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Antonio Brunetti “La giustizia placata” opera cantata e recitata a Pianella nel 1799.

REMO DI LEONARDO

Questa ricerca su Antonio Brunetti (II) nasce grazie ad una segnalazione del Prof. Giorgio Pagannone, Professore Associato nell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove tiene i corsi di Storia della Musica Moderna e Contemporanea. Si tratta di un’opera di Antonio Brunetti “La giustizia placata” cantata e recitata il 28 luglio del 1799 a Pianella in occasione della festività del glorioso S. Antonio di Padova, in rimembranza del trionfo riportato dalle vittoriose Armi del re Ferdinando IV, Re di Napoli e Sicilia, a tredici di giugno, giorno dedicato al detto Santo. Ferdinando I, Re delle Due Sicilie, soprannominato il “Re Lazzarone”: col termine “Lazzari” o “Lazzaroni” erano indicati i popolani di Napoli che si batterono strenuamente ed eroicamente contro i soldati napoleonici e i giacobini repubblicani in difesa della monarchia e della Chiesa.

   Non avendo, ad oggi, certezza sulla data di composizione dell’opera, dobbiamo supporre che Antonio Brunetti (II) la compose proprio durante la sua attività di maestro di Cappella a Chieti nel 1799, anno in cui morì il maestro di Cappella di Pianella, Crescenzo Pignatari (1710-1799). (1) I due compositori, molto probabilmente, ebbero modo di conoscersi perchè lo stesso Pignatari fu maestro di Cappella a Chieti.

La cappella musicale della cattedrale di S. Giustino di Chieti primeggiava, nei microcircuiti dell’oratorio musicale abruzzese, potendo anche vantare la presenza di maestri di cappella e compositori di fama, come è il caso della permanenza di Antonio Brunetti, dal 1790 al 1810. All’interno dei microcircuiti in diversi casi si riscontra il primo allestimento di un’azione sacra in un contesto di minor rilievo e successivamente in quello di riferimento all’interno del microcircuito.

Scrive Francesca Piccone in “Quaderni dell’Istituto Nazionale Tostiano”:

[…] la Giustizia Placata, dimostra varianti del genere: collazionando il libretto in onore di S. Antonio per l’occasione di Pianella (1799), con quello dedicato alla Madonna del Sudore in Ripa Teatina (1801), che andranno a sostituire l’aria del Sacerdote «Deh, gran Santo, che in Cielo» con il coro dei fedeli «O gran Madre, o del Cielo Regina», e le invocazioni all’«inclito Santo» con «all’augusta Madre».

   Per molte altre produzioni oratoriali, all’esemplare testuale verrà aggiunta una licenza che rafforzerà il vincolo con l’ambiente devozionale. Al contrario, a non poter conoscere la circolazione oratoriale e dunque una disseminazione in molteplici centri, saranno i testi la cui narrazione in musica sarà basata su un evento storico, votivo, cultuale locale, non replicabile altrove.

   L’attività oratoriale con migrazione di testo poetico e musiche è riscontrabile nel microcircuito dell’area vestina – gravitante intorno al ducato (2) di Penne e alla allora diocesi di Penne e Atri –, nei centri devozionali di Pianella, Catignano e Ripa Teatina (nel chietino). Finora sconosciuto e qui reso noto, il primo allestimento della cantata la Giustizia Placata è avvenuto a Catignano nel 1797, commissionato al maestro della cappella musicale di Chieti, Antonio Brunetti. Dedicata (la Cantata) al figlio del duca di Alanno per omaggiarne la nomina ad arcivescovo metropolita di Chieti la cantata conoscerà diverse repliche all’interno del sopradetto microcircuito a Pianella e Ripa Teatina.

   Se le occasioni ripresi sono legate al culto miracoloso locale della Madonna del Sudore, l’occasione per Pianella è veicolata dagli eventi storici del giugno 1799, ossia il ricordo della risalita del cardinale Ruffo da Palermo a Roma, nelle operazioni della seconda coalizione anti-giacobina.

