Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

LA MADONNA DEL CARMINE A MONTESILVANO (PE)

di Antonio MEZZANOTTE -

SI DICE E SI RACCONTA che, tra le pieghe del tempo e della fede, la chiesa della Madonna del Carmine a Montesilvano custodisca storie di miracoli, apparizioni e antiche devozioni. Un luogo che affonda le radici nella spiritualità medievale, dove la leggenda e la storia si fondono in una linea temporale che giunge sino ai nostri giorni.

La chiesa, oggi conosciuta come Madonna del Carmine, ha origini antiche. In epoca medievale era chiamata Santa Maria in Rivolo, nome che allude a un ruscello che sgorgava dalla Fonte d'Olmo e scorreva nei pressi. Del luogo, inteso come curtis de Rigulo o Rivolo, se ne parla già tra le carte casauriensi. La sua fondazione, secondo alcuni studiosi, risalirebbe all'epoca degli antichi Vestini o alla colonizzazione romana, quando un tempio dedicato a Giove sorgeva sullo stesso sito. Non a caso, la stradina sulla quale l'edificio si affaccia è chiamata Via Giovi e sarebbe da capire se trattasi di un riferimento all'antico culto pagano che un tempo avrebbe caratterizzato la zona. 

Com'è e come non è, la chiesa viene citata per la prima volta nel 1115 tra i beni appartenenti alla Mensa vescovile di Chieti (solo la chiesa, senza l'abitato curtense, evidentemente abbandonato). Successivamente, tra il 1176 e il 1204, la trovo in concessione all’Abbazia di San Giovanni in Venere. Nel 1227 tornò sotto la piena giurisdizione del vescovo teatino, grazie a una conferma dell’imperatore Federico II, che gliene sancì il possesso.

Uno degli elementi di maggior rilievo della chiesa è l'icona della Madonna Nera, un'opera sacra che si dice sia stata portata dalla Palestina dai padri Carmelitani tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 (ma ad una prima vista mi sembra più recente, diciamo tardo cinquecentesco). Questo dipinto, avvolto nel mistero e nella venerazione, è stato per secoli oggetto di preghiere e pellegrinaggi. 

Secondo la tradizione, la Madonna apparve nel 1468 ai reduci di un qualche scontro armato nella vicina Città Sant'Angelo: l'evento è testimoniato da un’incisione sulla prima colonna a destra dell’altare: 

SANCTA MARIA
APPARUIT HIC
A.D. MCCCC
LXVIII PRIMO

Questo episodio ha rafforzato la fede tra i devoti e ha contribuito a rendere la chiesa un punto di riferimento spirituale per la comunità. La lapide contiene alcuni simboli della religiosità medievale, come ad esempio il fiore della vita (e questa circostanza ha dato adito a fantasticherie sulla presenza dei templari, che ormai sono diventati come il prezzemolo per condire ogni storia locale).

Nel corso dei secoli, si sono susseguiti racconti di miracoli attribuiti alla Madonna del Carmine. Si narra di guarigioni inspiegabili (come quella di una bambina ormai morente) e di eventi straordinari (un referente mi ha raccontato di apparizioni di angeli o di spiriti che hanno evitato incidenti stradali in prossimità della chiesa; per tale motivo, questa Madonna in particolare viene ritenuta protettrice dei viaggiatori) che hanno rafforzato la devozione popolare.

La struttura della chiesa, a tre navate coperte da volte a crociera, pur avendo subito modifiche nel tempo (tra cui gli effetti di inondazioni e smottamenti, che ha fatto alzare il livello del terreno circostante, di talché oggi essa si trova a circa 80cm più in basso rispetto al piano stradale, ma mi dicono che in passato, prima del rifacimento degli anni 50 del secolo scorso, il dislivello era maggiore), conserva elementi architettonici medievali che testimoniano la sua lunga storia. Tra questi spicca un’acquasantiera scolpita in granito con la raffigurazione di un Cristo stilizzato avente le braccia alzate, elemento di pregio che racconta la storia della devozione locale. 

L'esterno della chiesa è caratterizzato da una facciata a capanna. Davanti all'ingresso si trova un piccolo portico sostenuto da due snelle colonnine in laterizio, con una copertura in legno che dona un senso di accoglienza e protezione ai fedeli. 

Uno degli elementi più preziosi della chiesa è il portale con archivolto del XII secolo, decorato con rilievi di foglie d’acanto, che a me richiamano molto nello stile le decorazioni del portale della chiesa abbaziale di San Bartolomeo a Carpineto della Nora, risalente grosso modo allo stesso periodo. Questo portale è inserito in una struttura ad arco ogivale in laterizio, con un lunotto intonacato che ospita un’antica tavoletta di granito raffigurante la Madonna con Bambino. 

È straordinario scoprire che una delle più antiche chiese d'Abruzzo caratterizza questo quartiere di Montesilvano, tra le più dinamiche e moderne città della regione. Non è un caso, allora, che la zona circostante sia oggi conosciuta proprio come Villa Carmine, un toponimo che richiama direttamente la presenza di questo antico edificio di culto, divenuto nei secoli simbolo di identità per gli abitanti del luogo e la sua storia, inevitabilmente connessa a leggende e miracoli, continua a ispirare e a suscitare devozione nei tanti fedeli che ancora oggi sono ad essa particolarmente legati.

(La foto è presa dal sito web della diocesi di Pescara-Penne; quella che avevo scattato quando ho visitato la chiesa l'ho persa...)

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu