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ITINERARI BANDISTICI ABRUZZESI. Festa a Tricalle (Chieti) in onore di San Francesco Caracciolo

REMO DI LEONARDO.

Continua l'itinerario bandistico abruzzese, recandoci questa volta a Tricalle (Chieti).

Era il 27 ottobre 1963 quando l'allora vescovo Monsignor Giovanni Bosio e il futuro parroco don Gaetano di Sipio diedero il via alla storia di una nuova comunità con una cerimonia religiosa solenne per tutti, la parrocchia di San Francesco Caracciolo in occasione del 4° centenario della nascita del Santo 1563. Sono trascorsi oltre 60 anni e quella comunità oggi è cresciuta fino a guadagnarsi un posto importante nella città e nella diocesi Chieti - Vasto.

Il 3 e 4 giugno 2024 al Tricalle di Chieti si è svolta la festa in onore di San Francesco Caracciolo e Maria Madre del Popolo Teatino. Il programma di martedì 4 giugno ha visto, nel pomeriggio, sfilare per le vie dell’antico Borgo la Banda di Chieti del M° Marco Vignali, dopo la messa delle ore 19,00 in suffragio di don Gaetano Di Sipio, la solenne processione in onore del Santo, per concludersi alle ore 21,00 con la musica dei Ondasupernova e il pop di Marinè.

Il 1° giugno è stato percorso il tratto che va da Roio del Sangro a Villa Santa Maria, sentiero naturalistico e spirituale di 7,5 chilometri. Il programma ha visto alle 9,00 il ritrovo e la partenza in bus da Lanciano, Piazzale Sant’Antonio. Alle 10.30 arrivo a Montelapiano ed incontro con gli altri gruppi partecipanti, che sono arrivati da Chieti e da Villa Santa Maria. Alle 11.00 la celebrazione della messa nella villa comunale di Montelapiano, animata dai ragazzi delle Giubbe Rosse del coro di San Pietro Apostolo di Lanciano.

Ma chi era San Francesco Caracciolo.

Ascanio nacque il 13-10-1563 a Villa Santa Maria (Chieti), dalla nobile e ricca famiglia dei Caracciolo, celebre nella storia per i cardinali e i vescovi dati alla Chiesa, per i guerrieri e i governatori forniti alla patria. Ricevette un’educazione adeguata al suo rango, in cui la formazione religiosa aveva un posto preminente. Colpito a 22 anni da una forma di elefantiasi che lo ridusse in fin di vita, ne uscì con una guarigione considerata miracolosa: fu seguita da una generosa donazione di tutte le sue sostanze ai poveri e dalla decisione di abbracciare il sacerdozio. Un ministero da subito rivolto ai poveri, gli infermi, i carcerati, e in particolare ai condannati a morte.
Ricevuta per errore una lettera indirizzata ad un suo omonimo, con la quale lo si invitava a fondare un nuovo Ordine, Ascanio Caracciolo assieme a due altri sacerdoti, vide in questo sbaglio la mano della provvidenza divina, e insieme diedero vita all’Ordine dei Chierici Regolari Minori, precursore dell’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento.
Ottenuta l’approvazione pontificia all’opera, assunse il nome di Francesco. Divenuto responsabile dell’Ordine, lo consolidò e lo diffuse, imprimendogli il suo spirito con la parola e con l’esempio. Promosse nelle chiese dei Chierici Regolari l’esposizione solenne delle Quarantore, e istituì la giornata eucaristica, da celebrarsi ogni prima domenica del mese.
Morì, dopo una breve malattia, ad Agnone nel giugno del 1608.

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