
di ELSO SIMONE SERPENTINI.

Fin da prima che fosse colpito dall'ictus che rovinò i suoi ultimi anni, presi a tormentare Alfonso Sardella con la mia idea di realizzare un'edizione critica dell'intera sua produzione poetica dialettale. Ricordo che egli era perplesso e mi chiedeva che cosa intendessi per "edizione critica". Gli spiegavo che avremmo raggruppato tutte le sue poesie, separate per genere ispirativo, e le avremmo pubblicate in un solo volume, con schede critiche, ricostruzioni della loro genesi, note esplicative a pie' di pagina e traduzione in italiano a fronte. Non riuscii a convincerlo. Anche dopo, quando ormai era su una sedia a rotelle e incapace di parlare come prima, tornai spesso a parlargli dell'idea.
Era sempre perplesso. Dopo la sua morte, nel gennaio 2010, fissai in me l'idea e mi feci una promessa. Non solo avrei realizzato e pubblicato un'edizione critica delle poesie di Sardella, ma lo avrei fatto anche per la più ampia produzione poetica degli altri due "maggiori" autori che lo avevano preceduto: Luigi Brigiotti e Guglielmo Cameli. Per ciascuno degli ultimi due ci sarebbero voluti due volumi e un criterio diverso, non la suddivisione per genere ispirativo dei componimenti poetici, ma in ordine cronologico, che avrebbe meglio saputo rendere i termini delle loro evoluzione stilistica nel tempo.
Dopo il lavoro su Sardella, uscito nel 2012, continuai a lavorare per gli altri due autori. I due volumi sull'opera omnia di Brigiotti sono usciti nel 2022, il primo dei due volumi su Cameli l'anno scorso e finalmente quest'anno ha visto la luce il secondo. Sono soddisfatto: in 14 anni ho completato il trittico e posso dire di aver mantenuto la promessa che avevo fatto a me stesso. Ringrazio Teresa Orsini di Artemia, che ha creduto nella mia proposta editoriale e l'ha messa in pratica.
Ringrazio quanti (non moltissimi) hanno acquistato i libri di questa speciale collana, sono certo che questo trittico acquisterà valore nel tempo e il mio regalo alla cultura teramana sarà apprezzato sempre di più. In fondo non l'ho realizzato per i teramani contemporanei (sempre un po' distratti), ma per quelli del futuro, le nuove generazioni, che avranno la possibilità di leggere e godere le poesie dialettali dei nostri tre maggiori autori più facilmente di quanto avrebbero potuto e dovuto se costretti, come me, a ritrovare versi pubblicati su giornali di tanti decenni fa, sparpagliati, o su volumi diventati introvabili. Intanto nella mia biblioteca i complessivi cinque volumi si fanno ora bella compagnia.
Il programma :


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