

di Antonio MEZZANOTTE - Si dice e si racconta che un pastore, smarritosi nella fitta boscaglia, invocò con fervore l'aiuto della Vergine Maria. Miracolosamente, una luce intensa squarciò l'oscurità guidandolo in salvo fino a una radura dove, poco tempo dopo, sarebbe sorta la piccola, ma preziosa chiesa che oggi conosciamo come la Madonna delle Macchie, poco distante dal centro di Carpineto della Nora (PE), sulla sommità di un poggio che domina il versante destro del fiume e immersa nel verde della contrada Fara.
La sua costruzione si fa risalire alla metà dell'Ottocento, ma è probabile la presenza più antica di una cappella rurale dedicata alla Madonna delle Grazie, che fungeva da cona del paese.
La facciata a due salienti, semplice e intonacata di bianco, è caratterizzata da un portale centrale in pietra, terminante con un arco a tutto sesto decorato con motivi floreali scolpiti, affiancato da due finestre basse quadrate a uso dei pellegrini e sormontato da un oculo circolare con vetrata policroma sulla quale è raffigurato un calice con l'eucaristia. In alto sulla sommità della campata centrale si erge una statua della Madonna.
Sulla parete di fondo, lato destro, troviamo un piccolo campanile a vela.
L'interno, ad aula unica rettangolare, è diviso in tre campate e presenta un contrasto cromatico tra le pareti bianche e gli elementi strutturali intonacati di rosso.
La chiesa era amministrata dalla Congregazione della carità di Carpineto della Nora, unitamente ad altre cappelle laicali. Trovo attestata la concessione nel 1840 di una indulgenza plenaria per coloro i quali avessero visitato la chiesa il 2 luglio di ogni anno, ma ammetto che il documento non l'ho letto. Com'è e come non è, dalla notizia ricaviamo in primo luogo che in quell'anno probabilmente ci fu l'ampliamento del precedente edificio e che, in ogni caso, il luogo aveva già un certo rilievo spirituale.
Il cuore pulsante di questa chiesa è la venerata statua della Madonna delle Macchie, databile intorno al 1500. Per esser sincero non ricordo se il manufatto è scolpito nel legno ovvero se trattasi di terracotta policroma (visitai la chiesa prima del terremoto del 2009, che la danneggiò), ma in ogni caso lo caratterizza il disegno assai semplice e rappresenta la Vergine con il Bambin Gesù che riposa sul grembo, in un gesto di tenera protezione e amore materno.
Il 2 luglio, ricorrenza tradizionale della visita di Maria a Elisabetta (la riforma del calendario liturgico, infatti, ha fissato la Visitazione in un altro giorno), è festa grande tra i fedeli, che si rivolgono alla Madonna con preghiere e suppliche, portando fiori e accendendo candele e lumini votivi in segno di gratitudine e fiducia.
Allora, la presenza di questa chiesa, silenziosa e discreta tra le "macchie" boschive, continua a essere un simbolo di conforto e un punto di riferimento spirituale per Carpineto e i paesi della vallata della Nora.
















