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LA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO A CHIETI

17 Dicembre 2023

ANTONIO MEZZANOTTE.

L’Alento è fiume della memoria, che dalle sorgenti della Majella madre attraversa territori ricchi di sacralità, come Serramonacesca e Roccamontepiano, per poi dipanarsi tra Casalincontrada, Bucchianico, Chieti e i paesi delle colline a ridosso di Francavilla, dove si getta nell’Adriatico.

Vi è un punto particolare meritevole di attenzione, ossia lì dove il Tratturo Magno attraversava il fiume, al confine tra Chieti e Bucchianico. Vi sono due edifici sacri che vigilano a mo’ di dogana il guado dell’Alento: la chiesa di S. Maria Casoria, in tenimento di Bucchianico, e la Madonna del Buon Consiglio nel versante di Chieti. Della prima resta la bella chiesuola ricostruita verso la metà del secolo scorso sul sedime della più antica annessa al medievale convento dei Padri carmelitani, da cui il toponimo dell’omonima contrada; la seconda la vediamo in prossimità dell'incrocio della strada che scende da Colle Marcone con la Piceno Aprutina, poco prima della località Campo di Roma e del ponte sull'Alento.

È chiesa tratturale, compresa in quel sistema di edifici di culto rurali che costeggiavano l’itinerario del Tratturo nel territorio di Chieti tra il fiume Pescara e l’Alento, sebbene non sia presente nelle reintegre seicentesche, come invece quella di San Donato, che la precede alla sommità del versante.

La dedicazione alla Madonna del Buon Consiglio è di ambito agostiniano e si ricollega al racconto della provenienza del culto dalle coste del Levante, da Scutari in Albania, dalla quale si dice e si racconta che il dipinto della Beata Vergine col Bambino sia sfuggito dai Turchi dopo la morte dello Skanderbeg per approdare in Italia e arrivare a Genazzano di Roma nella seconda metà del 1400, per poi diffondersi per tutta Europa a partire dal 1700. Il culto per la Madonna del Buon Consiglio è simile in ambito locale a quello per la Madonna della Catena alle Piane di Chieti (il cui dipinto secondo la leggenda avrebbe una provenienza d'oltremare) e si ricollega sia al fervore devozionale che nel 1700 fece costruire o, il più delle volte, ristrutturare le chiesette rurali che ancora circondano la città di Chieti in omaggio alla Madonna al termine delle epidemie di peste, sia al passaggio dei pastori transumanti, particolarmente legati alla Madonna del Buon Consiglio.

L’impianto originario è di certo medievale, come testimonia il portale romanico ad arco a tutto sesto sovrastato da una lunetta con l'immagine in maiolica della Madonna col Bambino, ma è stato ampiamente rimaneggiato nei secoli, e ha un aspetto prevalentemente settecentesco. All’esterno la chiesa mostra una facciata a capanna inquadrata da paraste angolari, intonacata, dal profilo mistilineo, concavo a sinistra e a spiovente inclinato a destra, con al centro la torretta campanaria. Lateralmente alla chiesa, infatti, si trova una struttura in laterizio, utilizzata come sagrestia e ad essa collegata. In alto al portale principale sovrasta un orologio.

Particolare rilevante della chiesa è una campana dalle caratteristiche davvero peculiari, collocata presso un arco del campanile. La campana, in realtà, è una bomba inesplosa sganciata dagli aerei degli Alleati nel corso del secondo conflitto mondiale. Si dice e si racconta che la bomba non scoppiò, quando venne rinvenuta dal parroco presso il giardino della chiesa: si gridò al miracolo per intercessione della Madonna del Buon Consiglio; pertanto, la bomba venne disinnescata e collocata sul campanile a ricordo dell’episodio.

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