
BRUNO DI PIETRO.
La figura del Clown con il giornale attraversa la mia ricerca pittorica in molteplici dipinti a cominciare dagli anni settanta al 1985 (II periodo). In molti lavori c’è il giornale, presenza apparentemente scenografico ma carico di significato.
In un’epoca in cui i social e i cellulari non esistevano ancora, la carta stampata rappresentava uno strumento essenziale: era il pane quotidiano dell’informazione, il mezzo attraverso cui orientarsi in una città in fermento, tra politica, cronaca, sport, cultura e pubblicità. Ma da sempre dentro le tante verità, le notizie belle o brutte contengono anche omissioni, interpretazioni di parte e mezze verità.
Come il clown, anche chi scrive recita, interpreta un ruolo. Il volto truccato del clown e le pagine stampate condividono la stessa ambiguità: entrambi costruiscono una realtà filtrata.
L’immaggine del clown che legge diventa così metafora del doppio volto della verità e della maschera che ogni uomo indossa. Dietro l’apparenza dell’informazione e del sorriso, si apre uno spazio critico, dove spesso ciò che si scrive non coincide con il vero.

Clown con giornale, olio su tela, 60x60 cm. - II periodo /1985















