
ELSO SIMONE SERPENTINI

Nell’aprile 1875 arriva in Abruzzo uno strano personaggio: dice di essere il conte Giuseppe De Simone viaggiatore di un negoziante di libri di Napoli, proveniente da Bari, avvicina il sindaco di Catignano e quello di Pianella per vendere libri e, dice, per ispezionare gli uffici comunali su incarico del Ministero. Sono molti gli indizi che fanno pensare che si tratti proprio di Enrico Sappia, che in quel periodo risiede tra Bari e a Napoli e usa, tra i tanti pseudonimi, anche quello di “Conte di Toetto”. C’è poi una straordinaria somiglianza nel modus operandi sul territorio di Sappia con quello sul territorio del misterioso personaggio, come risulta dalle relazioni della polizia, che lo sottopone subito a stretta sorveglianza. Poichè quando arriverà a Pianella (a suo dire per la prima volta) nel 1879, Sappia si presenterà come prof. Enrico Sappia De Simone, e sarebbe davvero strano che a Pianella arrivino due De Simone in appena quattro anni. Quanto al fatto che nel 1875 non si facesse chiamare Enrico, ma Giuseppe, la cosa si spiegherebbe o con l’essere stato a lungo agente segreto di Giuseppe Mazzini o con il fatto che avrebbe potuto assumere il nome di suo padre, Giuseppe.
Il 12 aprile 1875 la Sotto Prefettura di Teramo invia una segnalazione al Prefetto di Teramo :
“Sottoprefettura del Circondario di Penne
Ill.mo Signor Prefetto di Teramo
Oggetto: Sedicente Conte De Simone Giuseppe
Numero 212 P.S.
Penne, 12 aprile 1875

Uno sconosciuto individuo vestito civilmente si presentava il 9 andante al Signor Sindaco di Catignano qualificandosi per il Conte Giuseppe De Simone e dicendosi di tenere incarico dal Ministero e dalla Corte di Cassazione di Napoli, ed altresì inteso con S.V. Ill.ma, per eseguire una ispezione agli Uffici Comunali di questa provincia, ed in particolare sulla custodia della collezione delle leggi.
Non avendo costui alcuna commendatizia che lo giustificasse investito della asserita missione, ed il Sindaco in difetto di alcun preavviso dell’arrivo del medesimo, lo ritenne persona di mala fede, un viaggiatore, e vagabondo, e quindi lo licenziò, rimproverandolo che me ne avrebbe fatto rapporto.
Lo sconosciuto, giusto quanto riferiva il Sindaco, era proveniente da Pianella. Il brigadiere dei Reali Carabinieri della Stazione, avvertito della costui presenza, si pose tosto sulle tracce, ma rilevò che era di già ripartito, credesi, per Pianella. Nel dare di ciò avviso alla S.V. le partecipo anche che vado ad indagare chi realmente sia e dove si ritrova, e mi riserbo quindi di ritornare in argomento appena mi sarà dato di farlo.
Il sottoprefetto C…”
Il prefetto di Teramo Luigi Maccaferri il 21 aprile invia richieste di informazioni, con messaggi parzialmente cifrati, al Prefetto di Bari, località da cui il sedicente Conte Giuseppe De Simone dice di venire, e al Questore di Napoli.
“A Prefetto Bari
21 aprile 1875
Prego dare informazioni condotta morale e politica conto sedicente 1033 – 1043 – 1037 – 1013 – 249 – 220 – 1065 – 1047 – 149 – 1087 qui senza carta negoziante di Bari
Il Prefetto Maccaferri
A Questore di Napoli 21 aprile 1875
Prego dare informazioni condotta morale e politica conto sedicente 1033 – 1043 – 1037 – 1013 – 249 – 220 – 1065 – 1047 – 149 – 1087 commesso presso ditta Vincenzo Pignatari e compagni, abit. Vico Consigli Toledo
Il Prefetto Maccaferri.”
CHE DIABOLICO PERSONAGGIO !!!















