Il Santa'Antonio di Padaova a Rosciano (Pe)

ANTONIO MEZZANOTTE

Oggi 13 giugno memoria liturgica di Sant'Antonio di Padova. Io personalmente sono più legato al Sant'Antonio Abate, per plurimi ed incontrovertibili motivi, ma, insomma, il Santo odierno ha una sua devozione invero molto sentita tra milioni di fedeli. È il santo francescano per antonomasia (e senza Antonio probabilmente l'eredità spirituale di Francesco sarebbe stata di minor evidenza). Come scrisse Ignazio Silone, qui in Abruzzo non vi è paese che non abbia una chiesa di immediata ispirazione francescana.

Tra le colline roscianesi Antonio di Padova è venerato a Villa San Giovanni, a Villa Oliveti e, soprattutto, a Rosciano, dove può vantare una chiesa, attestata perlomeno fin dal 1637 (ma l'origine è più risalente), poi ristrutturata nel suo attuale aspetto nel 1882 dalla ricca ereditiera Francesca Diamante, e, soprattutto, un bellissimo affresco del 1517 conservato nella chiesa di San Nicola (nella foto). Non si tratta della comune immagine iconografica del Santo alla quale siamo in genere abituati, con giglio bianco, Bambin Gesù e dall'aspetto asciutto e longilineo, secondo il gusto tridentino che si impose dalla seconda metà del XVI sec. e com'è raffigurato nelle statue processionali di epoca moderna (come, ad esempio, quella venerata nella locale chiesa).

A San Nicola di Rosciano, invece, appare un giovane fratacchione con un libro nella mano destra e con quel che sembra un ciondolo stellato retto dalla sinistra (fu il compianto preside Nardicchia a farmi notare questo particolare, ancora da interpretare), a figura intera, molto somigliante nel viso alla ricostruzione facciale forense elaborata nel 2014 dall'Università di Padova e che rimanda ad un affresco di scuola giottesca del 1326 conservato sul pilastro sinistro del presbiterio della basilica patavina.

Un Sant'Antonio piuttosto robusto (in vita era alto circa 1,71mt quindi con una statura superiore a quella media dell'uomo lusitano del tredicesimo secolo, grosso modo di 1,50-1,60 mt - da qui probabilmente il detto "essere un santantonio", che, oltre a sottolineare le qualità spirituali di bontà, sopportazione e zelo richiama molto anche il "marcantonio" di epoca romana, per indicare una persona alta e vigorosa) con tanto di libro che allude alla sua profonda cultura e sapienza (ovvero alla forza del Vangelo, che egli predicava).

Questo per dire dell'eccezionalità del dipinto di Rosciano, che ha come modello proprio una tra le prime raffigurazioni del Santo, quella appunto patavina del 1326, probabilmente la più rispondente al reale. Inoltre, trattasi di una delle pitture tra le meglio conservate in tutta la Val Pescara e l'area vestina e non lo scrivo perché il proprio paese dev'essere per forza di cose posto all'attenzione, ma solo per ricordare, in primo luogo ai miei compaesani, quel che si ha in casa.Fu tale Liberatore il committente dell'opera, come riporta la scritta posta alla base della cornice. Autore uno dei tre allievi di Andrea De Litio, il maggior pittore abruzzese del Quattrocento, che operarono a San Nicola tra il 1480 ed il 1522. Ebbene, chi volesse vedere com'era fatto Sant'Antonio di Padova deve andare a... Padova ovvero...a San Nicola di Rosciano! In ogni caso, buon onomastico a tutti coloro che ne portano il nome....

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