Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

SAN MICHELE ARCANGELO A VITTORITO (AQ)

26 Ottobre 2025

di Antonio MEZZANOTTE

SI DICE E SI RACCONTA che a Vittorito, nel cuore della Valle Peligna, ci sia una chiesa che non si limita a raccontare la fede, ma sussurra storie di pietra, di terremoti, di devozione e di affreschi che hanno resistito al tempo. È la chiesa di San Michele Arcangelo, la più antica del paese, "Sant'Angelo" come me l'ha indicata un uomo ai piedi della scalinata che dalla piazza sale verso il sacro edificio, fondata intorno all’VIII secolo, quando i Longobardi costruirono la torre che ancora oggi domina la montagna sopra il paese.

Passeggiando verso la facciata, ci si accorge subito che qualcosa non torna: il portale è settecentesco, ma sopra l’architrave spunta un’incisione che richiama il gotico. Segno che il tempo ha stratificato, manomesso, ricostruito. E proprio lì, alla base della chiesa, si trovavano i resti di un tempio romano del II secolo, con la sua “cella” rettangolare in opus reticulatum. Alcuni blocchi del podio romano sono stati riutilizzati come davanzali delle finestrelle in pietra. Un mosaico e diverse mensole lavorate riaffiorarono nel 1854, a conferma che qui, prima della croce, c’era il culto degli dei.

La chiesa attuale è frutto di una ricostruzione settecentesca, dopo il terremoto del 1706. Ma non lasciatevi ingannare dalla facciata tardo-barocca: all’interno, il tempo si biforca. Tre navate, senza abside sporgente, sorrette da pilastri nudi e regolari, con archeggiature ogivali a destra e a tutto sesto a sinistra, frutto di restauri successivi. Le capriate della navata centrale sono severe, rifatte nel 1952, quando si eliminò la volta a botte in intonaco.

Sulla sinistra, un arco ogivale custodisce affreschi di San Sebastiano e frammenti di un San Cristoforo. Ma è il ciborio gotico dell’altare che ruba la scena: due colonne rotonde davanti, due ottagonali dietro, sorreggono una volta a crociera con costoloni prismatici, affrescati nel Quattrocento. Le vele mostrano i Quattro Evangelisti a mezzo busto, le pareti laterali quattro santi in piedi, tra cui santa Caterina con la ruota del martirio. Sul lato frontale, l’Annunciazione: un raggio di luce parte dall’angelo Gabriele e raggiunge la Madonna orante, con un libro aperto in mano. Nella parete absidale, un Ecce Homo e un Cristo benedicente nella mandorla, sorretti da angeli.

E poi ci sono le lastre dell’VIII secolo: tra le altre, una d’ambone e una di recinzione presbiteriale. Su una, un’aquila in volo stringe un animale, forse un agnello, sopra di lei una croce greca contornata da intrecci vegetali.

Questa chiesa gode di una particolarità: per visitarla si può beneficiare della cortesia di un generoso volontario il cui recapito telefonico è reperibile sul portale. Quanti luoghi d'interesse dei nostri paesi, invece, ho trovato sempre chiusi, senza possibilità di avere un referente!

Allora, San Michele Arcangelo non è solo una chiesa. È un libro aperto, scritto in latino, in affresco e in pietra. È la memoria viva di Vittorito, che resiste, racconta e incanta. 

Optimized by Avast Cleanup

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu