2. Ricordi e aneddoti bandistici tra storia, fede e tradizioni popolari. Acciano, Succiano, Beffi.

Remo di Leonardo.

Tra i ricordi dei miei viaggi da bandista (per hobby), un luogo dove ancora vivono antiche tradizioni e religiosità popolari è Acciano. Siamo in provincia de L'Aquila, con le frazioni di Roccapreturo, Beffi, Succiano e San Lorenzo, presenti nei catasti onciari e nelle numerazioni dei fuochi fatte tra i sec. XV-XVI, rispettivamente con i nomi Castrum Acciani, Rocca de Preturo, Castrum Beffi, Villa Socciani e Villa Sancti Laurentii, nella zona della Valle Subequana.

Ad Acciano il 31 maggio si festeggia la patrona Santa Petronilla. Dopo il solito sparo delle 8 ed il giro della banda per il paese, alle 10,30 la solenne processione guidata dalla Confraternita accianese di Maria SS.ma Addolorata con la statua grande della Patrona, rivestita per l'occasione di tutti gli ex voto con quella "delle donne", torna al suo posto dirigendosi verso il Santuario di Santa Petronilla. Posto in posizione elevata rispetto al centro abitato, con canti e inni religiosi la processione veniva accompagnata da una formazione ridotta della banda, per cui, essendo il tragitto alquanto faticoso, si esentavano dal far suonare i più anziani.

Non raccolse l'invito l'amico bandista pianellese Vladimiro Del Biondo, ultra ottantenne che con il suo Basso Tuba, disobbedendo all'invito del suo capo Banda, rispose: "Mastre je a 'ste giuvenuotte me le motte tutte nzacocce" ma con fatica accompagnò "a suon di Ta-pù -Ta-pù", la Santa Petronilla.

La storia di Succiano è legata a quella di Beffi. La più antica ed importante tradizione che lega i due territori è sicuramente il culto in onore di S. Erasmo, festeggiato contemporaneamente da Beffi e da Succiano.

Il 2 giugno di ogni anno, ciascuno dei due centri organizza una processione diretta sul monte Offermo, dove sorge il piccolo santuario dedicato proprio a S. Erasmo Vescovo e Martire. Nei tempi passati non sono mancate discussioni, anche accese, tra la comunità di Beffi e la comunità di Succiano, in quanto entrambe rivendicavano il diritto di precedenza sul percorso e l'autenticità del "proprio" S. Erasmo. I Parroci erano così costretti ad officiare funzioni religiose distinte e a benedire separatamente i pani offerti ai pellegrini dalle due parrocchie.

In questi luoghi vi è una antica usanza: durante la processione che si svolge nella tarda mattinata, alcuni cittadini in accordo con il comitato feste, "scelgono" i bandisti da ospitare a pranzo, generalmente due o tre per ogni famiglia. A fine processione costoro si recano nella piazza del paese dove palesano la scelta precedentemente fatta ad insaputa dei musicisti.

Capitò che, trovandomi a suonare a Acciano con una "bandicina", l'amico e compianto Antonio Viola che suonava il flicornino, mortificato da questa usanza, con la scusa di avere un'indisposizione alimentare, con garbo rifiutò l'invito, convinto di potersi arrangiare diversamente. Ma non fu così. Tutti i componenti della Banda trovarono ospitalità. Alla fine del pranzo tornati in piazza, trovammo il nostro amico Antonio seduto davanti ad un bar con uno stecchino di legno in bocca per dimostrarci di aver mangiato in abbondanza e con una certa spavalderia disse: "Huagliò tutte a poste? je m'àje fatte 'na magnate che mo' schiatte! Fu chiaro a tutti che purtroppo non stava dicendo il vero, infatti la sera durante il viaggio di ritorno a casa, fu proprio lui a confidare ad un collega bandista di aver mangiato solo uno scarno panino arrangiato per colpa di un suo sciocco orgoglio.

L'usanza in altre zone dell'Abruzzo in genere è riservata solo al Maestro ed ai solisti della Banda. Alcuni anni fa, durante le feste patronali del mio paese a Pianella, ricordo ospite a pranzo da mia sorella Rita il Maestro della Banda Città di Caserta, Nicola Samale con il quale ebbi occasioni di dialogare apprezzandone le doti umane ed artistiche.

A conclusione la festa non è festa senza la Banda. Il suo richiamo, la sua "voce", coinvolgono tutti.

La celebrazione di una festa senza la banda musicale fa certamente perdere di significato alla stessa solennità. La Banda appassiona, coinvolge, emoziona, unisce l'intero paese in una sorta di sacralità collettiva.

L'usanza di ospitare in casa a pranzo uno dei protagonisti era motivo di orgoglio per la famiglia e un onore per il musicista ospite. https://www.facebook.com/v5.0/plugins/share_button.php?app_id=225951590755638&channel=https%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fx%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2F%3Fversion%3D46%23cb%3Df1f61b4f905cb5%26domain%3Dparolmente.webnode.it%26origin%3Dhttps%253A%252F%252Fparolmente.webnode.it%252Ff5d404a8ea8a3c%26relation%3Dparent.parent&container_width=808&href=https%3A%2F%2Fparolmente.webnode.it%2Fl%2Facciano%2F&layout=button&locale=it_IT&sdk=joey&size=large

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