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La Chiesa della Madonna del Carmine a Pianella

Remo di Leonardo

La Chiesa della Madonna del Carmine, a croce latina con una sola navata, lunga metri 34 e larga 12, è stata edificata nel XV secolo.

Appena fuori le mura del centro di Pianella, sorgeva un'edicola con l'effigie della Madonna delle Grazie, detta anche della Misericordia. Per la crescente devozione popolare fu costruita una chiesa che incorporava l'edicola. La chiesa fu inizialmente affidata ai Clareni, una congregazione riformata dell'Ordine dei frati minori che in quel tempo erano diffusi nelle Marche, Umbria e Abruzzi. In seguito alla soppressione dei Clareni, i Magistrati di Pianella, donarono la chiesa ai Carmelitani (1568).

A metà del XVII secolo il convento annesso alla chiesa era costituito da un fabbricato di due piani, intorno al chiostro quadrato. Tra il XVII e il XVIII secolo la chiesa venne ristrutturata e assunse la forma attuale.

Dal XVII secolo si hanno notizie dell'esistenza di sette cappelle con i nomi delle famiglie che avevano il patronato, riportate nella Storia manoscritta di Pianella nel 1834 di Alterisio Lizza, trascritta dallo storico Vittorio Morelli.

Nel 1849 si aggiunse alla Chiesa l'ulteriore titolo all'Arciconfraternita delle Grazie in quanto esiste una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie.

Fin dal 1650 si ha notizia dell'esistenza del coro e dell'organo. Il coro fu gravemente danneggiato durante la guerra, nel 1943/44.

Tra il 1650 e 1750, il convento ospitò lo studio filosofico per giovani religiosi della provincia e fu sede dei capitoli provinciali del 1680, 1736 e del 1758.

Pregevole per gli stucchi settecenteschi è la cappella affidata in passato alla Confraternita del Carmine rinata nel 1845 per decreto di Ferdinando II di Borbone.

Nel 1662 è attestata l'esistenza degli attuali sette altari nell'interno della chiesa.

All'inizio del XVIII secolo venne completata la ristrutturazione e l'ingrandimento del convento, che nel frattempo era arrivato a comprendere fino a sette membri. Fu chiuso nel 1809 per la soppressione murattiana delle case religiose, e passò alla proprietà dello stato.

Nel 1867 Camillo Sabucchi acquistò il convento annesso alla chiesa e lo adattò a manifattura tabacchi ed opificio per l'olio d'oliva, vengono lasciate solo alcune stanze al segretario Raffaele Pietranico. Nel 1882 Camillo Sabucchi ristruttura l'edificio e dona tutto al pronipote Giacomo il complesso che era in parte residenza (30 vani) in parte trasformato in trappeto (frantoio) da olio (14 vani).

Nel 1926 Giacomo Sabucchi dona tutto alla figlia Erminia. Nel 1928 l'Atto De Fermo dice che il comune vende i vani del sagrestano, ma quei vani erano della regia cappella del Carmine per cui non potevano essere venduti da un ente statale. In realtà i Sabucchi si impossessarono dei vani del sagrestano Salvatore Cantelmi, murando un ingresso per avere il consenso dal Ministero delle Finanze per aprire la manifattura del tabacco il quale aveva imposto che l'entrata dovesse essere unica.

Nel 1936 sono stati effettuati lavori di restauro e in seguito, l'ex convento fu suddiviso tra i nipoti di Erminia Sabucchi, i quali in parte durante gli anni lo affittarono per diverse attività commerciali (alla fine degli anni '60 discoteca il "Dancing Club", alla fine degli anni ottanta la discoteca "Il Gabbiano" poi la bottega di un fabbro, falegname, ferramenta e negozio di mobili ecc.)

Il 28 marzo 1943 la chiesa viene di nuovo affidata ai Carmelitani per poco temo, fino a quando, l'edificio della chiesa fu requisito dall'esercito tedesco e trasformato in rimessa per autoveicoli e quadrupedi nel 1944.

Nel 1946-1949 la chiesa subì un parziale restauro, in quanto, durante la guerra aveva subito forti danni con il crollo di una parte del tetto, la rottura di alcune volte e lesioni nelle murature. Nel 1947 è stata presentata una richiesta di contributo per la ristrutturazione della chiesa, in seguito a danni bellici. Già il parroco aveva eseguito lavori urgenti e provvisori. Nel progetto si prevedeva: lo smontaggio e rimontaggio del tetto, con sostituzione di alcune capriate fatiscenti; la ricostruzione parziale delle volte, rinforzate da catene; la ritinteggiatura e il rifacimento di infissi, pavimenti e impianti.

