Cento anni fa nasceva il Poeta contadino Vincenzo Zappone da Caramanico

28 Dicembre 2021

REMO DILEONARDO.

Vincenzo Zappone nacque a Caramanico Terme (Pe) il 28 dicembre del 1921 da Antonio e Caterina Del Raso. La coppia ebbe altri figli: Anna Zappone (mia madre), Concetta detta Titina, Maria, Nicolino, Ferdinando ed Ernesto.

Vincenzo Zappone sposò Antonietta, ebbe tre figli: Laide, Antonio e Andrea.

Dopo un’infanzia povera e dignitosa, la sua sensibilità e passione artistica lo portò ad interessarsi di musica (iniziò ad imparare a suonare il bombardino) e di poesia.

E’ stato uno scrittore abruzzese, le sue opere poetiche sono stati scritti principalmente in dialetto abruzzese.

Nel 1949, entrato nell’amministrazione delle Ferrovie dello Stato di Pescara e nonostante gli impegni di lavoro passò da un successo all’altro.

Famoso come autore di poesie, canzoni e libri in dialetto abruzzese compose anche canzoni per bambini.

Vincenzo Zappone fu innamoratissimo della sua Caramanico. Che parli di luoghi, di vita, di storia, di leggenda o che rifletta sul presente, il suo sguardo si colora quasi sempre dei suoni e delle immagini della sua terra, del suo paese: un mondo suggestivo che, più descrive, più si fa bello.

Il dialetto che usa Zappone è quello abruzzese, ma non proprio quello della parlata locale; cerca di rifarsi più ad un modello letterario, meno “particulare”. Una specie di abruzzese condiviso.

Qui di seguito i suoi successi più importanti:

Nel 1961 partecipa alConcorso Penna D’Oro Ferroviaria, organizzato dal Dopolavoro ferroviario di Ancona ricevendo per la poesia lingua, la medaglia d’argento.

Nel 1970 riceve una lettera di congratulazioni dalla NASA e dagli astronauti Charles Conrad, Richard Gordon e Alan La Vern Bean in occasione dello sbarco degli astronauti dell'Apollo 12 sulla luna, scrivendo “l'Inno all'Astronauta". Sempre nel 1970 è finalista al “Canarino d’Oro” manifestazione presentata da Gabriella Farinon.

Nel 1971 Primo Premio Canarino d’Oro per la canzone “Fontana profumata” Teatro Massimo, manifestazione presentata da Pippo Baudo.

Nel 1972 esce la prima pubblicazione della raccolta di poesia dialettale “Lu vente de la Majelle partecipando e vincendo diversi premi. Nel 1973Lu mare che Ffà”.

Zappone si dedicò anche alla poesia in lingua pubblicando nel 1974 la raccolta “L’atomica”, che meritò la medaglia d’argento al premio “Verso il 2000” Premio Poeti dell'Adda - Melegnano (MI)".

Dedicò allo Zecchino d'Oro la poesia “L'Antoniano”, pubblicata nel 1975. Scrisse per la rivista Quaderni d’Abruzzo, diretta da Ettore Paratore e Ernesto Giammarco.

Ricevette nel 1976 il secondo premio a Lanciano. Nel 1977 è ospite della trasmissione della Rai Abruzzo “Auà”.

Nel 1978 ricevette dall’Accademia Internazionale “Tommaso Campanella” l’Honoris Causa con Mefaglia d’Oro per le alte benemerenze acquisite con le sue opere nel Campo

Nel 1979 è stato baciato dal successo con la terza edizione della sua opera “Lu vente de la majelle”. L’anno successivo, 1980, riceve il Premio della Cultura della presidenza Consiglio dei Ministri.

Nel 1981 per il volume Santa Fermì, (S. Eufemia a Maiella). A Caramanico riceve il Diploma d’Onore per alti meriti artistici.

Nel febbraio del 1982 riceve a Roma il Premio Cultura: “Quercia d’Oro”

Nel 1983 presenta il libro “San Valentino” e nel 1984 per il Primo Premio “Poeti allo Specchio” di Catanzaro.

Nel 1985 partecipa alla trasmissione della Rai Tv “Tuttitalia parla”. Esce la quarta edizione de Lu vente de la Majelle.

