Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

APPUNTI DI VIAGGIO: LA QUERCIA DI LOZZI A SAN GIOVANNI LIPIONI

di ANTONIO MEZZANOTTE.

Da Torrebruna decido di scendere a San Giovanni Lipioni (CH), media valle del Trigno ai confini meridionali dell'Abruzzo. Il luogo è molto bello, boschi ovunque, sulla sinistra il paese di Celenza e, sullo sfondo, Roccavivara, avamposto molisano. Numerose e gigantesche torri eoliche segnano il paesaggio e i crinali.

Il mio intento è quello di trovare la quercia del Lozzi, segnata sulle carte come albero monumentale.

La trovo con facilità, giacché posta all'ingresso del paese, al bivio della strada provinciale con la via che conduce alla chiesetta di Santa Liberata e al camposanto.

L'albero è notevole: 23 metri di altezza, oltre 5 metri di circonferenza, chioma di ampio riguardo, una quercia in salute.

Voglio saperne di più e arrivo nella piazza del paese. Tre anziani sono seduti all'ombra dinnazi al bar. Dopo aver preso informazioni sulla mia provenienza, sull'attività lavorativa e sul motivo delle mie domande, assicuratisi di avere a che fare con un tizio tutto sommato innocuo, mi rappresentano quanto segue.

Quella è la quercia della famiglia Lozzi, che qui a San Giovanni Lipioni gode di grande prestigio, a partire da quel Filoteo, prefetto in varie città nel primo ventennio del 1900 e decorato con il Gran Cordone della Corona d'Italia e con l'Ordine Mauriziano.

Vincenzo Lozzi ne era proprietario quando l'Ufficio tecnico della Provincia decise che la strada per San Giovanni Lipioni doveva essere rettificata e, per farlo, era necessario tagliare la quercia. Vincenzo si oppose strenuamente: "se tagliate la quercia io vi taglio la testa". Così si racconta che sbraitò verso i dirigenti provinciali.

L'ebbe vinta, la curva rimase e pure la quercia.

Il tempo si vendicò. Mi racconta il terzo uomo, fino ad allora taciturno, che qualche anno fa doveva transitare per la strada un trasporto con le pale delle erigende torri eoliche. Non ci passava e così dovettero tagliare alcuni grossi rami della quercia.

"Mi è dispiaciuto!" è stato il laconico commento dell'anziano.

Poi si passa a trattare della funzione sociale e comunitaria della quercia. Pare che il fogliame sia così fitto che quando piove lì sotto non ci si bagna. D'estate, inoltre, oggi non tanto ma un tempo era diverso, l'ombra della quercia dava sollievo ai contadini e ai viandanti, che lì si riposavano. La roverella che è cresciuta affianco è la figlia, tra tutte e due la chioma è di notevole ampiezza.

Per finire, sotto la quercia si allestivano i preparativi e quant'altro necessario per la festa del Majo, che poi avrebbe avuto inizio presso la vicina chiesa di Santa Liberata.

Ringrazio per le notizie e per il bicchiere di birra fredda che i tre hanno voluto offrirmi con insistenza (e che io ho accettato volentieri, tenuto conto del gran caldo).

Dopodiché me ne sono andato in giro per il paesello, arrampicandomi per la grandiosa scalinata che dalla piazza conduce alla chiesa della Madonna delle Grazie, sulla sommità del colle, scoprendo, soltanto una volta arrivato su col fiatone, che una stretta stradina (per altro riasfaltata di recente) mi avrebbe consentito di salire fin lassù con l'automobile.

Dal sagrato della chiesa si gode un ottimo panorama verso la vallata e la montagna che da Guardiabruna arriva a Castelguidone, immaginando già Schiavi d'Abruzzo, oltre la cima di Colle Pizzuto. Ma quella è un'altra storia.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu