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Frida Boccara, la cantante bella e giovane che partecipò al Festival di Sanremo

ELSO SIMONE SERPENTINI.

L’esame di latino era per noi studenti di filosofia all’Università di Roma alquanto ostico. C’era prima da superare un esame scritto: la traduzione di un brano dal latino in italiano quasi sempre assai difficile, per non dire proibitivo, poi l’esame orale. Superfluo dire che era un esame che ritardavamo il più possibile, ma prima o poi almeno lo scritto bisognava andare a farlo. Poi si sarebbe fatto l’orale, che infatti io e il mio amico Quirino Iannetti facemmo per ultimo, pochi mesi prima della discussione della tesi.

Si era ammessi all’orale solo superando lo scritto. Ma il prof. Ettore Paratore, la più grande autorità come latinista , abruzzese di Chieti, era un vero spauracchio, tanto più che non vedeva di buon occhio noi di filosofia. Per evitare che potessimo copiare da quelli di lettere, più bravi di noi, ci sistemava in un’aula a parte. Quando toccò a me e Quirino, lo vedemmo piombare nell’aula esagitato, come un pazzo, ci vide - eravamo un centinaio - e gridò, con disprezzo: “Tutti filosofi!”. Per fortuna, quando facemmo l’esame di latino, un anno dopo, la cattedra era stata sdoppiata e a noi di filosofia fu assegnato un altro professore, Antonio Traglia, fratello di un cardinale. Con lui strappare almeno un diciotto era più facile.

Lo scritto di latino era davvero difficile, dei quasi cento che eravamo lo superammo in sei, tre maschi (tra cui io e il mio amico Quirino) e tre femmine. A vedere i quadri con i voti andai io e mi trovai con una delle tre femmine che lo avevano pure superato. Gioimmo e ci rallegrammo a vicenda. Parlammo un po’. Era una ragazza bruna, mi disse di essere di lingua madre francese, nata in Marocco a Casablanca. Si chiamava Frida Boccara, aveva due anni più di me. Rimasi meravigliato quando mi disse che era arrivata in Italia qualche mese prima e alla fine di gennaio aveva preso parte come cantante al Festival di Sanremo, in coppia nientemeno con Milva. Era delusa ancora dalla eliminazione in prima serata, a cui era seguito il pieno disinteresse di tutte le case discografiche. Così aveva deciso di iscriversi a filosofia e di laurearsi. Mi fece molta simpatia.

Non la rividi più né seppi più nulla di lei, mi rimase solo impresso il suo nome: Frida Boccara, che lei pronunciava alla francese, con l’ultima “a” accentata. Mi chiedevo a volte che fine avesse fatto. Mi capitò di risentire il suo nome nei primi anni ‘80, quando lessi che una Frida Boccara aveva preso parte all’Eurofestival. Vidi una foto, era lei, per nulla invecchiata. Anche all’Eurofestival non aveva riscosso un grande successo. In seguito non ne sentii più parlare, fino a quando con l’avvento di Internet mi fu possibile, facendo ricerche, sapere qualcosa di lei.

Nel 1969 a Madrid un Eurofestival lo aveva vinto, in rappresentanza della Francia, e aveva riscosso grandi successi in Spagna, Canada, Australia, Sud America, ma era rimasta in Italia una perfetta sconosciuta. Evidentemente non si era laureata. Dopo i successi, lessi su Internet, era caduta nel più completo oblio e si era ritirata a vita privata. Il 1° agosto 1996 era morta per un’infezione polmonare, a Parigi, dove era stata sepolta.

Quello che lessi mi fece una profonda impressione. Su You Tube ci sono dei clips musicali: lei canta, bella e giovane, come quella mattina, quando all’Università, era felice, come me, per aver superato un difficilissimo esame scritto di latino.

Frida Boccara, nome completo Danielle Frida Hélène Boccara, è stata una cantante francese. 

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