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Fiume, addio... Comandante “lusitano”

di Mario Nardicchia *

Fiume, addio... arrivavano in visita al “Comandante” colleghi scrittori, artisti, musicisti, uomini politici, curiosi... da varie parti d'Europa e del mondo. Tra questi, un giornalista-scrittore portoghese: António Ferro (1895-1956); soggiornò a Fiume dal 22 novembre al 10 dicembre 1920 e il 'vate' fu lieto di accoglierlo, nelle vesti di poeta, perchè così ebbe modo di chiedere all'intervistatore notizie sui propri amici scrittori lusitani: Freire de Andrade, Afonso de Bragança, Leal da Câmara, João Amaral...António Ferro aveva anche un mandato politico: studiare l'organizzazione della Reggenza del Carnaro per adattarla, ove possibile, al Portogallo, dopo che il 'Portus Galliae' passò nel 1910 da Monarchia a Repubblica.

L'editorialista del “Diário de Notícias” e di “O Século” di Lisbona pubblicò nel 1922 per Portugália Editora: “Gabriele d'Annunzio e eu”, 109 pagine che raccontano il suo soggiorno a Fiume. Si guadagnò una foto del 'vate' con dedica personale("Al poeta António Ferro -Gabriele d'Annunzio") e un'altra diretta al Portogallo, entrambe autografate dal “Comandante”. Quella diretta al Portogallo è interessante, in francese: “Au Portugal «del Rey Dom Diniz» et du Roi Demain” -Fiume, nov. 1920” Gabriele d'Annunzio.

L'erudizione lusitana del 'vate' porta alla luce il sesto re del Portogallo, Dom Diniz (1261-1325) che fu sul trono dal 1279 alla scomparsa. Il suo appellativo era “Lavrador”, il primo dei monarchi alfabetizzati, grande riformatore in vari campi, cultore delle arti e delle lettere. Fu poeta 'trovatore' distintosi nella lirica d'amore con le sue “Cantigas de amigo” che costituiscono l'ossatura della poesia medievale gallego-portoghese, con accompagnamento musicale. Coltivò anche la 'satira'. Il Comandante conclude la sua breve dedica con un auspicio per il Portogallo, quasi un augurio per il ritorno alla forma monarchica, però acculturata:”... et du roi Demain”.

António Ferro, dopo il soggiorno a Fiume, non torna subito in patria: si ferma in Italia e va a visitare le città d'arte della Toscana. A Firenze apprende del “Natale di sangue” a Fiume, del bombardamento da parte del “fuoco fratello” della residenza di D'Annunzio, scampato miracolosamente, e chiude il suo libro con l'ultimo capitolo dal titolo “Adagio”, dedicato a Luisa Baccara -raffigurata da Adolfo Carolis- vera first lady nella città 'olocausta' e, successivamente, anche al Vittoriale.

Ecco alcuni passi: «Per la Piazza Michelangelo, abitualmente quieta, sonnolenta, c'è nn clamore, un brusio di voci, una marea piena di emozioni. Sono le sette, giorno di natale fallito, natale senza perdono, un natale senza Gesù, un natale con D'Annunzio...Si lotta a Fiume. Il Poeta in testa all'Italia e sui titoli di tutti i giornali... D'Annunzio è ferito al capo, ferito nella sua Idea...Non lo hanno capito... Non lo hanno lasciato pervenire sino agli ideali di Belleza che il Rinascimento gli aveva lasciato in eredità. Notte di Natale... Notte in cui Gesù nacque, notte in cui Firenze è il Sarcofago del Sogno del Maggior Poeta...».

António Ferro ebbe una carriera politica quale sostenitore di regimi dittatoriali, si invaghì delle imprese di Benito Mussolini e fu tra i maggiori protagonisti dell'Estado Novo in Portogallo che portò al potere autoritario il professore di Economia di Santa Comba: António de Oliveira Salazar, dittatura iniziata nel 1932 sino al 1968, continuata poi fino alla incruenta 'Rivoluzione dei garofani' (Revolução dos cravos) del 25 aprile 1974.

Mario Nardicchia / 30 dicembre 2020 *

FONTE : facebook.com/mario.nardicchia.7

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