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ENRICO SAPPIA: "Appunti sulle prime inumazioni del Camposanto di Pianella"

21 Gennaio 2025

di Elso Simone Serpentini

Partendo improvvisamente da Pianella, la notte del 23 maggio 1886, per il timore di essere ucciso, ENRICO SAPPIA lasciò manoscritti gli appunti che gli sarebbero serviti per completare la sua storia di Pianella, la cui prima parte era stata già pubblicata sulla Rivista Abruzzese di Scienze e Arti. Cercò di recuperare le sue carte, richiedendole al marchese Gesualdo De Felici che lo aveva ospitato per cinque anni, ma non ci riuscì. Così i suoi manoscritti rimasero a Pianella e gli appunti storici finirono nella collezione Anelli. Assai interessanti sono i suoi appunti sulle prime inumazioni del Camposanto di Pianella, che qui di seguito si riportano.

Il 1° cadavere venne inumato nel Camposanto il 2 maggio 1844 e fu quello di Antonio D’Alfonso.

Fu poi chiuso alle ore 24 delli 21 luglio 1857 dal 2° eletto ff di Sindaco in principio De Berardinis e la sepoltura per la tumulazione nella chiesa di S. Maria furono aperte alle 10 a.m. delli 22 luglio 1832 dallo stesso 2° Eletto De Berardinis. Il 27 agosto poi 1854 alle ore 24 si chiusero le sepolture di S. Maria e il 2 settembre 1854 alle ore 16 si è riaperto il camposanto (Notizie tolte dal Registro del Cimitero). La riapertura del Cimitero è stata fatta dallo stesso De Berardinis ff. di Sindaco.

Nel 1878 si aggiunse il pezzo dietro la Chiesa, perché era insufficiente il sito attesa la difterite, il vaiuolo, il morbillo e la scarlattina che produssero grande moria. I cadaveri circa già nel 1852 non erano stati consumati. I sepolti nel nuovo cimitero sono circa 8000 cadaveri.

Nel 1867 si ebbero ben 66 morti di colera, che incominciò il 26 luglio e terminò il 16 Febbraio.

Nel 1864 nel mese di settembre il colera dette N. 9 morti.

Dal testamento dell’abbate Tullio Egizii in data 6 8bre 1642 (nei Protocolli del Notaio Dario Santi fol.o 45 V° e seguenti) risulta che nella Collegiata Chiesa di S. Antonio era una sepoltura pei sacerdoti, ed in questa nel suo testamento volle l’Egizii essere tumulato.

In un altro testamento dello stesso Protocollo (anno 1645 Fol.o 23 V° e seguenti) da un testamento di una cotale Angela Lodovica appare che nella chiesa collegiata di S. Antonio eravi una sepoltura nella Cappella della Mad.nna SS.ma della Misericordia.

Nel Protocollo del Notar Dario Canale delli 14 8bre 1648 rilevasi come il Canonico Don Giov. Domenico Miozzo dovette ricorrere alla Curia episcopale di Penne per poter essere solidale col padre suo Colantonio Miozzo per fare un censo di capitale di ducati cento con il Covento e R.di Padri del Convento di S. Domenico di Pianella (Fol. 44 del Pprotocollo).

Nel Protocollo dello stesso Notaio delli 12 ottobre 1649 (Fol. 32) D. Francesco Appignano figlio di Donat’Antonio Canonico ricorre ed ottiene dalla Curia episcopale di Penne per poter sottoporre ad ipoteca alcuni suoi beni che si ebbe come semplici benefici.

Nel Protocollo dello stesso Notaio delli 10 Maggio 1652 (Fol. 5 V° e 6 Ro) il Convento di S. Domenico di Pianella per poter permutare una casa che ha e possiede nel territorio di Collecorvino del valore di 30 ducati con un oliveto sito nella stessa terra deve ottenere dalla Curia episcopale di Penne il consenso ed il permesso.

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