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Antiche feste pianellesi. Il giorno di San Martino

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REMO DI LEONARDO. Il giorno di San Martino, l'11 di novembre, a Pianella si usava assaggiare tutti i vini delle botti “ lu scotte de S. Martene”. In questo giorno rinomato come festa dei cornuti, nella contrada omonima del nostro paese, si usava fare la processione dei cornuti. Il capo cornuto, vestito con un mantello e con delle corna fatte di peperoncino, si metteva davanti alla processione e passando per le case chiamava direttamente la persona presa di mira il quale doveva successivamente uscire di casa e mettersi in coda alla processione.

Qualche furbo come un certo “Capriele de Zanzele”, persona degnissima, un giorno tanto fu la vergogna che per evitare di essere chiamato e quindi riconosciuto si fece trovare già in strada. Ma il capo cornuto volendo maggiormente sbeffeggiare gridando ad alta voce a lui cosi esclamò: brave, brave cumbà Zanzele, hue! già te fatte truhà pronde pe’ strade!

Se la persona chiamata non usciva e partecipava alla processione veniva minacciato con lo scoperchiamento del tetto e la rottura dei vetri delle finestre.

CANTO DI SAN MARTINO

 Quann’ è  brutte l´ommene quand’ è  curnote

allu monne ve’ sembre ‘nummenate,

o care S. Martene a sta serate

te vienghe a ddà’ tutte le salote.

E nghe stendarde e nghe la fiacculate

strellenne tutte: viva le curnote!

cheste è  cose che nen z’áttacche

de purtarle n’ zi stracche,

che cos’è quoste

da purtà le corne sopre la cocce.

PROVERBI IN DIALETTO PIANELLESE DEDICATI AL GIIORNO DI SAN MARTINO

A San Martene se spose la feje de lu cuntadene.

A Sande Martene lu rane va a llu mulene.

Da Sande Martene  lu huene s’avvecene.

Che vo’ fa lu huene bone zappe e pote a Sande Martene.

A Sande Martene sa lande l'acque e se bove lu huene.

Pe’ Sande Martene se sbusce la votte de lu huene.

A Sande Martene ugne moste duhuende vene.

Pe’ Sande Martene casche le foje e se spelle lu huene.

Pe Sande Martene se magne la castagne e se bove lu huene.

Per Sande Martene nespule e vene.

A Sande Martene, tappe lu vascelle e assagge lu huene.

A Sande Martene, beve lu huene e alande  l'acque pe’ lu mulene.

BIBLIOGRAFIA:

R. DI LEONARDO, Catalogo Festa della campagna " 1998.

SAN MARTINO IL BACCO D'ABRUZZO

San Martino, in tutto l’Abruzzo viene considerato protettore del vino, l’origine di questo appellativo è da ricercarsi in una leggenda.

San Martino era un grande bevitore, ogni sera tornava a casa ubriaco dando un grande dispiacere alla sua dolce metà, una sera per negare l’ennesimo tafferuglio con la moglie prossima al parto, decise di accoccolarsi in una nicchia in cantina dietro una botte di vino e passare la notte lì, per poi tornare a casa l’indomani sano e vegeto. La notte era fredda, fuori nevicava e Martino morì congelato e salito al cielo raccontò a Dio la sua storia, Questo, per premiarlo della buona azione lo fece Santo. La moglie disperata, non aveva più notizie del marito, non era mai rientrato a casa. Il tempo passava e di Martino nessuno seppe più nulla, un giorno la moglie, travasando il vino si accorse che la grande botte in cantina produceva vino in quantità, o meglio il vino si autorigenerava e la botte era sempre stracolma. La notizia fece il giro del paese e si cominciò a parlare di miracolo! Fu il parroco a scoprire che dietro la botte, dal corpo esanime di Martino era nata una vite, che andava a finire proprio all’interno della botte, producendo vino!  

Sitografia:

www.viverelabruzzo.it/storie-e-leggende-in-abruzzo/la-leggenda-di-san-martino-il-bacco-dabruzzo/

Foto : Internet.

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