
Remo di LEONARDO - LACERBA 27 GIUGNO 2025
Sin da quando ero piccolo, girando e giocando tra vicoli, piazzette e piazze del centro storico di Pianella, mi hanno sempre affascinato e incuriosito l’effigi, graffiti presenti sulle mura di antiche case, palazzi nobiliari e gentileschi.
Un girovagare di immagini che partendo da via S. Lucia, Villa de Felici, attraversando Via R. Margherita, passando l’Arco di S. Maria Fuori Porta (For’ la porte), via Roma, il palazzo de Caro, la chiesa di S. Antonio Abate, Piazza Garibaldi (Cape Piazze) con il suo palazzo de Felici e quello del Municipio, ex convento dei domenicani con annessa la chiesa di San Domenico, arrivava a Piazza Armando Diaz (Piazzotte de le pulle) dove ancora si possono ammirare il Palazzo de Felici Curato e la Chiesa di S.s. Salvatore e terminare in Piazza Piave, detta Lu Casarene.
I graffiti ed effigi sono una forma di comunicazione ormai fra le più rare da rintracciare, visto l’incalzare non solo del tempo ma soprattutto della brutta abitudine di ripulire le facciate dei caseggiati storici togliendo ogni traccia del passato. Le scritte murali con motti epigrafati, infatti, furono ad esempio uno dei principali strumenti di propaganda durante il regime fascista. Un canale di propaganda disponibile anche per quegli strati sociali della popolazione che non avevano accesso alla stampa, una forma di propaganda tutt’altro che marginale.
Come risulta da alcuni documenti spesso la scelta dei detti fascisti spettava al podestà, previo accordo con il segretario politico. Le scritte furono quasi tutte cancellate alla fine del secondo conflitto mondiale, così come altre vestigia che richiamavano al fascismo. Anche Pianella, fino a un decennio fa, era ricca di scritte e murali che ricordavano il Referendum tra Monarchia e Repubblica del 1946, conclusosi con la vittoria di quest’ultima, ( a Pianella vinse la Monarchia) le prime elezioni della nascente Repubblica italiana del 1948, quando il partito della Democrazia Cristiana si aggiudicò la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica; inoltre vi erano, dei partiti del primissimo secondo dopoguerra, alcuni simboli del Partito Monarchico Popolare (PMP), fondato il 2 giugno 1954, per iniziativa di Achille Lauro in seguito ad una scissione all’interno del Partito Nazionale Monarchico (PNM), realizzati con una mascherina raffigurante una corona reale con il nodo Savoia; i simboli di Falce e Martello che richiamano il P.C.I (Partito Comunista Italiano) del segretario Palmiro Togliatti, leader storico del partito. Se si considera che a quel tempo le strade e gli edifici erano pochi, il numero delle scritte erano elevate.
Anche negli anni ’70 troviamo scritte inneggianti ai partiti come è il caso del MSI di Giorgio Almirante già esponente di spicco della Repubblica Sociale Italiana, figura chiave nella fondazione del Movimento Sociale Italiano.
Alcune notizie in merito a effigie e graffiti non documentati in questa ricerca: a memoria ricordo che a Villa de Felici nella casa oggi della famiglia Masciovecchio al n. civico 28 vi era una scritta “CHI SACCHEGGIA VIENE FUCILATO”, in via Roma sulla facciata del balcone della casa detta de "Marzulitte" oggi della famiglia Pozzi, sopra il bar Roma al n. 14 vi era una effige del Duce. Sopra il nome delle vie e piazze di Pianella, c’era una volta il simbolo dei Savoia e del fascio littorio.
A conclusione, nel ringraziare per la scelta delle cartoline e delle foto l’amico Riccardo Pietrolungo dell’associazione “Ama Pianella”, il paziente lettore voglia perdonarmi se oltre questa breve ricerca non mi è stato possibile andare.
1. In via Santa Lucia, sulla destra del portone d’ingresso del Palazzo della famiglia d’Annibale (Giammarene) scritta W IL DUCE.
2. Via S. Lucia al numero civico 57, graffito raffigurante Falce e Martello in rosso.
3. Sulla sinistra del cancello d’ingresso di Villa de Felici (negli anni 30 adibita a “Casa del fascio”. Nell’intonaco della parete della casa a fianco si legge: “LA SANTA DISCIPLINA CONSISTE NELL’OBBEDIRE QUANDO CIO’ CI DISPIACE, QUANDO CIO’ RAPPRESENTA SACRIFICIO". Questa frase è stata ripresa dal saluto di Benito Mussolini durante le esequie a Nicola Bonservizi, un giornalista corrispondente da Parigi che venne assassinato nel 1924.
