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80° anniversario del ritorno dei carmelitani a Pianella (1943-2023). Storia di un passato sconosciuto

13 Maggio 2023

REMO DI LEONARDO.

Quest’anno ricorrono ottanta anni del ritorno dei Carmelitani a Pianella. Precisamente era il 28 marzo del 1943 quando presero ufficialmente possesso, dopo oltre due secoli (1568-1809) e un’assenza forzata di circa un secolo per la soppressione dei conventi durante il governo napoleonico, anche se nella Chiesa della Madonna del Carmine le celebrazioni furono officiate dai religiosi fino al 1860.

Sull’ordine dei Carmelitani a Pianella ho avuto modo già di scrivere su Lacerba del marzo del 2018, in occasione del 75° anniversario del ritorno dei Carmelitani a Pianella. Oggi, a distanza di cinque anni, mi accingo ad aggiungere a quella ricerca alcune notizie poco conosciute.

I Carmelitani si insidiarono in Abruzzo nel 1405 con il convento dell'Aquila quando era papa Innocenzo VII, che autorizzò a costruire il convento su un terreno donato ad essi da Pietro Casella cittadino aquilano. Estesero la loro presenza fondando con venti a Bellante nel 1562, a Penne nel 1569 a Pianella nel 1577 a Teramo nel 1578. A questi si aggiunsero, agli inizi del XVII secolo, i conventi di Ortona, Atessa e Campli ma Emanuele Boaga, nella sua, soppressione innocenziana dei piccoli conventi in Italia, Roma, 1971, Edizione di Storia e Letteratura, pp.162-172, dimostra l'esistenza intorno al 1650 di altri cinque conventi quale quelli di Monte Nero, di Lanciano, Bucchianico, Montebello e Montesilvano. Nel 1651 furono soppressi conventi di Monte Nero, di Lanciano, di Atessa, di Montebello e di Montesilvano. (1)

Nel 1650 il convento di Pianella aveva un'entrata di scudi 199,80 ed era retto dal priore Vincenzo Azzolino di Bellante, coadiuvato da tre religiosi e da due laici professi. Emanuele Boaga (2) ci riferisce che i nomi dei tre religiosi erano Alberto Cosani, Paolo Barsotti “di nazione lucchese” e Giuseppe Maria Ricci di Teramo, affiancati da due laici professi quali Bernardino Christofani (lucchese) e Cirillo Romei di Bucchianico.

Presso l'Archivio dello Stato di Pescara tra le carte del notaio Canalis del 1629 vi è una donazione di Jaconi Antonio al convento di Santa Maria del Carmelo di Pianella, guidato dal priore Francesco Matano di Teramo. Da questa donazione si evince che il convento di Montesilvano, retto da Domenico Therio di Castronovo era all'epoca una dipendenza del convento di Pianella. (3)

In una lettera il Padre Provinciale dei Carmelitani, inoltrata probabilmente dall'Uditore Generale, a Ranuccio Farnese (1569-1622) qualche anno posteriore al 1602, fa richiesta di concedere al suo ordine l'Abbazia di San Michele Arcangelo. La chiesa era in rovina e in essa aveva trovato stabile rifugio un eremita un certo Agostino Scotto. Il Convento del Carmine, dove risiedevano allora i Carmelitani, era collocato in basso in un luogo malsano, tanto che molti religiosi si erano ammalati a tal punto da morire. La supplica del Padre provinciale manca tra le carte; l'Uditore generale ne fa un sunto per il Duca:

Altezza Serenissima

Il Padre provinciale dei Carmelitani d'Abruzzo servitore ossequiosissimo di V.A.S. con supplica le rappresenta come poco lontano dalla Terra di Pianella ci è Convento del Carmine, situato però in un fosso, luogo di pessim’aria a segno che i poveri Religiosi vi stanno quasi continuamente infermi, e bene spesso ne morono per detta causa; però perché nel istesso ristretto di Pianella ci è una Chiesa quasi deruta, col suo Campanile, e Campana, con alcune poche Camerette sotto il titolo di Abbazia di San Michele Arcangelo Jus patronato di V.A.S., luogo eminente, e d’assai miglior aria: prega il supplicante l'innata generosità di V.A.S. concederli detta Chiesa, e luogo à fine di potercesi habitare i suoi Religiosi, ed  officiare quel Sacro Tempio, dove adesso vi assiste solamente un semplice Eremita. Che il tutto riceverà a grazie singolarissima. (4)