Nel 1986 il Messaggero pubblica “I briganti della Majella tra storia e leggenda”. Esce la pubblicazione sul quotidiano Il Tempo “Caramanico nella Valle della majella” monografia sulla Riserva Naturale dell’Orfento.

1987 partecipa al festival dei Poeti a San Salvo.

1990 Premio di Cultura della Presidenza dei Ministri. Nell’aprile del 1991 esce sulla Rivista trimestrale di Cultura di Roma AZ “Vincenzo Zappone poeta contadino”.

Vincenzo Zappone nel corso della sua attività di poeta ha partecipato a molti concorsi di poesia in ambito regionale e nazionale ricevendo premi e riconoscimenti.  Con affetto e commozione ricordo il Premio di Poesia G. Porto di Pianella nel 1997 quando fui io stesso a premiarlo.

Muore a Pescara, il 6 dicembre 2007 la messa funebre si svolse nella chiesa del sacro cuore.

PUBBLICAZIONI

  • LU VENTE DE LA MAJELLE 1^-2-3-4- EDIZIONE
  • LU MARE CHE FFA’
  • SANTA FERMI’
  • SAN VALENTINO
  • CARAMANICO NELLA VALLE DELL’ORFENTO

Alcuni Giudizi critici

La radice dell’ispirazione del nostro poeta “è il tema delle ricordanze, che si dispiega attraverso la descrizione dell’aspro paesaggio montano…”, quello in cui giganteggia il Morrone, tanto caro a Pietro Celestino. Ma è solo uno degli aspetti della poesia di Vincenzo Zappone che non disdegna “la rappresentazione di scene di vita” con personaggi e figure umane abilmente cesellati.

                                                                                                                                                    Ernesto Giammarco

Per collocare al meglio la vita e le opere di Vincenzo Zappone, sarà bene tener conto dell’enorme produzione storiografica e dialettale che annualmente arricchisce il patrimonio culturale. La figura di Zappone è collocabile tra quei poeti e studiosi che riescono magnificamente a sposare la serietà dell’indagine storiografico-folkloristica e la sbrigliatezza dell’invenzione poetica.

                                                                                                                                        Pietro Illa 

Parlare di Vincenzo Zappone è difficile, come è difficile giudicarlo, tanto più per chi, nel parlare e giudicare, voglia servirsi, temendo in definitiva di non avere altri mezzi, della cultura. La difficoltà si risolve, allora, in una definizione, a prima vista, calzante e sufficientemente semplice: Zappone è un poeta contadino […] Contadino, però egli è in una revière della ricordanza e nella dimensione speculare della poesia. […] Zappone è come “una voce che grida nel deserto” e che si ostina ad esprimersi con una misura tonale di cui abbiamo perso la chiave di lettera.

                                                                                                  Maria Concetta Nicolai

CARAMANECHE DI VINCENZO ZAPPONE

di Acque Sacre

Nu frate furastiere t'à crejate

e t'à pusate sopra a na culline,

t'à messe a li pulmune l'aria fine

e m-mezze a tre funtane t'à lassate.

Pe' fatte nu paese recamate

t'à date lu Murrone e la Majelle

e m-mezze a ste muntagne, po, la stelle (1)

che splende la matine t'à pecciate.

Cuscì, sì nate belle gne nu fiore,

tra la serenetà tu se crisciute

e mo se deventate nu splendore.

Pe' li frastiere tu si nu tesore,

nu ricche pussedente de salute,

nu medeche galante guaretore

(1) La stelle: il pianeta Venere.

Il paese di Caramanico sarebbe stato fondato da un frate, "Caromonaco" da cui prese il nome. Posizionatolo su di un poggio, il Caromonaco l'ha dotato di area fine e di acque salubri: la fontana del "Pisciarello", "Fontegrande" e le  sulfuree. Impreziosito dal Morrone, dalla Majella e dal pianeta Venere è nato bello come un fiore; ingranditosi, la cordialità e gentilezza dei suoi abitanti lo hanno fatto diventare splendito. Per i forestieri, Caramanico è un tesoro, un possidente di salute, un medico guaritore.  

FOTO 1.

CARAMANICO - VIA VICO I° - IN FONDO SULLA DESTRA DOVE SI VEDONO GLI SCALINI , CASA DOVE NACQUE IL POETA.

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