1946! Periodo di cambiamenti...si respira aria nuova di libertà!

SILVIA CANCELLI

Con entusiasmo e forza si raccolgono i cocci di un Paese ridotto allo stremo e lentamente si dà avvio alla ricostruzione della Nazione.

E a Pianella cosa accade? Il nostro paese e la sua comunità come vivono questo anno in questo contesto storico unico ed irripetibile?

Si attua una ricognizione generale che abbraccia ogni aspetto politico, economico e sociale del paese.

Si parte ad esempio dalle scuole con una relazione dell'Ufficiale Sanitario sulle condizioni degli istituti scolastici e sui relativi provvedimenti. Vengono redatti verbali di ricognizione dello stato delle strade. La strada comunale obbligatoria di allacciamento della frazione Castellana alla frazione Cerratina, viene consegnata dalla Provincia al Comune.

Vengono effettuate molte rilevazioni sull'attività edilizia relativa alle abitazioni.

La mano d'opera risulta essere fondamentale per la ricostruzione del Paese. Viene redatto un elenco dei fabbri ferrai e carradori di Pianella su richiesta del rappresentante della "Ferriera di Valbruna".

L'aspetto assistenziale ha un ruolo fondamentale in questo periodo! L'Ente Comunale di Assistenza (ECA), organizza i suoi numerosi programmi di soccorso e di sostegno ai bisognosi. Il consultorio pediatrico si occupa dei bisogni degli orfani e dei bambini in generale.

Altre istituzioni operano nel nostro paese come l'Asilo Sabucchi e il Consorzio Veterinario.

Per quanto riguarda l'aspetto amministrativo viene nominato il Commissario Prefettizio, Antonio Procaccini, in sostituzione del sindaco uscente Antonio Pulcinella e vengono riconsegnati gli atti dell'amministrazione comunale al consigliere anziano Briseide Verrotti (che presto diventerà sindaco).

Copiosi i carteggi e gli elenchi prodotti nella revisione delle liste elettorali.

Lettere e circolari contenenti chiarimenti del Ministero della Guerra sul pagamento dei quadrupedi requisiti dalle truppe alleate e francesi.

Si piangono i numerosi morti. Vengono inviati elenchi delle famiglie dei caduti e dei dispersi del Comune al "Tempio Nazionale del Perpetuo Suffragio dei Caduti in Guerra" per tutelarne la memoria.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato l'inizio del processo di ricostruzione del nostro Comune...del nostro Paese, ma già credo siano sufficienti a farci capire come la storia di una piccola comunità come Pianella, sia parte integrante della storia nazionale...mondiale. E' per questo che non mi stancherò mai di ribadire l'importanza della cosiddetta "microstoria" dove trovare un riscontro diretto dei fatti storici e dove sentirci protagonisti della storia che spesso e sbagliando, sentiamo estranea e lontana da noi, come se fosse un qualcosa che riguarda solo "gli altri".

Nelle foto sono riportati un registro delle deliberazione della Congregazione di Carità di Pianella del 1872 (in seguito ECA) e un registro di corrispondenza ed atti del Consorzio Veterinario di Pianella Cepagatti e Moscufo.

Corre l'anno 1911. A Pianella c'è la fiera di Santa Lucia ad agosto, quella di San Michele a settembre, quella di San Nicola a novembre. Fervono i preparativi per i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia. La società Operaia di Mutuo Soccorso si occupa del suo riconoscimento legale. Nasce un comitato per la raccolta delle offerte a favore delle famiglie bisognose dei soldati caduti o feriti nella guerra Italo-Turca per la conquista della Tripolitania e della Cirenaica. Si adatta la pescheria ad uso ufficio daziario. Vengono disciplinati i prezzi del pane e della carne.

Cortellini Alessandro, Corvacchioli Francesco e Corvacchioli Giovanni sono i medici condotti. Il farmacista è Grandonico Nicola. Ci sono le levatrici Ester Paolini, Ester Giovanelli e Giuseppina Malatesta. Poi il custode del cimitero Pasquale Cantelmi e il portalettere Federico Egizii.

Esistono le scuole di stato rurali, oltre a quelle elementari del capoluogo

Vincenzo Tribuzii è il direttore didattico, mentre i maestri di scuola elementare sono, (tra gli altri che si succedono e sostituiscono), Antonio Basilio e Di Pentima Pantaleone.

E poi c'è lei...Lucia De Nicola, insegnante della scuola mista di Villa Cerratina, già dal 1885 insegnante anche di quella in Villa Castellana, che con questa lettera ci dona un quadro vivo, crudo e fortemente d'impatto! Sembra di leggere tra queste righe la sua rassegnazione ad una situazione immutabile...da tutti conosciuta, ma da tutti passivamente accettata.

Io l'ho amata subito!!!

"Ill.mo Signor Sindaco

Prego V. S. Ill.ma darmi il permesso di riaprire la scuola a Ottobre, anzi tutto perché ora che incomincia la vendemmia i ragazzi di qui vanno tutti dal Principe Pignatelli a lavorare, secondo per le febbri e gastrico enterite che qui corrono, e poscia perchè devesi ripulire l'aula scolastica. Prometto però chiudere la scuola alla fine luglio e così non si perderebbe un mese di lezioni. Spero che la S.V. accoglierà la mia preghiera e in tale fiducia La ossequio

Devotissima

Lucia De Nicola

Cerratina 1/9/911"

Questo documento fu esposto, insieme ad altri, nella mostra documentaria "Una memoria nell'era digitale. La scuola dei nonni", pensata ed allestita dall'archivista Margherita Ciammaichella e da me.

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