Il campanile di Santa Maria delle Grazie in Alanno (Pe)

ANTONIO MEZZANOTTE.

L'Oratorio di Santa Maria delle Grazie si trova ad un paio di chilometri dal paese di Alanno (PE), lungo il braccio tratturale che scende da Pietranico.

Si dice e si racconta che nel 1498 la Madonna apparve ad un pastore del luogo, tal Paolo Androno, e gli chiese di edificarle una casa. È probabile che esistesse già un precedente edificio di culto, sorto come cona del paese; in ogni caso i lavori furono terminati nel 1505, con il ricco portale attribuibile alla bottega di Giacomo Di Silvestro da Sulmona. La chiesa venne quindi ampliata nel corso del XVII sec., anche con un annesso convento, di cui resta il chiostro. 

L'interno della chiesa custodisce un bell'esempio del barocco abruzzese: cornici dorate, stucchi, sculture in pietra della Majella, motivi floreali e tanto colore nei grandi cicli di affreschi, dai primi dipinti della scuola di Andrea De Litio, datati 1522 e raffiguranti scene di vita di Maria, a quelli, soprattutto, sulle cappelle laterali e sulle volte, rappresentanti, tra gli altri, il Padre Eterno con alcuni Dottori della Chiesa ed i quattro Evangelisti, il Padre Eterno e le Dodici Sibille, attribuiti ad Angelino di Beffi e Tommaso Di Berardino di L'Aquila, che lavorarono in questa chiesa nella seconda metà del Seicento e furono presenti anche nell'Oratorio di Santa Maria della Croce, posto lungo lo stesso braccio tratturale verso Pietranico. 

Le stuccature sono opera di Donato Ferada e realizzate nel 1675, le dorature di Antonello de Castellis da Tocco, che lavorò qui intono al 1690. L'altare maggiore risale al 1642 ed ospita al centro uno stucco della Madonna in trono con Bambino ed un trittico a tempera su tavola del Quattrocento raffigurante la Vergine tra San Sebastiano (antico patrono del paese) e San Clemente (un richiamo all'abbazia casauriense, che aveva notevole influenza su questo territorio), attribuito dapprima da Antonio De Nino alla scuola del Pinturicchio, mentre recenti studi lo vogliono del maestro di Beffi o di Antonio Martini da Atri - lo stesso autore di alcuni dipinti della non lontana Santa Maria Arabona in Manoppello, attivo fino agli anni Trenta del Quattrocento - (e, pertanto, in ogni caso di epoca risalente rispetto all'edificazione dell'odierna chiesa). 

L'esterno si presenta molto semplice ed austero, in perfetta sintonia con il paesaggio rurale in cui l'edificio è sempre stato collocato. La foto principale che ho scelto per questo post (scattata da me, le altre sono prese invece dal web - cliccarci sopra per vederle intere) raffigura il lato occidentale del complesso, con il campanile di certo a vela ma strutturato a torre, dalla monofora centrale più alta rispetto alle due laterali visibili solo dalla facciata, che si confonde tra le evidenze rurali, come un silos ed un vigneto: l'immagine non dev'essere molto differente da quella che poteva osservarsi 500 anni fa e dovrebbe aiutarci a comprendere come il bene monumentale (come in questo caso) non è una monade a sé, bensì va sempre letto ed interpretato nel proprio contesto storico, paesaggistico e, mi verrebbe da dire, antropico. Solo così i fruitori, a partire in primo luogo da coloro che vivono in quell'ambiente, forse potranno assimilare i motivi di una presenza ed impegnarsi per la tutela di essa. 

L'Oratorio di Santa Maria delle Grazie di Alanno, attualmente chiuso per lavori di manutenzione, è di certo uno dei luoghi dello spirito più rilevanti dell'intera area vestina e bene artistico tra i maggiori dell'intero Abruzzo, da visitare, conoscere e valorizzare.

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