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La demolizione della Chiesa del Ss. Salvatore di Pianella

di Carlo di Francesco -

Come semplice cittadino nato e vissuto a Pianella, appassionato della storia, delle tradizioni, del patrimonio culturale, artistico, architettonico del mio paese, vorrei dare il mio modesto contributo di analisi, di ricordi e di riflessioni sulla demolizione dell’antichissima Chiesa del S.s. Salvatore, sita in Piazza Armando Diaz a Pianella, dove oggi restano solo le mura perimetrali e l’altare semidistrutto. La storia di questa Chiesa mi interessa anche sotto un profilo personale, in quanto, da bambino, ho avuto la fortuna di “usarla” quando la Chiesa era ancora in funzione in veste di chierichetto per servire le messe insieme ai Sacerdoti dell’epoca, dato che mi trovavo spesso a casa dei miei nonni che abitavano in quel quartiere, oltre al fatto che in quella Chiesa, nel 1940, è stato celebrato il matrimonio dei miei genitori dal Parroco Don Everino Conti.

     Pertanto, vorrei esternare alcune mie riflessioni e considerazioni sulla storia di questa Chiesa, dal punto di vista di un cittadino che ha vissuto e visto gli eventi accaduti nel nostro paese. Ripercorrendo con la mente gli anni trascorsi e gli eventi che hanno segnato la storia di Pianella, io penso che si possa affermare che i danni più gravi e le numerose distruzioni del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, sono avvenute negli ultimi settantacinque anni, cioè dal dopoguerra fino ad oggi, considerando solo i miei ricordi che possono confermare le distruzioni.   

    Noi pianellesi più anziani dobbiamo riconoscere, onestamente, che in tutti questi anni, di fronte alle distruzioni e all’abbandono del patrimonio storico-artistico, non solo c’è stata una scarsa sensibilità dei singoli cittadini, ma anche una grande responsabilità degli enti amministrativi e delle autorità ecclesiastiche, in verità poco attente e lungimiranti.

    Infatti, scorrendo a memoria la vicenda di questa Chiesa possiamo ricordare quello che è accaduto, noi cittadini abbiamo assistito inermi al suo lento declino iniziato fin dal 1956, quando in conseguenza della famosa abbondante nevicata crollò il tetto della Chiesa. Io penso che le nevicate non fanno crollare i tetti facilmente se le antiche travi di legno erano integre, i tetti crollano quando le travi vetuste sono già compromesse e tarlate, come erano quelle di questa Chiesa, altrimenti la stessa nevicata avrebbe dovuto far crollare altri tetti delle case antiche del centro storico, ma non risulta che siano crollati altri tetti, evidentemente c’è stata una mancanza di manutenzione della struttura del tetto, da parte di chi aveva la responsabilità e il dovere di farla.

     Purtroppo, dopo quel tragico evento, non risulta che qualcuno si sia attivato per riparare il tetto crollato o per salvare il salvabile all’interno, i ruderi furono abbandonati per diversi anni. In seguito, fu utilizzata abusivamente persino come deposito di impalcature e attrezzi vari da una piccola ditta edile, nell’indifferenza di autorità e cittadini. Osservando alcune foto d’epoca si vede il campanile ancora integro e senza la campana, in un’altra foto di qualche anno successivo il campanile non c’è più, si deduce che è stato demolito. Mi domando: chi ha ordinato la demolizione del campanile? Sul campanile c’era una campana?  Se c’era dove è stata depositata?  Comunque non abbiamo notizie se qualcuno si sia opposto o abbia valutato l’opportunità di salvarlo con adeguati sostegni, come hanno fatto all’Aquila e nei comuni del cratere per tantissime Chiese danneggiate dal terremoto del 2009.

    Infatti l’evento del terremoto del 2009 è stata l’occasione per dare il colpo di grazia al quel poco che restava della Chiesa del S.s. Salvatore, lo dimostrano le foto dell’insensata non necessaria demolizione eseguita utilizzando mezzi meccanici, sulla base di una ordinanza specifica del Sindaco pro-tempore (Giorgio D’Ambrosio), senza un minimo di attenzione sono stati demoliti i resti delle mura perimetrali, la facciata e la porta principale di legno e quant’altro si trovava all’interno, scaricando tutti i materiali, prevalentemente mattoni, in un sito di campagna in contrada Cupello, dove tutt’ora si “dovrebbero” trovare, ormai ricoperti da erbacce e da altri calcinacci.

