Il mulino di Forcabobolina Per la storia del Comune di San Giovanni Teatino

ALESSANDRO MORELLI.

Nei Chronicon di Farfa, S. Stefano in Rivo Maris, Volturnense, Casinense, Casauriense e di S. Bartolomeo della Nora si parla di cessioni, vendite, affitti di mulini posti sui fiumi, torrenti e ruscelli.

  Parliamo dei secoli XII e XIII, quando i monasteri possedevano una serie di mulini con alcune gualchiere e folloniche; il tempo dei mulinetti a mano di epoca arcaica era quasi del tutto terminato ed iniziava la rivoluzione agricola dell’anno Mille, che sfruttò l’energia idraulica ed animale nei trappeti, nei mulini, nelle segherie (Italia nord-orientale).

  Le autorizzazioni a impiantare macchine idrauliche erano soggette alla approvazione della Camera della Sommaria di Napoli, perché le acque erano di proprietà del Fisco Reale e spesso le autorizzazioni richiedevano un lungo iter.

Anche in questo caso per l’autorizzazione passarono alcuni anni.

  Da una minuta del contratto di Affitto di un mulino in Forcabobolina (S. Giovanni Teatino - Chieti), tra la Mensa Arcivescovile1 di Chieti e Michele D’Aurelio dell’anno 1856, si traggono le seguenti informazioni:

«Regno delle Due Sicilie

 Il giorno [...]

Avanti di me Francescopaolo Ubaldi del fu Gaetano, notajo certificatore Reale     del Distretto Capoluogo, residente in Chieti, e degli infrascritti. Salvatore            Arcangelo, domiciliato in Chieti testimoni a me cogniti e davanti le qualità            richieste dalla legge, si sono di persona costituiti:

-Sua Eccellenza […] Monsignor Arcivescovo di Chieti D. Michele Manzo del fu Salvatore Arcangelo, domiciliato in Chieti da una parte.

-E dall’altra Michele d’Aurelio del fu Simone domiciliato nel Comune di Forcabobolina.

 Ambedue a me Notar certi [...], e testimoni suddetti pienamente cogniti.

 Il costituito Michele d’Aurelio ha dichiarato, che in Dicembre 1853 gli offrì di prendere un’enfiteusi il molino della Mensa Arcivescovile di Chieti ed una coppa di terreno seminatorio adjacente siti nel Tenimento del Comune di Forcabobolina in contrada Vallelunga e confinante coi beni di Giambattista quale molino e terreno annesso sono riportati nel Catasto provvisorio del […]         

Comune in testa della Mensa Arcivescovile suddetta all’art. 290. seg.e n. 81 e 82, giusta il qui alligato corrispondente Estratto di detto Catasto, de’ ottobre  856 e tale enfiteusi offrì di farla per l’annuo canone di ducati 25 netti pagabili semestralmente (…)».

Michele Manzo nacque a Napoli il 31 luglio 1785, fu consacrato sacerdote secolare il 27 maggio 1809. Il 9 dicembre 1844 fu nominato arcivescovo di Siracusa dal re. Il 10 marzo 1845 ottenne il titolo di Dottore in Teologia all’Università di Napoli. Il primo maggio 1845 fu consacrato vescovo a Roma. Il 27 settembre 1852 (concistoro) fu traslato da Pio IX dall’Arcivescovato di Siracusa a Chieti. Al suo tempo si eresse il vescovato di Vasto.

Morì a Chieti il 7 marzo 1856.

Francesco Saverio Cerulli nella Rivista delle opere comunali in corso nelle quindici province del Regno delle Due Sicilie al di quà del faro (Napoli, 1856) riporta che: “si esegue un ponte sul burrone Vallelongo”.

Dal Dizionario geografico-storico-statistico de’ Comuni del Regno delle Due Sicilie di Achille Moltedo (1858) si riporta la descrizione di Forcabobolina:

«Comune della Provincia di Abruzzo Citeriore, nel circondario, distretto e diocesi di Chieti, da cui dista 4 miglia, altrettanti dal mare, e 128 da Napoli. Abitanti 1166, non compresi quelli de’ villaggi che gli sono aggregati».

  Non ci è dato, per ora, di conoscere la tassa della macinanda, fissata dalle Università e precisamente del Comune di Forcabobolina, in Abruzzo Citeriore, e il ricarico abusivo del mugnaio, mentre, per il Comune di Pianella, possiamo affermare che nel XVI-XVII secolo si pagava per ogni tomolo di grano da macinare un carlino e il prezzo del grano oscillava da 2 a 5 ducati la salma.

