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SANTA CATERINA DI CORDANO A LORETO APRUTINO (PE)

31 Agosto 2025

di Antonio Mezzanotte

SI DICE E SI RACCONTA che tra le colline silenziose che separano Pianella da Loreto Aprutino, esista una chiesa dove il tempo sembra essersi fermato. È la chiesa di Santa Caterina di Cordano, custode di fede e memorie contadine, immersa nel verde profondo dell’Abruzzo vestino. Luogo di preghiera, di raccoglimento e di mistero, è amata dalla gente del posto e ricordata nei racconti degli anziani, che ne narrano la storia con affetto.

Edificata in una zona collinare punteggiata da uliveti secolari, vigneti, campi di grano e foraggio, la chiesa si affaccia su un paesaggio abruzzese autentico, fatto di pendii dolci, strade sterrate, macchie di timo, di rampa lupina e casali sparsi. Nei dintorni si aprono scorci suggestivi sulla Valle del Tavo, della Pescara, della Nora, verso la linea montuosa che dal Camicia va alla Majella.

Cordano è una piccola contrada rurale dove il tempo sembra scorrere più lentamente. La chiesa è facilmente raggiungibile da entrambe le direzioni, sia da Pianella sia da Penne e Loreto Aprutino, attraversando strade panoramiche che invitano alla passeggiata o alla meditazione.

Per chi legge il territorio con gli strumenti della storia, il luogo risuona di nomi  quasi leggendari: il sito conserva  tracce di un insediamento dell’XI-XII secolo probabilmente collegato alla Curtis de Ocretano o al Castellum de Locretano, ma ancor prima sono stato ritrovate testimonianze risalenti alla Tarda Età del Bronzo, che confermano la presenza continua  di un abitato in questo angolo di Abruzzo. A pochi passi si trova la mitica Ripa di Santa Caterina, uno sbalanco che domina la valle del Fosso del Poggio e che costituisce un punto focale nella geografia dell'area vestina.

Secondo alcune narrazioni locali la sommità della rupe sarebbe stata luogo di preghiera e contemplazione per la Santa. Altri racconti popolari riferiscono di luci misteriose viste nel buio delle notti di novilunio, quando l'aria "n'arefiàte". Oggi la rupe è amata da escursionisti e da chi cerca silenzio, sguardi larghi sul paesaggio e un’atmosfera sospesa.

Tanti anni fa, incontrai sulla motta di Santa Caterina un grande poeta di illibata memoria, Benito Sablone, al quale qualche mese prima  avevo fatto conferire la cittadinanza onoraria di Rosciano. Mi citò una frase di Schlegel, filosofo tedesco del romanticismo: "può essere artista solo chi ha una intuizione dell'infinito" e mi rivelò che egli andava a Santa Caterina di Cordano per trarre ispirazione dall'infinita varietà di paesaggio che si scopre da questa sommità; mi disse che qui si sentiva più vicino a Dio, cioè all'infinito.

La chiesa, dal prevalente aspetto settecentesco, presenta una struttura semplice a navata unica, con facciata in pietra locale a linea orizzontale e tetto a capanna. Il campanile a vela emerge dalla parete absidale. L’ingresso, incorniciato da un portale in pietra, arricchito da due finestrelle basse a uso dei pellegrini, è raggiungibile attraverso un portico con arco monumentale realizzato in epoca successiva e chiuso da una cancellata. All’interno, l’ambiente è raccolto e sobrio, con decorazioni semplici e alcuni elementi votivi che riflettono la devozione popolare. L’altare è dedicato a Santa Caterina d’Alessandria, raffigurata in una bella statua processionale con la ruota del martirio, simbolo della sua fede incrollabile.

Caterina d'Alessandria è santa a me cara: protegge gli avvocati (come Alfonso Maria de' Liguori e Nicola di Myra: un collegio difensivo di prim'ordine!), ma anche i mugnai, i vasai e i ceramisti, i sarti.

In questo spazio, essenziale ma vivo, si respira una spiritualità concreta e genuina nello stesso tempo, fatta di gesti semplici e silenzi eloquenti. È un luogo dell’anima, ideale per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici ma vicina al cuore dell’Abruzzo.

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