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LA CHIESA DI SAN PIETRO IN VALLE A CAPORCIANO (AQ)

Se v'è un luogo in Abruzzo che amo in particolare, quello è Caporciano (AQ). Il paesello medievale con l'antico castello trasformato nella chiesa parrocchiale di San Benedetto e la torre difensiva in campanile, più su la frazione di Bominaco, con il torrione e il recinto fortificato, l'oratorio di San Pellegrino e la chiesa dell'Assunta, la grotta dell'arcangelo Michele, nella piana S.Maria dei Centurelli, lungo il tratturo, da cui si dipartiva il braccio per Montesecco, il laghetto dei prati, la chiesuola di San Pietro in Valle.

Quest'ultima, appartata, collocata alle pendici del colle di Caporciano e ai margini di un bosco, allo sbocco naturale della valle dominata dal complesso abbaziale e turrito di Bominaco (a conferma che un tempo le chiese venivano edificate in punti del territorio ben studiati) era originariamente dedicata a San Cesidio (richiamando antichi e ancora inesplorati legami con la Marsica), forse un tempietto rurale per le esigenze cultuali dei pastori transumanti; in seguito, dopo il rifacimento del XIII sec., assunse l'odierna consistenza e intitolazione, ma a mio avviso il Pietro non è riferito al primo degli apostoli, bensì al suo successore Pietro Angelerio, ossia papa Celestino V, il cui ordine monastico entrò in possesso del sacro edificio (ancora nominato San Cesidio in un documento dell'agosto 1294) all'indomani dell'incoronazione papale dell'eremita morronese (come, per altro, sembrerebbe confermare la presenza di Celestino V nella bella tela della Madonna del Rosario del fiorentino Bernardino Monaldi conservata nella parrocchiale di San Benedetto qui a Caporciano): papa Celestino V, infatti, fu canonizzato nel 1313 col nome di S.Pietro Confessore.

La chiesa si presenta con impianto a croce greca e transetto, copertura a capriate in legno a vista, facciata a capanna con finestrelle a uso dei pellegrini, una delle quali sovrastata da una lunetta con i resti di un affresco, probabilmente una Madonna del latte. Il campanile è a vela.

All'interno si impone l'altare in pietra sormontato da un ciborio del XIV sec. con volte a crociera, pure esso in semplice pietra.

Quel che rileva maggiormente sono gli affreschi, che troviamo in vari punti della chiesa, alcuni di difficile lettura, altri restaurati e che sono stati realizzati tra la fine del XIV e il XV sec.

Tra le pregevoli pitture, a parer mio sono da rimarcare la composizione datata 1430 della Madonna col bambino che infila la manuccia nel seno materno (simbolo di grande umanità e tenerezza) e il Cristo dipinto appena il portale d'ingresso sulla parete di destra, di notevole forza espressiva. Ragguardevoli sono anche, tra gli altri, la Crocifissione (in particolare la Maddalena inginocchiata affranta ai piedi della croce, che potrebbe ricordare lo stile di Saturnino Gatti), lo sposalizio di Maria (conservato in parte) e un santo vescovo che a me richiama tanto un affresco di San Nicola datato 1501 nell'omonima chiesetta di Rosciano.

Antonio Mezzanotte

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