“«Fascista di purissima fede, di coraggio indomito, che ha santificato la causa con la vita e con la morte. Egli praticò la vera, la saggia, la santa disciplina, che consiste nell'obbedire quando ciò dispiace, quando ciò rappresenta sacrificio»” (1)
4. Colonia estiva: un gruppo di bambini di Pianella all’interno della Villa de Felici, sul muro di fondo la scritta DUCE.
5. Al numero civico di Viale Regina Margherita n. 58, dove oggi c’è la Locanda del Presidente, vi era una effige del busto di Mussolini.
6. Porta S. Maria (Arco di Fuori Porta) "For' la porte", Palazzo de Caro. Sotto il busto del santo patrono S. Silvestro Papa, in entrambi i lati, sulle pareti, vi erano diverse effigi del Duce.
7. In Via Roma sulle mura della facciata della chiesa di S. Antonio Abate effige di Mussolini.
8. In Piazza Ferdinando Caracciolo, dove oggi abita la famiglia Ranalli-Colliva, sopra la macelleria “Borgo della carne”, al civico n. 6 vi erano ritratti della testa e del busto di Mussolini cosi anche dove oggi sorge il palazzo Di Prospero in via Dante 1.
9. In Piazza Garibaldi sulle pareti dell’ex convento dei frati domenicani, risalente al XVI secolo, sede delle scuole elementari, oggi del Palazzo del Comune, al n. 13, vi erano raffigurate diverse effige del Duce.
10. Successivamente, grazie all’intervento di rifacimento degli intonaci e la tinteggiatura la facciata esterna del palazzo, l’amministrazione comunale dell’epoca, con la condivisione della soprintendenza, fece la scelta di restaurare alcune e significativi effigi e graffiti: effige di Garibaldi con stella rossa sul fondo e la scritta sopra “pace libertà lavoro” sotto Unione Democratico Popolare.
11. Il simbolo di Falce e Martello con stella e la scritta “GLORIA ETERNA AI NOSTRI MARTIRI.
12. Nell’angolo a sinistra sempre del palazzo comunale ancora visibile il simbolo della corona monarchica dei SAVOIA con la scritta W LA MONARCHIA.
13. In Piazza Garibaldi, sulla sinistra dell’ingresso del Palazzo de Felici al numero civico 22, ancora oggi si possono vedere diversi murales e scritte come: un serpente con la scritta lungo il corpo “Monarchia” e la cui testa viene tagliata da una lama di una vanga con la scritta “colp” (colpisci?) forse a significare un invito all’elettore a sconfiggere la Monarchia? e una piccola scritta in nero W REPUBBLICA.
14. Sulla parete di destra del palazzo appare una scritta W IL DUCE con la figura della testa di Mussolini.
15. Sempre sulla facciata del palazzo de Felici, di fronte Municipio riemergono graffiti di “falce e martello” e alcune effige del Duce e scritte.
16. In Via Umberto I, sulle mura dell’intonaco del palazzo de Felici si trovano ancora diverse scritte come: “W BUOZZI. Bruno Buozzi (Pontelagoscuro, 31 gennaio 1881 – Roma, 4 giugno 1944) è stato tra i più autorevoli sindacalisti italiani della prima metà del Novecento e deputato socialista dal dicembre 1919 al novembre 1926; fu ucciso dai nazisti a Roma, in località La Storta, il 4 giugno 1944.
17. Poco distante, a supporto dei marchesi de Felici, la scritta “W DE FELICI”.
18. Un’altra reca la scritta “LA VITTORIA DI DE RISEIS E’ IL TRIONFO DELL’ONESTA”, riferita, molto probabilmente, al Barone di Crecchio Giuseppe De Riseis, laureato in giurisprudenza e grande proprietario terriero, consigliere e vicepresidente della provincia di Teramo, assessore, sindaco, deputato e senatore del Regno d’Italia nel 1909 del Gruppo parlamentare Sinistra costituzionale poi Unione democratica nel Collegio Teramo (Città Sant'Angelo).
19 – A Via Meridionale n. 4 nella casa di fronte a Piazza Napoli si intravede le scritte "W IL RE".
20. Sopra il nome delle vie e piazze di Pianella, c’era una volta il simbolo dei Savoia e del fascio littorio.





















NOTE. 1 Ricerca di Riccardo Pietrolungo















