Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

LA CHIESA DI SAN GIACOMO A CAVATICCHI SUPERIORE DI SPOLTORE (PE)

ANTONIO MEZZANOTTE.

Sulle colline comprese tra il fosso Fontecchio e il fosso Cerro, detto anche Cerratinella, si stende la località Cavaticchi di Spoltore (PE), il cui toponimo al singolare secondo taluni alluderebbe a un “tecchio” (ossia al ceppo) cavo, con il plurale afferente probabilmente alle due porzioni della contrada, inferiore e superiore; secondo altri, il toponimo potrebbe derivare da qualche attività estrattiva (il dizionario della Crusca riporta in effetti la locuzione "cavaticcio" per indicare anche terreno scavato e il DAM alla parola "cavaticchijə" associa una zappa per sbarbicare radici, usata anche nel dissodare) con riferimento a cave di pozzolana pure presenti in zona, ovvero al materiale prelevato dalle ville romane una volta presenti sul territorio.

Com’è e come non è, nel medioevo la zona era conosciuta come Casa Vetere, ossia casa vecchia, che a quei tempi indicava un insediamento più antico, e, nel nostro caso, una villa di età romana, abitata anche nei secoli successivi intorno a chiese rurali delle quali si ha traccia nei cartulari di San Giovanni in Venere, quali S. Maria di Ponzano ovvero di San Giovanni de Ponticulum (però mi dicono che fosse ubicata nell'altro versante della vallata del Fontecchio).

A Cavaticchi Superiore sorge la bella chiesa intitolata a san Giacomo Apostolo (il Maggiore).

Vengo accolto in tempo per la Santa Messa da un referente originario del luogo, che mi narra le vicende della contrada e, dopo la funzione religiosa, mi descrive il piccolo tempio.

L’edificio risale forse agli inizi del 1600, ma ne abbiamo testimonianza documentata verso la metà del secolo, quando i fratelli Laudadio e Giovanni Giuseppe Candeloro, ricchi proprietari di qui (pare che abitassero in una casa palaziata nelle immediate vicinanze), la fanno ristrutturare e ampliare, come ci ricorda la data 1658 scolpita su una pietra collocata al di sopra del portale.

Si dice e si racconta che, quando i due fratelli si divisero le terre paterne, per questioni cartografiche e di allineamento dei confini rimase fuori dalla divisione un fazzoletto di terra, che i due decisero di donare alla comunità per costruirci una chiesetta in onore di san Giacomo Apostolo il Maggiore, quello di Campostela, per capirci (il cui culto negli anni della controriforma aveva trovato nuovo vigore, anche qui in Abruzzo).

La facciata, a chiusura orizzontale, si presenta in laterizio a vista con oculo centrale posto al di sopra del portale a tutto sesto, incorniciato da lesene doriche e fiancheggiato da due finestrelle basse a uso dei fedeli. Completa l'insieme sul lato sinistro un piccolo campanile a vela.

L’interno è ad aula unica rettangolare, con la copertura di pianelle in cotto recanti al centro una forma romboidale, la stessa che ho ritrovato in varie chiese abruzzesi a cominciare da quella di San Nicola a Rosciano (XV sec.). L’altare ligneo con colonne tortili, sormontato da un baldacchino riccamente decorato da motivi floreali, sarebbe da attribuire all’ebanista Secondino di Canosa, ma chi sborsò denari per l’opera fu il barone Tornincasa, altro proprietario del luogo. Comunque sia, il ruolo dei Candeloro è confermato dallo loro stemma (una candela, retta da un braccio, al di sopra di tre lobi, forse tre colli – si dice una allusione alla Trinità ovvero una rappresentazione dei colli di Cavaticchi, sui quali si stendevano le proprietà dei due fratelli) collocato in alto sull’edicola al centro del timpano spezzato dell’altare, che contiene un dipinto raffigurante il Padreterno benedicente. Conclude l’insieme una pensilina a cassettoni.

Sullo sportello del tabernacolo ligneo è dipinto san Giovanni Battista che regge una grande croce. Quel che viene subito in evidenza, però, è la pala d’altare: di autore ignoto, essa raffigura Cristo crocifisso circondato da angeli che ne raccolgono il sangue nei calici e, ai piedi, san Giacomo, patrono di Cavaticchi, e san Carlo Borromeo.

Sulla parete di sinistra troviamo la tela della Madonna del Rosario con Bambino in trono, contornata dai quindici Misteri, con ai lati san Domenico e santa Caterina da Siena. Sulla facciata del basamento della Vergine ritroviamo lo stemma dei Candeloro (che ci indica, quindi, la committenza del dipinto).

La chiesa di san Giacomo a Cavaticchi di Spoltore: un piccolo e prezioso luogo dello spirito tra le colline dell’Abruzzo vestino.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu