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Cantanti e complessi musicali “beat” in Abruzzo (1960-1970) un libro di Fulvio D’Amore

REMO DI LEONARDO.

È uscito, nel maggio 2021, il libro “Cantanti e complessi musicali beat in Abruzzo” (1960-1970), scritto ed auto pubblicato da Amazon dallo scrittore storico e saggista Fulvio D’Amore, una ricerca attenta e analitica dei cantanti e gruppi abruzzesi in voga negli anni ‘60 ‘70.

Ben 353 complessi e 115 cantanti abruzzesi che salirono alla ribalta delle cronache di quegli anni.  Il sottotitolo “I sogni, le speranze, le illusioni di una generazione” apre ad una dedica molto significativa che troviamo nel libro di Fulvio D’Amore: «Ai ragazzi di allora che vissero gli anni felici della musica beat con attiva partecipazione» che precede i quindici capitoli di una lunga e faticosa ricerca durata tre anni.

Il libro, ricco di foto in bianco e nero dell’epoca, è un omaggio, un ricordo che lo scrittore, protagonista anche lui di quei momenti, ha voluto realizzare per tutti quei musicisti abruzzesi che condivisero con lui le stesse emozioni in diversi luoghi della regione, giovani con la speranza di giungere magari al successo.

Fulvio D’Amore ha citato complessi saliti in qualche modo alla ribalta delle cronache giornalistiche ma chiaramente vi sono stati molti altri cantanti e complessi che, pur partecipando alla corsa per diventare band musicali di rilievo, riuscirono solo a suonare in club privati, feste di paese o a provare per alcuni mesi negli spazi angusti di scantinati di famiglia.

Un libro che merita un posto importante nella nostra libreria di casa e di essere letto. Un invito a ritrovarsi, nelle fotografie e negli articoli di giornale del tempo per ricordare quei momenti magici passati nell’impegno e nella spensieratezza di quella che fu non solo una rivoluzione stilistica musicale ma anche di costume della “beat generation” abruzzese.

La grande diffusione di complessi amatoriali o semi-professionisti negli anni ‘60 ‘70 fu anche l'origine della proliferazione di concorsi e gare tra complessi organizzate in teatri da sponsor di vario tipo.

Tra questi vi era il torneo Italiabeat Davoli, ditta di Parma, che a Pescara in Via De Amicis, vicino la sede RAI, aveva la sua sede regionale e vendeva strumenti musicale (ditta con la quale nel 1969 ho lavorato come giovane commesso alle dipendenze del compianto Vincenzo Passeri di Pianella).

Antonio Cipriani - Aldo Tascione - Nino Cocchini

Anche Pianella ebbe i suoi “The Beatles”.

Tra i primi complessi beat degli anni ‘60 che troviamo a Pianella è da ricordare sicuramente I LEONI, un gruppo composto da Romolo Pozzi alla chitarra e voce, Gianni Di Girolamo all’organo, figlio del noto Maestro Andrea Di Girolamo (1914-1980), direttore e compositore di Pianella e da un batterista di Pescara un certo Gabriele di cui purtroppo non ricordo il cognome.  Il complesso era solito esibirsi nelle serate estive, davanti al Bar Enal, poi Charlie Bar, gestito dall’indimenticabile Tommaso Pozzi, in Piazza Garibaldi, altri musicisti professionisti come Antonio Viola (chitarra), Corindo dell’Osa (sax tenore), Romeo Del Biondo (Trombone) suonavano con le più rinomate orchestre di musica leggera abruzzesi.

Nel 1966, Aldo Tascione è il primo ad acquistare una batteria (Hollywood Meazzi), insieme ad Antonio Cipriani, cantante e chitarrista, Nino Cocchini di Pescara allachitarra solista e cantante, formano ALCUNE GOCCE D’ACIDO.

Il gruppo successivamente si sciolse e assunse diversi nomi: NUNC ET SEMPER, I BRASIL etc.

Erano i tempi in cui noi adolescenti non potendo avere la possibilità di acquistare uno strumento, imitavamo i più grandi complessi beat, facendo finta di suonare con le copie di chitarre elettriche costruite in legno e le corde di spago da Dino Provinciali (detto la Cichette), mentre la batteria era composta da alcuni fusti di detersivo che fungevano da timpano e tom, il piatto era un cerchio di latta, ad accompagnare il cantante di turno era l’imitazione degli strumenti musicali attraverso il suono onomatopeico delle voci. Ricordo ancora quando io stesso insieme ai miei cugini Omero di Leonardo, Antonio di Leonardo (detto ‘Nduniucce), Dario di Leonardo (detto Ciuciù) e Valerio Ferri, imitavamo le canzoni dei Camaleonti, I Giganti, I Bisonti I Corvi, Equipe 84 etc.

Guido D'Intino - Berto Mariotti - Tonino Provinciali -
Dino Provinciali - Remo di Leonardo - Gianfranco Luciani

Correva il 1967-68 quando con Dino Provinciali alla batteria, Gianfranco Luciani alla chitarra ritmica, Guido D’Intino cantante e tastierista, Berto Mariotti al basso,formammo un gruppo “BEAT” con veri strumenti musicali, chitarre elettriche e acustiche Eko con Pikup per amplificarne il suono, una vera batteria, una pianola elettrica e microfoni tutti collegati a due piccoli amplificatori di 50 Watt Eko. Pezzo forte la canzone di Michel PolnareffUna bambolina che fa no, no, no...” con i suoi accordi Mi, La, Re.Si suonava nelle serate estive in Via S. Lucia davanti alla falegnameria di Antonio Provinciali (Tonino la Cichette padre di Dino), allietando le passeggiate dei pianellesi che godevano della frescura della vicina Villa De Felici, in attesa e speranzosi di trovare a fine serata, dentro una scatola di scarpe, qualche lira lasciate dai passanti, con cui comperare un bel gelato.

Nascono così anche diversi piccoli complessi con il solo scopo di divertirsi come “Un gruppo per il Paradiso” con Daniele Mantellini Faieta al basso, Mimì Cipriani, alla fisarmonica, Antonio Cipriani alla chitarra e cantante, Franco Cerritelli alla batteria.

A Pescara negli anni ’60 ‘70 spopolavano i complessi beat professionisti o semi professionisti come Gli Angeli, I Big, The Bilorws, Jaguar Brothers, The Jolly, I Poker, I Nassa, I Sigma, I Bolidi gruppodi cui faceva parte Fausto Agresta di Moscufo,cantante e chitarrista che nel 1966 si esibì a Pianella nella Prima Sagra degli Arrosticini insieme al cantante Adamo.

Insomma, era il tempo dei Club privati a Pianella come: Tramps Club, la Vedova Nera, luoghi di ritrovo dove ascoltare musica e di incontri “amorosi” con il rischio di essere messi alla berlina da qualche prete troppo conservatore, ma anche della creazione di grandi spazi di divertimento come la discoteca Max Dancing, gestita da Tommaso Pozzi, che vide nel 1971, in occasione del Festival Euro Davoli, la presenza del cantante Guido Renzi e del gruppo ALCUNE GOCCE D’ACIDO.

In occasione del Capodanno del 1971 il gruppo ALCUNE GOCCE D’ACIDO, con la partecipazione di Corinto dell’Osa al sax tenore, Mimì Cipriani alla fisarmonica e Piero di Pescara all’organo, suonò al Casinò de la Vallée di Saint Vincent. In merito a questa avventura musicale Aldo Tascione, batterista del gruppo, racconta: “Partimmo alcuni elementi da Pianella con un furgoncino carico di strumenti e amplificatori ed altri da Pescara compreso me con il treno. Dopo l’esibizione al momento di riscuotere la cifra pattuita con l’organizzazione, ci mancò poco che non fummo noi a rimetterci i soldi, in quanto il buon Corinto, durante l’esibizione si era bevuto una bottiglia intera di due litri di ottimo e costoso Sambuca, ovviamente fuori contratto, così come fece anche qualche altro componente, insomma i soldi del pagamento della serata ci bastò appena per tornare a casa.” Come dire “Soddisfatti sì, ma poco rimborsati”.

Intanto Aldo continua la sua esperienza musicale con diverse e note orchestre abruzzesi (Capocabana, Posteri, etc.) dirette da valenti maestri come Nino Ranalli, il maestro Di Giovanni e tanti altri. Durante questa esperienza conosce la bravissima cantante Tecla sua futura moglie, mentre Antonio Cipriani tenta la via del successo artistico recandosi a Roma per un provino presso la casa editrice musicale RCA.

Siamo alla fine degli anni ’70 a continuare la tradizione musicale Beat pianellese sarà il complesso LA VEDOVA NERA nato da un gruppo musicale del noto personaggio e fisarmonicista pianellese Mimì Cipriani che allietava feste ed eventi; subendo poi una evoluzione musicale Rock.

Paolo Stoppa - Dario Di Leonardo - Dino Provinciali - Antonio Martella - Carlo Di Filippo

Hanno fatto parte di questa band nel corso degli anni: Carlo Di Filippo (Giamande) cantante, Antonio Martella (Giappone) chitarra basso, Dario Di Leonardo (Bummare) chitarra ritmica e basso, Dino Provinciali (la Cichette) batteria, Paolo Stoppa, chitarra solista e cantante, ed infine l’indimenticabile amico Tiziano Provinciali (Zollette) batteria.

Passò poco tempo e anche nelle chiese qualcosa incominciò a cambiare, nacque così "La messa beat o dei giovani” con tutte le varie correnti di musica religiosa "leggera" (con sonorità pop, rock, jazz, spirituals, etno etc.), caratterizzata dall'associare a testi con tematiche cristiane o, più in generale, religiose, questo stile musicale, allora molto diffuso ed amato, soprattutto nel mondo giovanile.

A Pianella “La Messa dei Giovani” fu eseguita per la prima volta nella Chiesa di S. Angelo, tra i promotori ricordiamo Antonio Cipriani e successivamente Luigi Ferretti, Tiziano Provinciali.  

Questi brevi flash sui complessi, cantanti e sulla beat generation pianellese meriterebbero un più ampio spazio. Per ora accontentiamoci di queste poche pagine e ringraziamo il nostro autore Franco d’Amore per averci fatto risvegliare la memoria storico musicale e sociale del nostro Abruzzo con questo meraviglioso libro.

Remo DI LEONARDO, LACERBA, settembre 2021

BIBLIOGRAFIA:

Fulvio D’AMORE “Cantanti e complessi musicali beat in Abruzzo” (1960-1970), Amazon.

SITOGRAFIA:

https://www.musicaememoria.com/complessi_beat_concorsi

Foto 1. copertina del Libro

Foto 2. “The Beat” da sx : Guido D’Intino, cantante alla tastierista- Berto Mariotti alla chitarra- Antonio Provinciali, padre di Dino Provinciali che suona la batteria - Remo di Leonardo alla chitarra - Gianfranco Luciani alla chitarra.

Foto 3. “Alcune gocce d’acido” da sx : Antonio Cipriani, alla chitarra - Aldo Tascione alla batteria - Nino Cocchini alla chitarra.

Foto 4. “La vedova nera” da sx: Paolo Stoppa alla chitarra – Dario Di Leonardo (Bums) alla chitarra - Dino Provinciali alla batteria – Antonio Martella alla chitarra basso – Carlo Di Filippo cantante.  

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