Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

DOCUMENTI "La Congregazione di San Filippo Neri a Roma contro i Coloni di Caprara"

di Paride Mariotti - Eretta Canonicamente nel 1575 da Papa Gregorio XIII la Congregazione fu fondata a Roma da San Filippo Neri (1515-1595) presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella.

Nel 1585 Papa Sisto V concesse alla Congregazione il governo dell'Abbazia di San Giovanni in Venere e la giurisdizione quasi vescovile di numerosi feudi abruzzesi, tra i quali: Villa di Caprara, Montepagano, Elice e Silvi.

Nel 1625 "i Filippini" decisero di lasciare la giurisdizione religiosa all'Arcivescovo di Chieti per mantenere quella territoriale.

Questo fu per loro motivo di continui litigi, come accade con l'università di Caprara "per la privativa del forno" nel 1737 e con il Barone Forcella di Silvi per il pagamento dei canoni nel 1745. Ma il periodo più difficile fu per loro quando nel 1806 il re di Napoli Giuseppe Bonaparte fece abolire la feudalità per tutti il Regno.

A Caprara, come negli altri ex-feudi del Monastero, i vecchi Coloni si ribellarono lamentando i diritti che reputavano negati. Per fare fronte alle numerose Cause, la Congregazione si rivolse al loro uomo di fiducia, Cetteo di Matteo, come si evince da queste lettere.

Il 16 giugno 1840 Giorgio Chiarizia dall'Aquila:

"Stimatissimo signor don Cetteo, la Causa contro i Coloni figura al ruolo ma se non mi mandate la copia dell'atto di citazione mi obbligherete a far cassare la causa dal ruolo, altrimenti si va incontro ad una pronuncia di non esservi luogo a deliberare".

Due anni dopo, il 25 luglio del 1842 da Napoli il superiore della Congregazione,don Vincenzo Marginale:

"L'attuale stato della Congregazione deve fare conto a tante ingiustizie e pretensione da parte dei Coloni, fate eliminare da Bartolomeo Cichetti la Causa perduta all'Aquila e preparate il ricorso alla Suprema Corte di Giustizia. L'altra causa vinta dal 1839 contro i fratelli Tassoni sia da espediente."

IL 15 novembre dello stesso anno (1842) Vincenzo Pellegrini dopo essere ripartito da Caprara, descriveva così il suo ritorno a Roma:

"Mio caro Cetteo, come avrà visto, partendo da codesti luoghi per tornare a Roma,non solo non passai costa',ma neanche di lettera feci di sorta alcuna.Mio caro,la circostanza nella quale l'inferno si era scatenato mi detto' a non operare diversamente.

Giunsi a Roma felicemente dopo un viaggio fatto a riprese e quantunque da una fatica pesantissima fino all'altro giorno.Godo di ottima salute,mi auguro tanto la sua e quella della signora Maria e di tutta la famiglia sia uguale.Diriga risposta a mio fratello Raffaele in Aquila ed egli me la farà pervenire."

La Congregazione, tuttavia, continuò a gestire i propri interessi fino al 1871, quando con l'arrivo dell'appena nato Regno d'Italia tutti i loro beni vennero confiscati.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu