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DOCUMENTI "Dai Cianto' ai Canto': sarti dal Settecento e quella "i" perduta nel tempo"

11 Settembre 2026

di PARIDE MARIOTTI

Nel 1746,il Catasto di Città Sant'Angelo registra Stefano Cianto', di professione sarto, insieme alla moglie Angelina Sanità.

E' da qui che comincia questa storia.

Stefano trasmetterà il mestiere al figlio Francesco Paolo e, nella generazione successiva, ritroveremo ancora un sarto:Stefano Cianto'.

Nel 1784, il nonno lascia a Francesco Paolo la casa e il patrimonio familiare, stabilendo che i beni dovranno essere restituiti ai figli maschi e che le figlie dovranno essere "dotate".

Ma Francesco Paolo finirà per alienare quasi tutto.

Rimarrà la casa.

Quella casa nel centro storico di Città Sant'Angelo dove Francesco Paolo vive con la moglie Diomira Bajocchi e I loro sette figli.

Nel 1817, durate l'epidemia di tifo petecchiale Francesco Paolo, Diomira e la figlia Carmela muoiono. IL giovane Stefano, appena ventiquattrenne, si trova cosi a gestire l'eredità familiare.

E nel 1823 il vecchio testamento torna a farsi sentire. La sorella Angelina reclama la dote di 50 ducati prevista dal nonno.

Stefano dichiara di non possedere altro che la casa in cui vive con la moglie Marsilia Parente e dove esercita il mestiere di sarto.

La casa viene pignorata.

Ed è proprio quell'atto, oggi in mio possesso, a regalarmi l'indizio per cercarla nel tessuto del borgo antico:davanti la

strada, da un lato vico Morosia, dall'altro vico del Lezzo e, sul quarto lato, la casa del Signor Firmani.

Ma mentre cercavo quella casa, l'archivio mi ha regalato una scoperta ancora più sorprendente.

IL momento esatto in cui un antico ceppo familiare cambia nome.

Per tutto il Settecento e nei primi decenni dell'Ottocento il cognome è sempre lo stesso: Cianto'.

Poi arriva il 27 luglio 1832.

Quel giorno viene denunciata la nascita di Raffaele, figlio di Domenico Cianto', cugino del sarto Stefano.

Ma l'ufficiale dello Stato Civile commette un errore di trascrizione: omette la " i ".

Nel documento compare così, per la prima volta, il cognome Canto'.

Raffaele crescerà, si sposerà e trasmetterà ai propri figli quel cognome ormai diventato ufficiale.

Una sola lettera perduta. Un semplice errore di penna. E una nuova casata prende vita.

Oggi camminando per quelle stesse strade, la mia ricerca è diventata doppia.

Non cerco più soltando una casa d'angolo tra due vicoli dimenticati. Cerco le mura dove vivevano uomini e donne che, senza saperlo, portavano un cognome destinato a dividersi in due.

Una strada, due vicoli, una casa e una lettera perduta.

La ricerca continua nel cuore della mia Città Sant'Angelo

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