Appunti per un tracciato storico sulla tradizione ceramica a Pianella

REMO DI LEONARDO

Pianella può essere inserita tra i paesi abruzzesi ed in particolare dell’area vestina produttori di figulina (oggetti di terracotta), diversi frammenti, vasi, anforette della ceramica rozza del mesolitico, del periodo italico e romano, di quella medievale e rinascimentale, pezzi graffiti, smaltati, ingubbiati e maiolicati sono stati trovati ad Astignano, Collecincero, S. Caterina, Colle Uomini Morti ed in altre contrade.

Lo Statuto di Pianella del 1549 fissa le caratteristiche nel fabbricare mattoni. L’attività locale si basava sui matunari che fabbricavano nelle fornaci recipienti cilindrici, o a cilindro svasato, per confetture, cacio, olive in salamoia, olive al mostocotto o al miele, sottaceti, strutto, olle, ciotole, pitali, boccali, mattoni incisi, maschere per fontane “matuni e penci” fregi.

In una relazione dell’agende del duca di Parma risalente al 1630- 1640, periodo post-margheritiano, ci riferisce dell’introduzione dell’arte della maiolica.

Verso la metà del’600 la famiglia Miozzi, (Francesco, Giacinto, Giacomo) di Pianella con dimora presso Rione S. Antonio possedeva numeroso vasi di ceramica fine e di farmacia. (M. Alessandro).

Nel Catasto del 1685 risulta nel Rione di S. Salvatore una bottega di vasari sotto il palazzo con fornace. Tale attività era fiorente a Pianella ancora nel XVIII secolo.

In contrada San Rocco della Serenissima reale Casa di Parma troviamo due fornaci, la prima che l’assegnava in affitto al miglior offerente, e la seconda nella contrada di Santa Lucia, di proprietà del Magnifico Felice Pardi. Diverse fornaci erano inoltre in c/da Fornace, Fonte Prigliano, Callariello.

Un certo Serafino Stornavento, vasaio di anni 25, figura nello stato nominativo dei briganti del comune di Pianella (1806-1810).

Fino al 1934 nel Rione di Colle da Piedi, Clementino Spacca esercitava l’arte del vasaio in c.da Casette; Vincenzo Spacca ricomprò la fornace del Ponte dello Stocco da Antonio Cerasa.

La famiglia Ciampoli, come riporta lo studioso Alessando Morelli, era attiva già a metà Ottocento per la fabbricazione di laterizi.

Ciampoli Giuseppe, detto Garibaldi, esercitava in c.da Fornace e pure a Conoscopane, mentre Ciampoli Giovanni a Callariello.

Antonio Mariotti esercitava nei pressi di Fosso Cupello, un’altra fornace a cielo con pietre e terra funzionava nei pressi di Borgo Carmine.

Umberto Orsini, (Zè Mastre) proveniente da Moscufo esercitava in c/da S. Lucia con la sorella Bambina e la moglie Morelli Adelina prima di trasferirsi a Cepagatti dove esercitò l’attività di vasaio e “matunare” cuocendo i pezzi in c.da Fontana Vecchia della famiglia Della Valle.

Nel maggio 2017, durante i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’area scolastica di Pianella, sono stati rinvenuti: parte delle antiche mura, resti di laterizi, frammenti di ceramica da fuoco, da dispensa, ceramica invetriata, vasi, brocche, tazze, piatti e piccole lampade ad olio appartenenti alla rinascimentale Villa de Felici.

P.S.

E' di questi giorni la notizia che durante i lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle mura esterne del centro storico sulle quali poggia Piazza Diaz, luogo detto dai pianellesi (Orto del Marchese), sono stati ritrovati diversi frammenti di ceramica, vasi, brocche, tazze, piatti. Secondo alcuni esperti che risalgono dal 1500 all'800.

Bibliografia

MARRONE E. Il Granaio d'Abruzzo da Comune all'Età Farnesiana. Lo Statuto di Pianella 1549, Edizione Tracce, Pescara, 2012.

MORELLI V. Pianella tra storia e Iconografia, Azzate (Va) 1994.

MORELLI V. Historiae de Planella, Tip. Cantagallo, Penne (Pe) 1979

Articolo già pubblicato su LACERBA il 19 aprile 2019 .

Foto . Reperti in esposizione al Comune di Pianella.

ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Copyright © 2022 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu