IL SANT'ANTONIO ABATE DI PATERNO A CARAMANICO TERME (PE

ANTONIO MEZZANOTTE.

Sul primo pilastro a sinistra della navata centrale della chiesa di San Tommaso Becket, ovvero di Paterno, a Caramanico Terme (PE) è presente un affresco della seconda metà del 1200 raffigurante Sant'Antonio Abate, il gran santo del mondo rurale abruzzese che si festeggia oggi, 17 gennaio.

L'immagine, di autore ignoto, risente molto l'usura del tempo, ma si riescono a scorgere ancora alcuni elementi tipici quali il saio da eremita, il mantello con cappuccio, il bastone con la campanella, il libro e, in basso, l'immancabile porcello. Anche nella chiesa di San Nicola a Rosciano (PE) troviamo un affresco con i medesimi elementi iconografici (sebbene più recente di un paio di secoli e, pertanto, "aggiornati" al gusto rinascimentale), ma di questo Sant'Antonio Abate caramanichese mi piace soprattutto il volto con la barba bianca ben curata, simbolo di saggezza ma anche di autorità legata al suo ruolo di padre del monachesimo.

Il ruolo storicamente attribuitogli di primo eremita e guida spirituale di una famiglia di monaci è il motivo per il quale il Santo veniva spesso raffigurato nelle chiese rurali, soprattutto di montagna, e, a mio avviso, la presenza di questo affresco riporta concretezza di vita reale alla chiesa di Paterno, superando tutte le teorie su presunti profili magici ed esoterici dell'apparato decorativo e architettonico di questo nondimeno straordinario edificio di culto.

È il mio Santo protettore, quello al quale sono particolarmente devoto. Buon onomastico a chi ne porta il nome e viva sempre Sand'Andonie, lu nemiche de lu demonie!

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