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IL BATTESIMO DI GESÙ NELLA CHIESA DI VILLA SAN GIOVANNI A ROSCIANO (PE)

7 Gennaio 2024

ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che dopo la prima crociata i Cavalieri Templari di ritorno da Gerusalemme si impossessarono dell'antica chiesa di "San Giovanni in Balneo" (edificata su un preesistente impianto termale di epoca romana), sita su un colle alla sinistra del tracciato tratturale L'Aquila - Foggia, in tenimento di Rosciano (PE). Si dice pure che l'ultimo Templare di San Giovanni venne sepolto nei pressi della chiesetta di Sant'Andrea, di cui oggi non restano tracce evidenti, nell'omonima contrada, lì dove negli anni Settanta del secolo scorso furono rinvenuti resti di un piccolo insediamento medievale con sepolture.

Quando i Templari vennero eliminati da Filippo il Bello di Francia agli inizi del 1300, la chiesa di San Giovanni sarebbe passata ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (chiamati, in seguito a varie vicende, di Rodi, infine di Malta), che le attribuirono il nome di "San Giovanni Gerosolimitano".

Ma non finisce qui. Ad un certo punto, non si sa ancora quando ma di certo dopo la metà del 1400, la chiesa crollò (probabilmente per un terremoto) e il luogo venne abbandonato (forse per una epidemia di peste) fino al 1662, quando il nobile Ostilio Alfieri, aquilano, cavaliere commendatario di San Giovanni Gerosolimitano, la ricostruì: l'Alfieri fu quindi il fondatore della moderna Villa San Giovanni, rinata sui resti del villaggio medievale ed inizialmente costituita quasi esclusivamente da pinciare: si racconta, infatti, che la chiesa veniva detta anche "San Giovanni dei pagliai".

Nel 1857 il sacerdote Giovanni Razzani, economo dell'arcipretura roscianese, ottenne dal vescovo di Penne Vincenzo D'Alfonso la costituzione della parrocchia di San Giovanni Battista, titolo che la chiesa conserva tutt'oggi: il Santo è rimasto sempre quello delle origini, sono mutate però le vicende umane, che di volta in volta hanno attribuito a questa chiesa nomi diversi.

Nel 1748 l'edificio è stato ristrutturato e a quell'epoca risale il grande affresco che ammiriamo sulla copertura della navata, raffigurante il Battesimo di Gesù, di autore ancora sconosciuto. In esso troviamo gli elementi di base tratti dal racconto evangelico: il fiume Giordano, Giovanni il Battista che versa dell'acqua sul capo di Gesù, umile e penitente, mentre dall'alto una colomba, simbolo dello Spirito Santo, scende dal cielo squarciato in un manto di luce. A guardarlo bene, a me sembra che il fiume Giordano possa essere in realtà la Pescara (o altro corso d'acqua del luogo) con lo sfondo sui monti innevati della Majella e del Morrone, ma è una ipotesi di lettura.

Il dipinto è di sicuro effetto scenico, sebbene passi spesso inosservato.

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