   […] Con l’apporto di recenti studi a carattere documentale e filologico, anche l’area vestina – allora dominata dal ducato (3) di Penne – è stata valorizzata relativamente alle numerose cappelle musicali di Penne e Pianella –; le produzioni oratoriali e musicali paraliturgiche processionali legate alle solennità del Venerdì Santo. Per quanto sporadica, un ulteriore affondo, a mio parere, sulla produzione a beneficio delle monache gerosolimitane di Pianella – quale ramo femminile del Sovrano Militare Ordine di Malta –, potrebbe rivelare nuove acquisizioni e circolazioni oratoriali almeno nel rapporto interno al microcircuito, come si verifica per il libretto a firma di Antonio Antinori, Il novello Elia. (4)

BIOGRAFIA

Antonio Brunetti (forse 1767 – dopo il 1845) è stato un compositore. Era figlio del compositore Giuseppe Brunetti e nipote del compositore Giovan Gualberto Brunetti (1706–1787). Una famiglia di musicisti di origine pisana. Sia luogo di nascita che di morte risultano sconosciuti. In vita era considerato come pisano, ma non v'è certezza della sua nascita a Pisa. Un suo zio, Antonio Brunetti (I) (Napoli, 1735/1745 – Salisburgo, 26 dicembre 1786), fratello di Giuseppe, è stato il primo violino dell'orchestra, col quale Mozart strinse proprio in quell'anno una buona amicizia, superati alcuni segni di gelosia diffidenza. Probabilmente si formò musicalmente al conservatorio napoletano della Pietà dei Turchini. Il 1º marzo 1776 fu nominato Hofmusikdirektor (direttore della musica di corte) e nel 1777 Hofkonzertmeister (maestro dei concerti di corte) a Salisburgo, succedendo a Wolfgang Amadeus Mozart.

Mozart scrisse per l'amico solista una seconda versione, tutta differente (K. 261, ma naturalmente in mi maggiore come la prima) dell'Adagio di questo Concerto e non sappiamo perché il famoso Brunetti abbia respinto la stupenda versione originale.

L'11 novembre 1778 si unì in matrimonio a Maria Judith Lipp, cognata di Michael Haydn, dalla quale poco dopo ebbe un figlio. Sebbene Mozart gli avesse dedicato alcuni suoi lavori (Kv261, Kv269, Kv373 e Kv379), ebbe su Brunetti una scarsa considerazione (come testimoniato dalle sue lettere datate 9 luglio 1778 e 11 aprile 1781).

Antonio Brunetti (II) iniziò la propria attività compositiva nel 1786, anno in cui scrisse un'opera e un oratorio a Bologna. Seguirono negli successivi la messa in scena di altri suoi lavori teatrali, continuando a comporre per i palcoscenici sino il 1815. Parallelamente fu attivo anche come maestro di cappella nella cattedrale di Chieti dal 1790 al 1800, di quella di Urbino dal 1810 al 1816 e infine del Duomo di Macerata dal 1816 al 1826. Il 27 dicembre di quest'ultimo anno fu rinominato nuovamente direttore della cappella della Cattedrale di Urbino, dove vi rimase però poco, fino al 22 marzo del 1827. Fu successivamente maestro a Imola e infine negli ultimi anni di vita svolse l'attività d'impresario. Oltre a comporre diverse opere, scrisse diversa musica sacra (82 lavori in tutto). Fu inoltre membro dell'Accademia Filarmonica di Bologna.

OPERE ANTONIO BRUNETTI (1767-1845)                                                     

Amore e fedeltà alla prova, Brunetti Antonio, prima assoluta, 1814, Bologna, Teatro del Corso.

Il Bertoldo, Brunetti Antonio, prima assoluta, 14/01/1788, Firenze, Teatro della Pergola.

Il Bertoldo, Brunetti Antonio, carn.,1790, Pavia, Teatro dei Quattro Signori

Associati.

Il Bertoldo, Brunetti Antonio, 1790, Torino, Teatro Carignano.

Il Bertoldo, Brunetti Antonio, aut., 1790, Varese, Ducale Teatro.

Il Bertoldo, Brunetti Antonio, carn. 1791, Novara, Teatro.

Bertoldo e Bertoldino, Brunetti Antonio, prima assoluta, estate1791, Genova, Teatro Sant'Agostino.

Bertoldo e Bertoldino, Brunetti Antonio, aut. 1791, Treviso, Teatro Onigo.

Bertoldo e Bertoldino Brunetti Antonio, carn. 1792, Mantova, regio-ducal Teatro Vecchio.

Bertoldo e Bertoldino, Brunetti Antonio, 01/1798, Cremona, Teatro della Società.

Betulia liberata, Brunetti Antonio, prima assoluta, 11/05/1791, Chieti, Chiesa dell'Insigne Metropolitana.

Betulia liberata, Brunetti Antonio, 27, 28 e 29 agosto, 1799, Collegiata di Tagliacozzo.

La colomba contrastata, Brunetti Antonio, prima assoluta, prim. 1812, Urbino, Teatro.

