZANOTTE / DOM 22 MAGGIO 2022 /

Si dice e si racconta che nell'anno 1600 una strana malattia portava la desolazione nelle grasse masserie della Val Vibrata, nel teramano, poiché contagiava e abbatteva tutte le mucche della zona. I contadini di Corropoli (TE), allora, temendo che anche i loro animali potessero morire, promisero di organizzare una festa in onore della Madonna Addolorata, la cui statua era conservata nel vicino Convento dei Celestini, in cambio della sua protezione. Corropoli si salvò dalla malattia bovina e, a furor di popolo, fu organizzata la festa: la statua venne trasportata dal convento alla chiesa parrocchiale di S. Agnese, in paese, e poi a sera ricollocata nella badìa.Si dice che i contadini andarono a chiedere protezione alla Vergine proprio la mattina del Sabato Santo e, da allora, essa venne chiamata così.

Un'altra ipotesi sul nome di questa sacra effige afferisce al rito della Resurrezione di Cristo ed all'annuncio di essa da parte di San Giovanni alla Madonna per le vie del paese (lo "scappa scappa" come viene chiamata questa sacra rappresentazione, sebbene don Ivo Di Ottavio, persona di irrefrenabile vivacità culturale e, per altro, parroco di Corropoli per circa quarant'anni, conosciuto nei miei anni teramani, mi diceva che dovrebbe dirsi "lu corre corre", perché non si scappa dalla Resurrezione ma si corre per la gioia di portare l'annuncio), che oggi si svolge il martedì dopo Pasqua, mentre un tempo, prima della riforma di Pio XII, a mezzogiorno del Sabato Santo (da cui, forse, il nome di questa Madonna).

La Madonna protesse il paese anche dalla terribile pestilenza del 1656, dai terremoti del 1700, ed ancora dalle sciagure delle guerre mondiali. A tal proposito, si dice pure che il 21 maggio 1915, pochi giorni precedenti l'inizio della Grande Guerra, e l'8 giugno 1940, ossia prima dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, la statua della Vergine Santa mosse gli occhi, come per avvertire la popolazione delle imminenti sciagure, che però risparmiarono il paese di Corropoli. Trattasi di una bella scultura di scuola marchigiana, probabilmente risalente al XIV sec. e secondo il racconto popolare fu donata a Corropoli dal vescovo di Ascoli nel 1475 e conservata originariamente presso il Convento dei padri Celestini, appena fuori paese.

Con le soppressioni napoleoniche la statua venne portata nella chiesa madre e lì venerata a tal punto che nel 1940 il tempio fu consacrato santuario mariano. La chiesa, sorta su resti romani, è stata ampliata e ristrutturata più volte, con il bel campanile quattrocentesco di Antonio da Lodi, il più recente dei quattro campanili fratelli del teramano (insieme a quelli di Atri, Teramo e Campli). L'aspetto prevalente odierno è barocco, con motivi ottocenteschi.La statua rappresenta la Vergine in posa dolente, vestita con una tunica rossa e manto azzurro, con corona e cuore trafitto. (Nelle foto: la bella statua della Madonna del Sabato Santo e la chiesa parrocchiale di Corropoli, prima delle impalcature che, almeno fino ad un mese fa, ne nascondevano parzialmente la veduta)

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