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SI DICE E SI RACCONTA… LA MADONNA DEL FUOCO A PESCARA

di ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che, molto prima che sorgesse la chiesa della Madonna del Fuoco a Pescara, in quel tratto di terra tra il fiume e il mare ardesse una fiamma che non si spegneva mai, custodita in un tempietto pagano dedicato a Vesta, la dea romana del focolare. Col passare dei secoli, quella fiamma si trasformò in un’altra luce: quella della fede cristiana. Proprio lì, dove si venerava la dea, sorse una cappella dedicata alla Madonna, che secondo la leggenda avrebbe protetto l'abitato da incendi e sciagure.

Si narra, infatti, che un violento incendio devastò la zona, ma la piccola chiesa dedicata alla Vergine rimase miracolosamente intatta, rafforzando la devozione popolare e il titolo di custode del fuoco. Ancora, si racconta che un furioso incendio devastò questa contrada nel 1600 e che il popolo, supponendo che esso fosse una punizione della Madonna per non averle costruito una chiesa, fece voto solenne in tal senso: il fuoco allora si placò, i devoti andarono nella chiesa di san Cetteo e, rinvenutavi la statua della Madonna del Carmine, se la trasportarono nell'edificanda cappelletta aggiungendo delle fiammelle sulla mano, simbolo di protezione.

Un’altra versione storica lega invece il culto di questa Madonna pescarese alla Madonna del Fuoco di Forlì, molto venerata in Abruzzo sin dal XVII secolo, e portata a Pescara da famiglie romagnole che ripopolarono la piana dopo gli scempi delle pestilenze.

L'antica cappella della Madonna del Foco era situata più a est rispetto all'odierno sito, a 120 tese dalla piazzaforte di Pescara e dal fiume (circa 230 mt), e venne demolita nel 1815 perché avrebbe potuto costituire un avamposto strategico nemico in caso di assedio della fortezza.

Per circa vent'anni il culto della Madonna del Fuoco rimase privo di una sede e solo nel 1839 venne edificata una prima chiesetta nell'attuale Villa del Fuoco (toponimo che però all'epoca era riferito a tutta la piana extra moenia della fortezza, delimitata dal quadrilatero compreso tra il fiume, la pineta litoranea, le alture di Colle Orlando e Colle Pizzuto, la Villa delle Fontanelle e il Piano Henrici, a un miglio e mezzo circa dalla fortezza e a mezzo miglio dalla Tiburtina, lungo la via detta "lo stradonetto dei D'Annunzio", ossia un braccio tratturale utilizzato per raggiungere le varie proprietà di quella famiglia sparse nella zona).

La chiesa, che venne ampliata negli anni successivi, si presenta oggi con due corpi distinti: la chiesa antica, in stile neoclassico toscano, con facciata tripartita a mattoni a vista, timpano intonacato di rosa e torretta campanaria realizzata nel 1951 (che oggi vanta ben sei campane della Fonderia Marinelli di Agnone, tra le quali il celebre campanone della Madonna del Fuoco da 260 kg del 1956, rigenerata da una campana più antica infranta nel 1948, la quale - mi dicono -  era efficace nell'allontanare le tempeste e i fulmini), e la chiesa nuova, edificata negli anni ’90, moderna e a pianta circolare, pensata per accogliere celebrazioni più partecipate.

All’interno della chiesa antica si respira un’atmosfera intima e raccolta, con l’altare maggiore che ospita la venerata statua lignea della Madonna con Bambino, risalente al XVII secolo. Uno degli altari laterali conserva la lapide sepolcrale di Antonio D'Annunzio, sindaco di Pescara all'epoca dell'Unità d'Italia e nonno adottivo di Gabriele.
La chiesa nuova, invece, è luminosa e ariosa, con banchi disposti a semicerchio attorno all’altare centrale.

Ogni 12 luglio la comunità si raccoglie per celebrare la Madonna del Fuoco con una processione solenne tra le vie del quartiere, accompagnata da canti, preghiere e fuochi d’artificio, in un momento di forte identità collettiva. Un anziano referente del posto mi ha raccontato che un tempo la festa coincideva con una grande fiera, nel corso della quale veniva fissato il prezzo del grano appena mietuto e tutti i mercati e i mulini dei paesi limitrofi "battevano" il prezzo della Madonna del Fuoco, ossia lo facevano proprio.

Restaurata di recente, la chiesa continua a essere un punto di riferimento spirituale e culturale per la città, un luogo nel quale storia, fede e senso di comunità si intrecciano in un’unica fiamma che non si spegne mai.

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