Rosciano: Il contributo del giurista Giuseppe de Thomasis allo sviluppo del territorio di Badessa

ALESSANDRO MORELLI.

28 feb. 2022 - Cultura -


Il 10 aprile del 1811 a Chieti, ad opera del «Cavaliere Giuseppe De Thomasis Relatore al Consiglio di Stato e Commissario del Re per la Divisione de’ Demani» fu redatto l’accordo fra il Comune ed i cittadini di Badessa per la ripartizione delle terre demaniali in base alla legge del 3 dicembre 1806.
L’importante documento, conservato presso l’Archivio di Stato di Teramo, permette di svolgere una indagine più approfondita sulla vita amministrativa della comunità agli inizi dell’Ottocento; inoltre per gli appassionati dei mulini storici d’Abruzzo, lo studio permette di studiare gli opifici anche in base ai toponimi presenti nel manoscritto, per illustrare l’evoluzione di un territorio storico nella sua completezza dal punto di vista fisico, antropico ed economico.
Nel 1744 arrivarono a Pianella 18 famiglie albanesi provenienti da Lukove e Piqueras, collocate in precedenza a Bacucco (Arsita). Successivamente, agli inizi dell’Ottocento, la colonia badessana contava circa 200 persone.
L’avvocato Giuseppe de Thomasis illuminista, (nato nel 1767 a Montenerodomo-Napoli, 1830) studiò a Napoli; dopo i fatti del 1799 tornò per un breve periodo in Abruzzo. Il 22 ottobre 1809 venne nominato commissario ripartitore dei beni demaniali e feudali degli Abruzzi per la profonda competenza in quel settore del diritto.
Nel Decennio francese fece accesso alle principali cariche dell’amministrazione e della magistratura con evidenti capacità riformatrici anche nell’ottica della divisione tra giustizia ordinaria ed amministrativa.
Nel 1813 sposò Lucia Gomez Paloma (Gaeta, 1793 - Napoli, 1858), giovane ventenne, figlia del marchese Enrico, di origine spagnola, comandante a Mola di Gaeta. Lucia si dedicò al marito, alla politica ed alle letture, una figura non secondaria del “primo Risorgimento”, fu letterata e custode di una importante
biblioteca aperta a tanti personaggi importanti del tempo. Costretti a trasferirsi per un periodo a Firenze, i de Thomasis conobbero Gino Capponi.

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