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LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA VITTORIA A CHIETI

14 Gennaio 2024

ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che al ritorno dei soldati teatini che avevano partecipato all’impresa navale di Lepanto del 7 ottobre 1571 al seguito di Giuseppe Persiani e Pietro Gasbarri venne costruita una chiesa in omaggio alla Madonna della Vittoria, per celebrare l’inattesa e catastrofica sconfitta della flotta ottomana.

Si dice e si racconta, altresì, che in realtà già preesisteva una chiesa della Madonna del Rosario e che la dedica venne mutata dopo la battaglia di Lepanto per ricordare l’intercessione della B.V. Maria in favore della Lega Santa.

Si dice e si racconta, infine e in aggiunta, che sarebbero stati dei militari francesi di stanza a Chieti e sbarcati a Pescara dopo l’impresa di Lepanto a edificare una chiesetta in onore della Madonna della Vittoria, sempre per ricordare la straordinaria battaglia che pose fine, almeno sul momento e per la prima volta, al predominio turco sui mari.

Com’è e come non è, il dato di fatto è che all’indomani della battaglia navale di Lepanto e probabilmente per ricordare l’apporto dei teatini all’impresa, venne innalzata questa chiesetta in onore della Madonna. L’accenno a una preesistenza della chiesetta, dedicata alla B.V. del Rosario, che un referente del luogo mi ha sostenuto con convinzione, a mio avviso si spiega come una eco lontana (e, quindi, soggetta a possibili confusioni) della dedica del giorno 7 ottobre dapprima alla Madonna della Vittoria per opera di papa Pio V e, successivamente, alla Madonna del Rosario da parte di Gregorio XIII, dal momento che le marinerie cristiane avevamo recitato il santo Rosario prima della battaglia.

Sull’asserito apporto di soldati francesi (che pure ho letto da qualche parte) mi piacerebbe saperne di più, tuttavia quello che forse sarebbe da comprendere meglio è come mai un evento così importante per la città e per l’intera cristianità venne celebrato con l’edificazione di una chiesa in un luogo tutto sommato decentrato, in aperta campagna (tale lo si vede ancora nelle cartografie d’inizio Ottocento), seppur nei pressi di una importante via di comunicazione tra la città di Chieti e la piana della Pescara lungo una dorsale del Fosso Canino e in vista del tratturo.

Mi verrebbe da ipotizzare che la costruzione fu per opera di privati su terreno privato, come ex voto di qualche partecipante all'impresa per l’essere tornato a casa sano e salvo, e che soltanto in seguito l’edificio assunse funzioni di riferimento per la comunità locale, se è vero, come si dice, che un tempo il drappo azzurro distintivo della galeazza veneziana sulla quale era imbarcato il contingente teatino, probabilmente riproducente l’Achille a cavallo, una volta all’anno e in coincidenza della festa del S.Rosario il 7 ottobre veniva portato in solenne processione da Chieti alla Madonna della Vittoria.

Nel corso del 1700 la chiesa venne ampliata e ristrutturata, con l’edificazione del porticato d’ingresso, sul modello delle altre chiese rurali di Chieti. Nel 1774 venne realizzato il dipinto su tela della Madonna della Vittoria con il Bambino che reca tra le mani un vessillo rosso con la croce (opera che secondo alcuni sarebbe da attribuire a Giacinto Diano, detto “o Puzzulaniello” in quanto nativo di Pozzuoli, uno dei più importanti pittori della seconda metà del Settecento, lo stesso che avrebbe lavorato anni dopo nella Madonna degli Angeli di Bisenti e nella Madonna del Ponte a Lanciano - io però ho qualche dubbio sulla fondatezza di questa attribuzione).

Ancora oggi, troviamo la chiesa della Madonna della Vittoria nell’omonima contrada, a sud-ovest della città di Chieti, in prossimità della vallata del Pescara.

La chiesa ha subito diverse trasformazioni nel corso del tempo, fino a essere completamente ricostruita alla fine del secolo scorso con il concorso di tutti i devoti della contrada e di un imprenditore edile in particolare, a scioglimento di un voto alla Madonna.

L’edificio presenta una facciata a capanna con portico e campanile a vela. L'interno ha pianta ad aula con coro rettangolare ed è privo di decorazioni. La navata è coperta con capriate e orditura in legno a vista. La copertura è realizzata con tetto a capanna e manto in coppi.

In ultimo, ma non per ultimo, vi sono ulteriori motivi di pregio che rendono del tutto particolare questa chiesetta: l'immagine di S.Antonio Abate (a me tanto cara) disegnata su un finestrone della navata, una statua dello stesso Santo all'interno (riprodotta pure nel pannello sulla balaustra del portico), che esaltano ancor di più il contesto rurale della contrada e, insieme al resto, fanno della chiesa della Madonna della Vittoria un piccolo luogo identitario di fede e di storia alle pendici del colle teatino.

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