Nel 1952 fu eseguito un parziale restauro della chiesa, probabilmente da attribuirsi alla richiesta di contributo del 1947 e riaperta al culto nello stesso anno alla presenza del vescovo diocesano Mons. Benedetto Falcucci.

Nel 1964 sono stati richiesti fondi per riparazione di danni bellici da destinare al ripristino degli arredi.

Nel 1973 un altro parziale restauro della chiesa. Probabilmente è da attribuire a questo intervento un progetto redatto dall'arch. Romolo Pozzi, con previsione di rifacimento di pavimenti, intonaci e copertura. Probabilmente, nel corso dell'intervento di restauro, sono stati aggiunti un altare e un ambone in legno mobili.

Nel 1996 sono stati effettuati lavori di straordinaria manutenzione, riguardanti gli intonaci, le volte e la copertura.

Nel 2001 è stato redatto un progetto di restauro da parte dell'architetto Vincenzina Del Biondo, che ha previsto i seguenti interventi: rifacimento dell'intonaco della facciata principale, con reintegro di elementi in laterizio della muratura ed eliminazione delle cause di umidità e degrado; rifacimento del tetto con sostituzione delle capriate e del 60% dei coppi di copertura.

La facciata esterna dalle caratteristiche settecentesche con prevalenza delle linee verticali sulle orizzontali con doppio ordine di lesene, tre per ogni lato. Al centro, il portale in pietra, con timpano affrescato con la Madonna del Carmelo con in braccio il Bambino e due Santi e una finestra rettangolare superiore. In alto un timpano spezzato che termina a punta e ai lati, leggermente arretrati, i due campanili simmetrici, non comuni nel barocco in Abruzzo, lesionati insieme alla cupola rotonda nel sisma aquilano. I campanili hanno due torrini ai lati della facciata principale, in posizione leggermente arretrata. Di pianta quadrata, gli archi sono incorniciati da lesene. Sopra si eleva una guglia che termina con una croce sovrastante.

La pianta rettangolare si compone di due campate coperte con volte a botte lunettate e quella più grande coperta a cupola, nella classica articolazione spaziale barocca, con l'apparato decorativo affidato alla fantasia degli stucchi di scuola napoletana, nelle volte, nella cupola e nelle sei cappelle laterali, incorniciate da lesene di ordine corinzio, con pale d'altare settecentesche. La cupola esternamente è coperta da un tiburio cilindrico con otto finestroni rettangolari e la lanterna cilindrica centrale.

Una pittura posta sopra il portale d'ingresso raffigurante la Madonna del Carmine, opera di Padre Gabriele Piras (XX sec.) e restaurato nel 2004, inoltre lo stemma antico in pietra dei Padri Carmelitani è scomparso ed oggi è visibile il gancio in ferro che lo sosteneva.

L'interno della chiesa si presenta nella classica spazialità barocca, con l'apparato decorativo affidato alla fantasia degli stucchi di scuola napoletana, nelle volte, nella cupola e nelle sei cappelle laterali, incorniciate da lesene di ordine corinzio. Una alta trabeazione continua corre lungo tutte le pareti laterali e separa le lesene e gli archi delle cappelle dall'imposta dei grandi archi superiori di sostegno alle volte. Sul colore giallo-ocra, uniforme, emergono le pale d'altare nelle sei cappelle laterali.

Nei pressi dell'altare maggiore, sulla parete di destra, vi è un importante affresco raffigurante la Madonna delle Grazie che protegge col manto i fedeli. Esiste anche una statua dedicata alla Madonna del Carmine, della scuola di Ortisei del XX secolo. All'interno vi sono elementi d'arredo ed alcuni dipinti restaurati nel 2006 da ditta specializzata che oggi rischiano di deteriorarsi nuovamente in modo grave.

Bibliografia:

Valentina Sablone, Università di Chieti-Pescara, Laurea Magistrale in Architettura a ciclo unico. Tesi: Il Complesso di S. Maria del Carmine a Pianella "Dalla conoscenza al restauro".

Sitografia:

Remo di leonardo - https://www.collinedoro.net/notizie/attualita/3565/il-complesso-di-s-maria-del-carmine-a-pianella--il-restauro-un-sogno-nel-cassetto- 

Remo di Leonardo - https://www.lacerbaonline.it/articoli-2/attualita-articoli-2/pianella-edifici-storici-chiese-spazi-e-strutture-da-recuperare-un-patrimonio-culturale-ed-economico-da-valorizzare-intervista-al-sindaco-sandro-marinelli/.

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