
Perché parlare di una storia così lontana, conclusasi tragicamente 227 anni fa? Perché è una storia simbolo del potere che si finge amico e che invece sfrutta e asservisce; di una donna eccezionale che mette tutta se stessa al servizio di una popolazione che vorrebbe rendere libera, governata equamente, e da quel popolo viene disprezzata e oltraggiata. Quando il potere incombe le voci libere disturbano, vanno penalizzate, eliminate. E si cerca consenso con invenzioni ed elargizioni verso chi accetta il vassallaggio dal quale trae un profitto che a sua volta riversa verso i benefattori. È storia antica ed eternamente attuale. È anche metafora della pericolosità dell’ignoranza che non sa difendersi, non ha riferimenti critici, raffinatezze intellettive e si affida al più accattivante, si lascia confondere, non accorgendosi del proprio autolesionismo.















