Il toponimo di Pianella registrato nel Chronicon di S. Bartolomeo di Carpineto del XII secolo

VITTORIO MORELLI.

Mer 23 marzo, 2022 / Cultura /

I possedimenti del monastero andavano dalla Nora al Pescara, allo Schiavone e al Tavo, spesso tangevano con i possedimenti di altri monasteri, come quello cistercense di S. Maria di Casanova e passato in commenda al cardinale Federico Borromeo nel 1586; comprendevano chiese e contrade, parti dei territori di Alanno, Catignano, Nocciano, Brittoli, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Civitaquana, Città S. Angelo, Civitella Casanova, Corvara, il Cordano, Loreto, Moscufo, Penne, Pianella, Vestea, Vicoli

I benedettini e i cistercensi possedevano gran parte dell’Abruzzo e, senza aspettare l’eversione della feudalità del 1809, per diverse strade cominciano a scemare e perdere pezzi, come è avvenuto per il possesso del feudo di Castellana di Pianella, appartenuto al monastero benedettino di Ss. Salvatore a Maiella.

E’ una Chronica cartulario, in quanto nelle cartulae si riproducono trascritti 160 documenti da parte del monaco Alessandro per attestare le proprietà da parte del monastero.

Si fa risalire la fondazione del Monastero di S. Bartolomeo al 962 per volontà del conte di Penne Bernardo, figlio di Liuduno.

L’ambiente è quello pedemontano e collinare, che parte da Rivo de Vite e Colle de Lecina ai piedi degli Appennini e si snoda fino a valle tra fossati, ruscelli, torrenti, fiumi, colline, valli e terrazzi, tra boschi, boscaglia, vigneti, uliveti, canneti, terreni colti ed incolti che ospitano mulini, folloniche, fabbriche.

Si parte dal passo di Cannatino, Fara tra torri e castelletti, il fiume Nora, la chiesa di S. Michele, la Via Salaria1.

1In  Il Chronicon di S. Bartolomeo di Carpineto, collana DASP, Documenti per la Storia d’Abruzzo, a c. di Enrico Fuselli, L’Aquila, Ediz. Colacchi, pp. 30-129-136.

Si arriva a Brittoli, Carpineto, Vicoli, Catignano, Civitaquana, Nocciano, Civitella Casanova, Penne, Cordano, Pianella, Loreto fino al Tavo; siamo intorno al 1109, nell’ambito della Diocesi di Penne e sotto il dominio dei Normanni.

Le transazioni a titolo oneroso avvenivano col pagamento in bisanti, mancosi, denari; le misure agrarie erano in moggi, in sestari e pugilli; successivamente in tomoli, coppe, misure e mezzetti.

Nel 1065 Trasmondo Bernardi stipula una convenzione con l’abate Erimondo con lo scambio del castello de Buphis e il castello Mortulam con due castelli situati nel luogo detto Locretano 2.

2 in E. F. op. cit. p. 45.

Il monaco Carboncello, figlio di Rinaldo Bernardi, dona al monastero la chiesa di S. Cristoforo nel castello del Cretano3.

3 ibidem, p. 47.

Sotto Ugo Malmozzetto viene eletto abate Bernardo Carboncelli e nel 1093 Ugo  dona all’abate Sansone il castello di Follonica con 3000 moggi di terra.

Il vescovo di Penne, Pampone, cede al monastero i diritti episcopali sui castelli di Cretano, Genestrula (Cvtq), Carpineto, Brittoli, Catignano, Nocciano e Fara, la chiesa di S. M. di Catignano  e Nocciano4.

4 ibidem, op. cit. p.51.

Dopo la morte di Ugo, Guglielmo Tassone, conte di Loreto, si occupa una rocca  del  monastero sul  monte Somato; l’abate Sansone torna a impossessarsi della rocca distruggendola.

Tassone, benevolo verso il monastero, concede nel 1101 all’abbazia la chiesa di S. Maria in Piano per duecento bisanti5.

5 C.S.B. in Ambrosiana, ms D 70 inf..f. 10v; ff.61v-62r (cap.124) in E. F. op.cit. p.53.

Il successore di Sansone, Giovanni III (--1149), ottiene dal papa Pasquale II la conferma di tutti i beni posseduti dal Monastero.

Le liti tra piccoli vassalli, feudatari e il Monastero sono all’ordine del giorno:

Gentile Bernardi viene scomunicato da Giovanni III non riconoscendogli il possesso del castello di Brittoli e lo scambio della metà del castello di Carpineto.

Gaitelgrima, moglie del quondam Gentile ottiene la possibilità di dimorare nel castello di Carpineto; le liti e i soprusi tra i feudatari e i monaci continuano e la tranquillità dura poco e Gaitelgrima viene scomunicata dall’abate6.

6 ibidem, in E. F. op. cit. p. 54.

Al tempo della dominazione normanna in Abruzzo, di Rainaldo di Gentile, di Riccardo figlio di Berardo, di Roberto di Basville (1110-1135), Roberto conte di Loretello (dal 1061-1096), fece delle conquiste fino al Tronto e a Fermo; nel 1075 conquistò Chieti, Ortona fino al fiume Pescara; viene registrata la presenza di Riccardo de Padula, feudatario di Boemondo conte di Manoppello in Penne, [è signore] di Pianella […]7.

7ibidem, in E. F. op. cit. p.30.

Al tempo dei Normanni, di Rainaldo Gentile e Riccardo, figli di Berardi, di Roberto conte di Loritello e Riccardo di Padula, si dice che l’abate Oliviero (1149-1181) , nel V Libro, […] fieri fecit inferiores partes claustrorum, regiam maiorem ecclesiae,tabulas ipsius chori, unum olivetum in Valeczo, unum ad Sanctam Mariam in Plano, unum Felonaco, aliud Planelle [...]8.

8 ibidem, E. F. op. cit. p.129.

Una transazione avviene sotto l’abate nel trivio tra Breliano e S. Desiderio alla presenza di Trasmondo, Bernardi, Gotefredo, Azzone, Gualberto e altri boni homines, Giovanni di Giovanni, che cede il monastero delle terre che vanno da Cannatino, Colle della Mandorla, tra la Via Salaria, ruscelli, pezzi di terra in Brittoli, Fara, vigne in Valle Francone e Cristina, in Alanno e in Valle Tritana ed in altre località9.

9 Ibidem, in E. F., op. cit. p.99-100.

                                                                                                            Continua

Bibliografia

E. Fuselli, Il Chronicon di S. Bartolomeo di Carpineto, L’Aquila, 1006.

L. Colitta, Abbazia di S. Bartolomeo di Carpineto della Nora, Pescara,1990.

F. Ughelli, Italia Sacra, tomo X, Venezia, 1717-1722.

Foto : Internet

ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Copyright © 2022 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu