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ITINERARI BANDISTI "La Festa di San Cetteo a Pescara, un occasione per conoscere la storia e la bellezza dell'omonima cattedrale e i suoi tesori

REMO DI LEONARDO.

Lacerba, giovedì 21 novembre 2024

Con la processione di San Cetteo del 10 ottobre scorso, si sono chiusi, anche per il 2024, i festeggiamenti per il Santo patrono della città. Partita dalla cattedrale al termine della solenne celebrazione liturgica, celebrata da Monsignor Tommaso Valentinetti, la processione ha attraversato la parte vecchia di Pescara, seguita dai fedeli, dalle autorità civili, militari, religiose e accompagnata dalla Grande Banda Città di Chieti diretta dal M° Marco Vignali. La processione si è snodata attraverso le strade principali del centro storico per tornare poi alla Cattedrale.

L’antica festa e la processione dedicata al Santo patrono della città si svolgeva la terza domenica di agosto solo successivamente è stata spostata al 10 ottobre. Fino al primo conflitto bellico a Pescara, tutto il rito della festa di San Cetteo si svolgeva intorno al fiume, simbolo di vita, di trasformazione, di identità, di tradizione.

La domenica mattina il corteo processionale, a mezzogiorno, passava sul ponte di barche addobbate a festa e la statua del Santo si fermava rivolgendosi religiosamente verso il fiume e verso la piccola flotta di “barchitti” da cui partivano spari e bombe d’aria; proseguiva poi il suo percorso e arrivava in piazza Garibaldi percorrendo Corso Manthonè. Per San Cetteo venivano a Pescara le migliori bande della regione e con esse molti sostenitori che facevano un grandissimo tifo. Rimangono vive testimonianze della rivalità di queste bande, ognuna con i suoi suonatori, le sue astuzie per conquistare le piazze che restano una significativa testimonianza della storia del costume abruzzese. La festa poi proseguiva nel pomeriggio e intorno alle 16.00 del pomeriggio da Rampigna (quartiere) un fuochista, conosciuto in tutta la città “Gisilà”, faceva tuonare un vecchio cannone del forte borbonico che segnava l’inizio del gioco della “cuccagna”: in mezzo al fiume su di un vecchio barcone veniva issato un lungo pennone unto, vinceva chi riusciva a raggiungere la punta su cui era legato il palio. Dopo la cuccagna si facevano altri giochi tra cui la caccia all’oca in cui i nuotatori dovevano riuscire ad afferrare il volatile che tentava di scappare e la sfida dei battelli tra i marinai dei due borghi.

Sulla Pescara le barche venivano adornate di festoni e fiori, signorine e marinai accompagnati da un’orchestra ottocentesca cantavano le belle romanze dialettali abruzzesi. Ma l’apoteosi finale erano i “fuochi” che Romeo Tommolini (giornalista e storico pescarese) così suggestivamente fotografa:  “Migliaia di lampioncini: un immenso incendio scivola sul fiume fino al mare, fino al largo dell’Adriatico. Girandole che sorgevano dal Pescara e andavano ad illuminare la vecchia cupola di san Cetteo…” (1)

San Cetteo o Ceteo, detto anche Pellegrino (VI secolo – Fiume Aterno, 13 giugno 597) è stato un vescovo italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica; è patrono della città di Pescara e dell'arcidiocesi di Pescara-Penne. Attorno al 590, sotto il pontificato di papa Gregorio I, venne eletto vescovo di Amiternum in Sabina (nei pressi di San Vittorino, nella Conca aquilana).

Secondo una passio ampiamente leggendaria, venne ingiustamente accusato di aver tradito la sua città al tempo della discesa dei longobardi in Italia: avrebbe subito il martirio per annegamento nel 597, e il suo corpo, gettato nel fiume Aterno-Pescara con una mola di pietra legata al collo, sarebbe stato miracolosamente trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, a Pescara, dove sarebbe stato raccolto( il 10 ottobre appunto) e sepolto nella chiesa che poi gli fu intitolata (l'attuale cattedrale di San Cetteo). Un'altra versione vuole che Cetteo fosse vescovo di Aternum, ossia Pescara, dove venne martirizzato dai conquistatori longobardi e gettato nel fiume dal ponte romano ivi presente. Le reliquie del martire sono state custodite per anni a Chieti e restituite a Pescara in occasione della Dedicazione della Chiesa al Patrono, il primo settembre 1977.

La figura di San Cetteo rimane un punto di riferimento fondamentale per la comunità, che ogni anno si ritrova unita sotto la sua protezione, rinnovando la propria fede e il legame con le tradizioni. Il suo nome fu iscritto nel Martirologio Romano al giorno 13 giugno, ma nella città di Pescara se ne fa memoria la 1ª domenica di luglio e il 10 ottobre. Nel 1951 la nuova statua processionale, con le reliquie, è divenuta quella in argento di Arrigo Minerbi, che ritrae il santo in veste di vescovo, con la tiara e il pastorale.

Nel cuore della vecchia Pescara, in via D'Annunzio, sorge la cattedrale di San Cetteo.

Nell'occasione della stipula del concordato dell’Italia fascista con la chiesa cattolica, a Pescara è stato edificato il Tempio della Conciliazione, meglio noto come Cattedrale di San Cetteo. Il monumento, fortemente voluto da Gabriele d’Annunzio, fu finanziato personalmente dallo scrittore. Il progettista del monumento fu Cesare Bazzani, molto famoso all'epoca, tanto che si occupò della progettazione delle più importanti strutture fasciste. Lo stesso d’Annunzio appoggiò la costruzione della nuova Cattedrale di San Cetteo in sostituzione della vecchia chiesa ormai fatiscente e inadeguata alle crescenti esigenze della nuova città. La chiesa è a pianta Basilicale a 3 navate con grandi colonne marmoree in stile tuscanico e con la volta a cassettoni di legno. Altare maggiore rialzato, le vetrate di scuola milanese, le altre di impostazione classica sono di scuola Atriana.