La colomba contrastata, ossia La bella carbonara, Brunetti Antonio, carn. 1813, Rimini Teatro.

Li contrasti per amore, Brunetti Antonio, prima assoluta, aut. 1792, Roma, Teatro delle Dame.

Fatima, Brunetti Antonio, prima assoluta, aut. 1788, Ferrara, Teatro Scroffa.

Fatima, Brunetti Antonio, fiera 1791, Brescia, Accademia degli Erranti.

La fedeltà coniugale,  Brunetti Antonio, prima assoluta, 30/01/1815, Parma, Teatro Imperiale.

La forza dell'indigenza, Brunetti Antonio, prima assoluta, 1810, Penne, Teatro.

La giustizia placata, Brunetti Antonio, 28/07/1799, Pianella.       

Il libretto alla moda,   Brunetti Antonio prima assoluta, 1808, Napoli, Teatro dei Fiorentini.

La morte di Oloferne, Brunetti Antonio, prima assoluta, 11/05/1798, Chieti.         .

Le nozze per invito, ossia Gli amanti capricciosi, Brunetti Antonio, prima assoluta, estate 1790

Roma  Teatro Valle.

Il pazzo glorioso, Brunetti Antonio, prima assoluta, carn. 1797, Roma, Teatro Nuovo vicino ponte

 S. Angelo.

Il petit-maitre, Brunetti Pasquale, prima assoluta, (1790), carn. 1790, Piacenza, Teatro delle Saline.

La prodigiosa manna ottenuta nel deserto dal popolo ebreo, Brunetti Antonio, prima assoluta,

20/04/1800, Atri.       

Il ratto sorpreso, Brunetti Pasquale, prima assoluta, carn. 1790, Piacenza, Teatro delle Saline.

La serva alla moda, Brunetti Antonio, prima assoluta, 1789, Zara  Teatro

Lo sposo di tre e marito di nessuna, Brunetti Antonio, prima assoluta, aut. 1786,  Bologna, Teatro

Zagnoni

Lo sposo di tre e marito di nessuna, Brunetti Antonio, carn. 1787, Gorizia, Teatro de

Bandeu.

Lo sposo di tre e marito di nessuna,  Brunetti Antonio, carn. 1790, Piacenza, Teatro

 delle Saline.

Lo sposo di tre e marito di nessuna,  Brunetti Antonio, carn. 1796, Ascoli Piceno

Teatro di Ventidio Basso.

Le stravaganze in campagna, Brunetti Antonio, prima assoluta, aut. 1787 Venezia, Teatro San

Cassiano.

Vologeso re de' Parti  Brunetti Antonio, prima assoluta, 27/05/1789, Firenze Teatro degli

Intrepidi.

Note

  1. Remo DI LEONARDO, Crescenzo Pignatari - Musicista Maestro di Cappella (1710-1799), Selezione di Poesia "G. Porto", XVII Edizione, Premio Nazionale Lettere, Arte, Scienze, 20 dicembre 2014, Pro Loco Pianella Tipografia Cepagatti dicembre 2014.
  2. Nel 1522, Carlo V assegnò la città in dote a Margherita d’Austria che la elesse capitale dei cosiddetti feudi farnesiani in Abruzzo; passò, quindi, nelle mani della famiglia Farnese e poi dei Borbone. Con l'estinzione dei Farnese del ducato di Parma nel 1731, che aveva in dominio anche i feudi degli Abruzzi, il territorio pennese passò in mano a Carlo III di Borbone di Napoli. In quest'epoca a Penne giocò ruolo importante il casato dei De Sterlich di Cermignano, piccolo borgo teramano nei pressi della città, dove avevano la residenza gentilizia.
  3. Ibidem
  4. Francesca PICCONE “Quaderni dell’Istituto Nazionale Tostiano” N.1, Giugno 2021 “Pratiche storiografiche per ripensare l’identità musicale abruzzese. I microcircuiti dell’oratorio musicale Abruzzese” -  pp.61-62.

BIBLIOGRAFIA

Sartori, Claudio, I libretti italiani a stampa dalle origini al 1800, Cuneo Bertola&Locatelli 1990-1993.

L’oratorio musicale nel Regno di Napoli al tempo di Gaetano Veneziano

(1656ca.-1716)

a cura di Antonio Dell’Olio

SITOGRAFIA

https://www.classicistranieri.com/it/articles/a/n/t/Antonio_Brunetti_%28compositore%29_0e13.html

http://corago.unibo.it/risultatoeventiautore/Brunetti%20Antonio

Foto Internet.

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