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DOCUMENTI "La famiglia Impacciatore e le origini Elicesi"

di Paride MARIOTTI -

Impacciatore, termine arcaico per indicare colui che si impiccia in qualcosa che non lo riguarda. Ad Elice, questo nomignolo divenne il cognome di appartenenza che ancora oggi esiste. Famiglia latifondista, arricchì la comunità Elicese di uomini autorevoli tra politici, magistrati e imprenditori.

Nel 1700 viveva in questo luogo don Lorenzo Impacciatore uomo astuto ed un grande proprietario terriero. Avendo raggiunto un credito di 164 tomoli di grano nei confronti dei fratelli Francesco e Angelantonio Erasmi anch'essi di Elice,il 28 gennaio 1798 fece con loro una scrittura privata dove per sdebitarsi gli Erasmi si impegnavano al pagamento di 10 salme di grano l'anno.

Non avendo ancora estinto il loro debito, il 30 luglio 1818 i loro figli proposero come forma di risarcimento a Vincenzo figlio ed erede di Lorenzo Impacciatore,delle quote di terreno demaniale che avevano ricevuto dal Comune di Elice. Negli anni 20 dell'800 i fratelli Francesco Saverio, Tommasantonio e Vincenzo Impacciatore erano tra i Carbonari del Regno di Napoli.Vincenzo fu indubbiamente quello dal carattere più bizzarro come si evince dalla causa contro il genero e la figlia.

Tutto ebbe inizio il 31 dicembre 1808 quando nella sua abitazione nel Rione del borgo ad Elice convocò il notaio Razzi di Città Sant'Angelo per stipulare un atto di donazione di 500 ducati per la dote della figlia Dalinda promessa in sposa al signor Arcangelo Finocchi di Pennapiedimonte.

Vincenzo dopo aver pagato i primi 200 ducati, non effettuò più i pagamenti dovuti alla figlia, rimanendo così moroso dei restanti 300. Non avendo altra soluzione, nel 1820 (dopo 12 anni) il genero Arcangelo e la figlia Dalinda furono costretti a citarlo in giudizio.

Nel 1821 Vincenzo venne condannato dal Tribunale di Teramo al pagamento della somma restante più le spese dì giudizio. Tommasantonio Impacciatore fu invece un audace imprenditore, grazie alla disponibilità di materie prime del suo amato Paese, come acqua e pelli, nel 1819 decise di aprirvi una Conceria.

Attività molto importante per l'economia locale che vide ben presto concretizzare i propri frutti con esportazioni fino in Dalmazia. Tra i clienti della Conceria poteva capitare un diverbio per motivi economici, questo è ciò che avvenne tra Tommasantonio Impacciatore e Concezio Todesco di Pianella che si citarono in giudizio per il pagamento di un carico di pellame consegnato a Giuseppe Ferrante poi defunto.

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