
REMO DI LEONARDO.
Diverse sono le giornate di festa a Tollo, famosa è la festa della Madonna del Rosario con la processione e rievocazione storica dell'assedio dei Turchi e della liberazione avvenuta, secondo la tradizione, grazie all'intervento soprannaturale della Madonna.
In questo luogo, ricco di storia, di vigneti e cantine, dove si svolgono le feste in onore di Sant'Antonio, San Giuseppe, San Pasquale e di Santa Marina Vergine il 17 luglio, mi sono recato a suonare con la Banda di Orsogna SARABANDA del Presidente Adriani Gianluca, diretta dalla maestra Cornelio Lucia.
CENNI STORICI
La Chiesa di Santa Marina aTollo
La Chiesa di Santa Marina: costruita nel 1450 su una piccola collina alla cui sommità si arrivava attraverso due stradine. Intorno agli anni sessanta, poiché mancavano i soldi per poterla ricostruire, venne completamente abbattuta e in questo modo si persero alcune opere artistiche molto importanti.
In questa chiesa c'era una nicchia nella quale era custodita una statua del Cinquecento rappresentante la Santa e c'erano anche dei dipinti su tavole che raffiguravano scene della sua vita.
La statua di Santa Marina fu rubata nel 1964 da ignoti ma recuperata poco tempo dopo. La nuova chiesa, costruita vicina al cimitero poiché sulla collinetta dove sorgeva ormai non c'era più spazio, ha la pianta a croce latina. In occasione dell'anno giubilare, il 13 dicembre 2000 la chiesa di S. Marina è stata impreziosita da un portale in bronzo del Durante.
Biografia di Santa Marina
Esistono due modelli agiografici di riferimento per santa Marina: quello della monaca travestita da uomo e quello della martire. Il primo è certamente il più intrigante e presenta diverse versioni, tra le quali due risultano maggiormente accreditate: Marina del Libano in Asia Occidentale, vissuta nei secc. V-VI, e Marina di Bitinia, in Asia Minore.
La sua vicenda merita di essere rapidamente riassunta.
Marina nacque in Bitinia, antica regione dell'Asia Minore, da genitori cristiani nel 725 circa. Dopo la morte della madre, il padre, di nome Eugenio, ancora addolorato per la perdita dell'amata moglie, decise di ritirarsi in un convento a Canobin, nella Valle di Qadisha, in Libano. Marina in cuor suo era molto triste per la lontananza dell'amato padre. Anche Eugenio soffriva molto. Allora un giorno, recatosi dall'abate, mediante un innocuo stratagemma, disse che a casa aveva un figlio, il quale aveva espresso ripetutamente il desiderio di poter entrare nel monastero. L'abate, commosso, consentì a Eugenio di poter portare il figlio. Eugenio allora partì e prese con sé la figlia. Marina entrò in monastero con il nome di Marino, vestendosi da uomo, in quanto non era ammesso alle donne entrarvi. Non era difficile per Marina dissimulare il proprio sesso, il padre le aveva tagliato i lunghi capelli, inoltre i monaci vivevano in celle molto buie indossando un grande cappuccio che copriva il loro volto. Restò in monastero anche dopo la morte del padre, conducendo vita religiosa e seguendo gli insegnamenti dell'amato padre.
Durante un lungo viaggio, per raccogliere provviste per il monastero, con alcuni confratelli passò la notte in una locanda. La figlia del locandiere, rimasta incinta di un soldato la notte stessa, accusò successivamente il "monaco Marino" del misfatto. I genitori della ragazza, infuriati, corsero al monastero e raccontarono tutto all'abate, che rimase allibito, non credendo per nulla alle accuse che venivano rivolte verso uno dei suoi religiosi. Marina, accusata ingiustamente, andò col pensiero a Dio e, invece di discolparsi, si autoaccusò di una colpa non sua. L'abate, addolorato, la cacciò immediatamente dal monastero e le fu affidato, subito dopo lo svezzamento, il bambino, che secondo la tradizione si chiamava Fortunato, e che allevò con mezzi di fortuna. Restò sempre nei dintorni del monastero facendo penitenza per una colpa che non aveva mai commesso ed elemosinando il poco cibo che serviva per il piccolo Fortunato.
Finalmente, dopo tre lunghi anni, dietro intercessione dei monaci, che mai avevano creduto all'accusa verso il confratello, l'abate riammise in convento fra' Marino, a condizione e si mettesse al completo servizio degli altri religiosi. Ma troppo duri erano stati i sacrifici, tanto che avevano colpito il fisico di Marina. Poco tempo dopo, nel 750 circa, infatti morì. I monaci, mentre lo svestivano, prima della sepoltura, fecero la sorprendente scoperta e capirono allora di quale grossa diffamazione fosse stata vittima e l'ammirarono per la sua grande rassegnazione. Grande fu la commozione dell'abate e dei confratelli davanti al corpo di Marina.
Corpo di Santa Marina Vergine, nella chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia.
Fu sepolta nel monastero, da dove fu trasferita dopo qualche tempo in Romania e infine a Venezia, ove ancora oggi si venera il suo corpo incorrotto.






SITOGRAFIA:
https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_di_Bitinia
https://www.santiebeati.it/dettaglio/90221
https://www.cartantica.it/pages/collaborazionisantamarina.asp
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300088941















