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Appunti per un tracciato storico dell'economia agricola di Pianella prima e dopo l'unità d'Italia.2

REMO DI LEONARDO.

L'istituzione dei Monti Frumentari fu adottato da molti Comuni del Regno i quali li ritennero molto utili per l'agricoltura anche se le opinioni al riguardo furono differenti. nel comune di Loreto aprutino nel 1861, in un articolo apparso nel settimanale “l'Olivo”,  veniva proposto agli amministratori locali di destinare parte del ricavato della vendita del grano del Monte alla Fondazione di una Cassa di Risparmio per realizzare un capitale in denaro che potesse essere in altri usi meglio utilizzato. Resta comunque preminente che lo scopo per cui fu istituito il Monte fu quello di aiutare l'agricoltura e di suoi miseri agricoltori.

FIG.1

Al comune di Pianella i coloni che fecero domanda al Monte Frumentario ad uso di semenza per il raccolto del 1868-69 furono 136 di cui 94 essi stessi proprietari dei terreni preparati e 46 le contrade dove erano site. Il totale della quantità di grano richiesta fu di circa 287,50 Ett.lit e furono assegnati 165,80 Ett.lit per una estensione di circa 300-320 ettari di terreno. Sempre nel 1868 a Pianella le famiglie censite furono in paese 136 con 603 anime extramoenia, 15 con 45 anime e in villis 336 con il 1820 anime. Nel 1874 in conformità dell'articolo 185, della legge 20 marzo 1865, la deputazione provinciale nel Palazzo della Prefettura di Teramo, presieduto dal Prefetto Presidente approvava il conto consuntivo del Monte Frumentario di Pianella per l’esercizio esercizio 1872-73: introito  Ett. 236: 22; ed un esito di Ett. 236:22, per cui risulta una eguaglianza.

Altro problema fu la mancanza di uniformità nei pesi e misure; quasi ogni paese aveva il suo sistema ed anche dopo la legge del 1840, che regolava la materia, si continuò nell'uso antico. A Pianella ad esempio era ancora in uso come misura il cosiddetto “Brazzo di San Nicola.

Intorno al 1861 la maggior parte della popolazione attiva era occupata nell'agricoltura. Il lavoro dei campi era duro, specialmente se eseguito con attrezzi antiquati, molti erano avvezzi ai lavori pesanti. Erano abituati anche a lunghe ore di lavoro, perhè in campagna la giornata andava dall'alba al tramonto spesso con bassi salari e bassi redditi. Queste condizioni di depressione dell'Agricoltura furono tra le cause del fenomeno del brigantaggio; una inchiesta su questo fenomeno fu svolta da una commissione parlamentare nominata nel 1863. La presenza di briganti a Pianella si registra sin dal 1806 quando circa 300 briganti cercarono di saccheggiare Pianella che venne salvata da soldati francesi venuti da Chieti; famosi restarono Nella fantasia popolare i nomi dei briganti Vascianello, Soriacono, Donato Tosto, Angelo Berardinelli di Cepagatti. Il Tosto fu arrestato in provincia di Chieti dal capitano della guardia Marchese De Felici.

Nel primo periodo infine l'ultimo ostacolo ad uno sviluppo agricolo fu la mancanza di ponti e strade annoso problema che in parte il Murat aveva iniziato a risolvere, ma con la sua caduta tutto venne interrotto. Da Pescara in poi si guadavano i fiumi, le strade provinciali erano piuttosto tracciate che compiute. Il lungo spazio che divideva gli Abruzzi dalla capitanata era sprovvisto interamente di strade. Non pochi proprietari abruzzesi avevano interesse di non lieve importanza nella provincia di Foggia; e quando per curarli, erano costretti direttamente a recarsi in luogo, ed erano obbligati a fare un lunghissimo giro, ad andare prima a Napoli, e di lì a Foggia.

A Pianella in questo periodo la situazione delle strade era ancora disastrosa tanto che ancora nel 1882 ecco cosa diceva a tal proposito l'illustre concittadino Gesualdo De Felici in un suo messaggio invito sia ai pianellesi che alle autorità cittadine: le strade interne che esterne non meritano dal nome; per poterci passare si corrono diversi pericoli. 

Tutti gli sforzi furono diretti alla creazione di strade, tanto che nel 1860 la provincia ne ebbe oltre 249 km.

Tuttavia in questa prima fase si gettano le basi della proprietà della prosperità successiva, in quanto sin dall'inizio agirono due importanti fattori per il miglioramento della provincia: 1) La Società Economica; 2) Il Consiglio Provinciale.  La Società Economica importantissima istituzione, venne fondata il 12 ottobre 1788 come Accademia Agronomica da Nicola Codronchi ed ebbe come primo presidente G.F. Delfico. L'anno successivo essa fu mutata in Società Patriottica e diffusa nelle altre province del regno. Tra il 1798 e il 1799 la Società si sciolse perché tutti i suoi membri con la caduta della Repubblica partenopea furono costretti ad andare in esilio o a fuggire sulle montagne. Ricostituita da Gioacchino Murat come Società di Agricoltura, con Decreto del 16 febbraio 1910, venne successivamente trasformata in Società economica con decreto firmato dalla reggente Carolina Bonaparte il 30 luglio 1812, è confermata da Ferdinando II con decreto del 26 marzo 1817. Nel 1860 dopo l'unificazione su proposta di F. De Sanctis, venne posta alle dipendenze del ministero dell'educazione. Dopo l'unificazione, con un decreto regio si istituì per ogni capoluogo di circondario un Comizio agrario, decreto che non portò alla soppressione delle società economiche, ma lasciò piena facoltà a queste di modificarsi o meno.

Remo DI LEONARDO, articolo tratto dal Catalogo 4 Festa della Campagna, Rassegna di Arte e Cultura popolare abruzzese, luglio 1999.

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