    In quel caso però, qualcuno intervenne contro la demolizione, infatti alcuni cittadini di Pianella informarono l’Associazione Italia Nostra sezione di Pescara la quale, dopo un sopralluogo del responsabile provinciale Giancarlo Pelagatti, inviò una lettera al Sindaco, agli enti Regionali preposti e alla Soprintendenza per i beni architettonici, ove si chiedeva……”l’immediato stop dei lavori e la rinuncia ad un uso improprio dell’area e degli elementi costituivi dell’edificio”, invitando “l’Amministrazione Comunale di Pianella a raccogliere la disponibilità dei volontari per l’immediato recupero e la catalogazione dei materiali prodotti dalla demolizione secondo un programma di interventi concordato con la Soprintendenza”….- Vi furono anche articoli di stampa sul Corriere della Sera, sul sito Internet di Italia Nostra e un articolo sul giornale locale PIA.CE. a firma del sottoscritto.

     Purtroppo, come al solito succede a Pianella, negli anni successivi al 2009, nulla è stato fatto e nessun provvedimento è stato preso, e i ruderi della Chiesa sono rimasti così come li vediamo oggi.  

   Questo modo di agire, mi spinge a fare un confronto con i paesi limitrofi, mentre da noi è un fatto normale demolire gli edifici storici, le Chiese, le mura medievali, nei paesi vicini, ad esempio Loreto Aprutino, non solo non si demolisce e si conserva bene l’esistente come si può vedere, ma si scava persino riportando alla luce importanti reperti archeologici ad esempio in Contrada Fiorano.

   Sarebbe troppo lungo in questa sede, fare l’elenco delle distruzioni, vorrei ricordare solo le più eclatanti: la Chiesa del S.s. Salvatore del 1030 con stucchi barocchi del 1605; la Chiesa di S. Leonardo con l’altare ligneo del 1300; La Chiesa della Madonna della Neve; la Chiesa di S. Nicola del 1300; la villa del Conte della Tolfa con la Torre del 1500, acquistata nel 1836 dai Marchesi De Felici; le mura storiche con i grandi archi a sostegno di Piazza dei Vestini; 

   Concludendo questo mio intervento, che vuole essere solo un racconto dei fatti accaduti nel caso della Chiesa del S.s. Salvatore, spero che il mio modesto contributo possa servire come stimolo rivolto a tutte le autorità preposte e a tutti i cittadini, al fine di tutelare e conservare il nostro patrimonio artistico architettonico e paesaggistico, a beneficio non solo dei pianellesi di oggi, ma soprattutto per conservare quello che resta dell’antica Pianella per le future generazioni così come l’hanno saputo conservare e trasferirlo a noi i nostri nonni.

Il giorno 3 dicembre 2016, presso la Chiesa di S. Antonio Abate di Pianella, viene presentato il Volume del Prof. Vittorio Morelli "La Chiesa Longobarda del SS. Salvatore di Pianella". Al Convegno sono intervenuti oltre all'autore: Loris Di Giovanni, Carlo di Francesco, Giancarlo Pelagatti di Italia Nostra, Alessandro Morelli.

Altare della Chiesa del Ss. Salvatore addobbata per il Santo Sepolcro.

Facciata dell'ingresso alla Chiesa del Ss. Salvatore
Facciata della Chiesa del Ss. Salvatore con il campanile.
Demolizione con ruspe e pale meccaniche della Chiesa del Ss. Salvatore
Demolizione con ruspe e pale meccaniche della Chiesa del Ss. Salvatore
Bollettino della Parrocchia del Ss. Salvatore - Invito Sacro, Solenne Quarantore dell'Anno del Signore 1932
Libro del Prof. Vittorio Morelli "La Chiesa Longobarda del SS. Salvatore di Pianella".
CONVEGNO "La Chiesa Longobarda del SS. Salvatore di Pianella". Carlo di Francesco, Alessandro Morelli, Vittorio Morelli, Giancarlo Pelagatti di Italia Nostra, Loris Di Giovanni.

Foto A. P. Carlo di Francesco

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