  Al punto attuale della ricerca non ci è ancora nota l’ubicazione del suddetto mulino ad acqua; nel documento di parla di una valle, Vallelunga, e probabilmente il mulino si trovava sul fosso omonimo che sfocia nel mare Adriatico.

Per la storia di Forcabobolina2 si riporta che nel 1840 erano inclusi i territori di Primavilla (108 abitanti), Villalanuti (100 abitanti), Villasambuceto (546 abitanti),  Villatoppi (357 abitanti), Villavalignani (285 abitanti), villaggi riuniti al Comune e costituiranno le frazioni. La chiesa parrocchiale di S. Giovanni Evangelista doveva corrispondere la prestazione di ducati uno e grana 50 nel 1788.

 Enrico Abbate riporta così una collocazione del territorio in oggetto:

«A N.Est. di Chieti si stende un raggruppamento di colline detto Forcabobolina da greco a libeccio, il quale separa le valli in cui scendono i torrenti, che vanno al mare o nel Sangro dalla sponda sinistra, da quelli che scaricano nel Pescara dalla sponda destra3».

Nel 1863 gli abitanti erano 2.700.

Nel 1879 i confini tra i Comuni di Pescara, Francavilla al Mare, Forcabobolina e Torrevecchia Teatina risultavano stabiliti dalla pianta topografica del geometra Adamo Piattelli, firmata 21 marzo 1871.

Il 27 aprile 1872 a Forcabobolina fu aggregata la frazione Fontechiaro da Capo (abitanti 143) del soppresso Comune di San Silvestro.

Nel 1876 fu eletto sindaco De Nicola Adamo.

A partire dal primo aprile 1880 furono staccate le frazioni Toppi, Primavilla, Lanuti e Valignani ed aggregate al Comune di Chieti.

Nel 1890 Forcabobolina era composta da 2.201 abitanti.

Con R.D. del 23 dicembre 1894, n.591, la denominazione del Comune di Forcabobolina (Chieti) fu sostituita con quella di San Giovanni Teatino (Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 1895 n.15).

RIPRODUZIONE RISERVATA

Note

1. La Mensa Arcivescovile viene intesa come istituto ecclesiastico regolamentato dal diritto canonico; il beneficio capitolare è a favore dei canonici della cattedrale; il beneficio della mensa badiale a sostegno dei monaci della badia, quello parrocchiale a favore dei preti e sacerdoti della parrocchia; tutti i              benefici sopravvissuti sono confluiti nell’istituto diocesano per il sostentamento del clero.

2. Nell’archivio episcopale di Chieti si conserva la copia ottocentesca di un documento intitolato: Inventario dei beni della mensa arcivescovile di Chieti e di tutti i diritti e prerogative formato nell'anno 1323 d'ordine di Mons. fra Raimondo de Mausaco, vescovo di Chieti, precedentemente Alba e poi Anversa. Il vescovo fu impegnato nella ricostituzione del patrimonio diocesano nel XIV secolo, per tutti si cita il Castello di Lastignano e l’appartenenza alla chiesa teatina.

3.Enrico Abbate, Guida dell’Abruzzo, Forni Editore, rist. anastatica, Roma, 1903, p. 303.

Bibliografia

Vittorio Morelli, Il fiume ed il lavoro-Antichi opifici idraulici tra il Pescara ed il Tavo,        con note sui mulini Sabucchi Mapei sul torrente Nora, IRES Abruzzo, Pescara,    2016.

 Enrico Abbate, Guida dell’Abruzzo, Forni Editore, rist. anastatica, Roma, 1903.

Amato Amati, Dizionario corografico dell’Italia, Milano, 1878.

Pietro Pianton, Enciclopedia ecclesiastica, Venezia, 1862.

Vincenzo d’Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie raccolti, annotati, scritti per l'ab. Vincenzo D'Avino, Napoli, 1848.

 Gabriello De Sanctis, Dizionario statistico de paesi del Regno delle Due Sicilie redatto e rettificato per cura di Gabriello De Sanctis, Napoli, 1840.

Achille Moltedo, Dizionario geografico-storico-statistico de’ Comuni del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840.

Girolamo Nicolino, Historia Della Città Di Chieti, Napoli, 1657.

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