Il Poeta scriveva nel 1929 a Don Pasquale Brandano, al tempo abate della cattedrale: “…edificheremo la nuova chiesa al Patrono antico, e io voglio che le sacre ossa di mia Madre siano traslate e custodite in una cappella che io disegnerò e ornerò votivamente. Questa è condizione assoluta perché io promuova e soccorra l’opera. E fin da ora offro, come cittadino, centomila lire in quattro rate. E penso che questa non è se non una prima offerta…”.

L’interno è suddiviso in tre navate con abside centrale e transetto rialzato. Il transetto termina in due cappelle, quella a destra intitolata a San Cetteo e quella a sinistra contenente il monumento sepolcrale di Luisa D’Annunzio, madre del Poeta. Al centro c’è una piccola croce realizzata in legno delle barche dell’Adriatico, segno che Donna Luisetta era molto amata anche dal popolo.

Donna Luisa morta nel 1917 mentre Gabriele si trovava sui campi di battaglia, fu dapprima sepolta nella parte alta del poggio di San Silvestro. Il suo corpo fu riesumato nel 1949 e traslocato nel solenne Tempio per volere unanime del popolo pescarese, dell’Abate di San Cetteo e dello stesso D’Annunzio. La cappella di Donna Luisa si adorna di una frase ripresa dal “Notturno”: “…Dio nel dì novissimo rimodellerà i volti dei suoi eletti a somiglianza della sua bellezza recondita…”, e sull’arcata è stato murato un cofanetto sigillato con dentro una copia del “Notturno” stesso. Il sarcofago è opera dello scultore Arrigo Minerbi che raffigurò sul coperchio marmoreo i lineamenti di "quella che fu la giovinetta d’Ortona" secondo le indicazioni del Poeta. Straordinariamente, quando la salma fu riesumata per il trasloco, appariva quasi intatta e nel medesimo atteggiamento in cui Minerbi l’aveva ritratta. Al lato della cappella è esposta la grande tela ad olio raffigurante San Francesco in adorazione attribuita al famoso pittore Giovanni Francesco Barbieri (1591/1666) soprannominato il Guercino. La tela, proveniente dai patrimoni di famiglia, fu donata da Gabriele d’Annunzio in occasione della ricostruzione della Cattedrale.

Nel 1924 la città viene annessa al Regno d’Italia. Per l’occasione, il poeta è insignito del titolo di Principe di Montenevoso. L’anno seguente, nel fatidico 4 novembre, i comuni e le province della Venezia Giulia offrono “al salvatore di Fiume, all’ardito che della guerra porta le stigmate sante, questo simbolo santo del sacrificio dell’amore”, ovvero il San Francesco di Guercino, proveniente da una famiglia romana. Regista dell’operazione è Ottavio Sello, geometra della Santa Sede. La passione del Vate per il Poverello era nota. Il pezzo si addice quindi al Vittoriale degli Italiani, sua dimora dal 1921, già ricca di riferimenti francescani. Basti pensare che, sempre nel 1924, Guido Cadorin ottiene la commissione di un San Francesco e il lebbroso, dove il malato ha le sembianze di d’Annunzio.

Altri tesori si possono ammirare all’interno della Cattedrale di San Cetteo. In fondo alla navata centrale, sull’altare maggiore, si trova un crocifisso in bronzo, fedele riproduzione del crocifisso di Donatello. In una nicchia della cappella a destra, detta dell’Adorazione, è conservato il prezioso busto argenteo di San Cetteo opera di Arrigo Minerbi. Di fronte alla Cattedrale vi sono i resti della Santa Gerusalemme, la testimonianza più antica della storia di Pescara, un edificio circolare d'età romana.

Il 1° settembre 1977, dopo l'istituzione della Diocesi di Penne-Pescara nel 1949, la chiesa di San Cetteo fu elevata a dignità di Cattedrale, conservando tuttavia la sua parrocchialità. In occasione del XIX Congresso Eucaristico Nazionale che venne celebrato dall'11 al 18 settembre 1977, per volere del Vescovo Mons. Antonio Jannucci, la cattedrale venne solennemente consacrata. Il 17 ottobre 1979 il Papa benedisse tre artistiche statue in bronzo raffiguranti la Madonna, San Pietro Apostolo e San Cetteo che sono ora collocate sulla facciata della cattedrale di Pescara. Il 19 maggio 1982 furono benedette dal Papa anche le due statue in bronzo raffiguranti S. Francesco d'Assisi e S. Caterina da Siena che vennero poste sulla facciata della chiesa.

NOTE:

  1. Elisabetta MANCINELLI, https://www.abruzzo24ore.tv/news/San-Cetteo-la-sua-storia-e-le-antiche-feste-a-Pescara/127457.htm   “Racconti della memoria di una Pescara dannunziana” di Federico Valeriani e Rossella Perletta e “Pescara” di Pasquale De Antonis e    Renato Minore.

SITOGRAFIA:

https://www.gerboni.net/gerblog/betty/antichefeste.pdf

https://www.abruzzo24ore.tv/news/San-Cetteo-la-sua-storia-e-le-antiche-feste-a-Pescara/127457.htm

https://www.terraecuore.net/cultura-turismo-abruzzo-molise/citta-borghi-luoghi-abruzzo-molise/239/pescara-e-i-suoi-tesori

https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&code=13106

wikipediaorg. Cetteo di Amiterno vaticano.com , 10 ottobre festa di san Cetteo. programmabarocco. fondazione 1563.

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