La richiesta del padre provinciale non fu accolta poiché nelle carte posteriori non vi alcuna traccia in merito una cosa è certa che l'abbazia era in rovina e sono inequivocabile e gli abati nell'epoca poco se ne curavano ma traevano solo gli utili e beneficio senza procurarsi di rivestirli in minima parte per mantenere il decoder loro del luogo sacro i carmelitani si erano insediati in minima parte per solo gli utili dal beneficio senza preoccuparsi di reinvestire in minima parte per mantenere il decoro del luogo sacro. (5)

Alcuni possedimenti del venerabile Convento del Carmine presente nel Catasto Onciario 1746

[…] Un altro censo enfiteutico d’annui ducati otto, che corrisponde Amico Sante di Notar Pasquale per un territorio al Cavone.

Un altro censo enfiteutico d’annui ducati sette che corrisponde Urbano Salvarano per un altro pezzo di terreno al Cavone.

Due case di più membri nel Rione di San Salvatore affittate per annui ducati otto, e mezzo. Dedotto il quarto, restano d. 6:37 ½.

Un'altra casa nel luogo, dove si dice il Torrone, affittata per annui ducati 1: 50. Dedotto il quarto restano d. 1:12 ½.

Un'altra casa nel rione di Sant'Antonio affittata per ducati quattro. Dedotto il quarto restano ducati tre.

Un capitale di ducati centocinquanta dovuti dall’Università di questa Terra, che, dedotto e ritenuto il peso delle collette gli corrisponde annui d. 6:20

Ha all'obbligo di trecento messe l'anno tra cantate e lette liquidato dal peso per anni d. 4:80.  (6)

I carmelitani sono molto amati dai pianellesi essi rappresentano gli unici religiosi presenti nella città; Pianella rimane, infatti, l’unico convento carmelitano presente oggi in Abruzzo. La parrocchia è viva nelle sue varie associazioni: il TOC (terzo ordine carmelitani), Gruppo famiglie, Gruppo giovanile (Kappa Smile), Gruppo di S. Pio, Gruppo di Preghiera “il Carmelo”, Gruppo dei Catechisti, Confraternita del Cristo Morto.

La devozione profonda al Carmelo di Pianella, ha dato all'Ordine Carmelitano, numerosi religiosi approdati anche al sacerdozio: P. Carlo Cicconetti, P. Emidio Di Berardino, P. Elia Iacobucci, P. Tiberio Scorrano. A settembre del 2020, presso la chiesa Sant’Antonio Abate, dopo 49 anni un carmelitano pianellese torna a fare la propria professione di fede a Pianella, Pierpaolo Marcotullio, che ha terminato il noviziato in Spagna, facendo voto di castità, povertà e obbedienza, offrendo a Dio in piena libertà secondo le regole e la costituzione dell'ordine carmelitano.

Oggi la Comunità Carmelitana a Pianella è composta dal Parroco P. Marius Budau, P. Antonio De Meis, P. Pasquale Mariani, P. Mario Agostinelli.”

Note

  1. Eliseo MARRONE, Il granaio d’Abruzzo dal Comune all’età Farnesiana – Pianella Lo Statuto del 1549 (II ed.) – Il Catasto del 1746, Pescara, 2012, Edizione, p.234.
  2. Emanuele BOAGA, “La soppressione innocenziana dei piccoli conventi in Italia”, Roma, 1971, Edizione di Storia e Letteratura, pp. 170-171.
  3. Eliseo MARRONE, Op. Cit., p.235.
  4. Eliseo MARRONE, Op. Cit., p.234
  5. Eliseo MARRONE, Op. Cit., p.234
  6. Eliseo MARRONE, Op. Cit., p.475

Bibliografia

Eliseo MARRONE, Il granaio d’Abruzzo dal Comune all’età Farnesiana – Pianella Lo Statuto del 1549 (II ed.) – Il Catasto del 1746, Pescara, 2012, Edizione, p.234.

Remo DI LEONARDO, 75° Anniversario del ritorno dei Carmelitani a Pianella (1943-2023) – Lacerba marzo 2018. 

FOTO: Archivio Parolmente.it

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